Gil Botulino (The German Observer)

News di Martedì 5 Marzo 2002

IL BADOLATO CONQUISTA UN PUNTO

DINAMI - Partita "sofferta" e "impegnata", al massimo delle potenzialità da parte di tutt'e due le squadre. Alla grande passionalità dei giovanissimi del Mesima, i giocatori ospiti hanno risposto con un gioco di calcolo "qualche volta anche opportunistico". Da manuale comunque le rispettive reti realizzati. In fatti il Badolato segna la 38', su punizione di Alteri da llimite dell'area (che s'insacca "a fil di traversa"); e il Mesima insacca a porta vuota al 75', con un pallonetto di Zinno. (Carmelo Ioculano, La Gazzetta del Sud)

DINAMI - Per il C. Alto Mesima era importante vincere per allontanarsi dalla parte "calda" della classifica ma alla fine arriva solo un misero "inutile" pareggio. Partita subito in salita per il Mesima, che subisce le azioni del Badolato senza reagire. Al 35' dopo un'azione ben costruita dagli ospiti, è la traversa a salvare Morabito ma passano solo 2 minuti e si deve arrendere alla splendida punizione di Alfieri.
Neòòa ripresa la musica non cambia: al 20' mister Schinello le prova tutte inserendo un difensore al centro dell'attacco e dopo solo 10' arriva il pari di Zinno. (Francesco Schinello, Il Quotidiano)

 

LE MUCCHE E LE ARANCE

Fu Amintore Fanfani, presidente del consiglio dei ministri del tempo, in visita in Calabria, che smascherò il trucco mechino delle famose mucche. Un camion le caricava nel luogo dove si era appena recato il Presidente e andava a scaricarle nel villaggio limitrofo. Così Fanfani poteva bearsi - pensavano loro, i signori dell'organizzazione - di uno spettacolo di prosperità e di ricchezza. Questa immagine, povera e indecente per l'umana ragione, ci è tornata in mente appena ieri, leggendo la cronaca da Palmi, delle arance scaricate di giorno nella vasca di lavorazione e prelevate di notte per essere riportate di giorno ancora nella vasca.

Di denaro rubato ad un fantomatico stato, ad una fantomatica regione o ad un evanescente municpio, è segnata la nostra storia. Per spremere questa mucca da latte che è la cassa della nazione italiana, dove i soldi evidentemente li verserà qualcuno che non siamo noi, e già! perché non siamo noi che paghiamo le tasse. C'è anche una ragione perché si ruba qui da noi: perché siamo poveri, trascurati, perché se non si imbroglia non si campa. O non si campa perché si imbroglia? (tratto da Pietro de Luca, Il Quotidiano)

 

TARANTIJANDU MOMENTO DI SPENSIERATEZZA PER LA GENTE DI BADOLATO

BADOLATO – Ha avuto un successo alla sesta edizione di «Tarantijandu» per le vie del borgo antico di Badolato. La manifestazione carnevalesca organizzata dal «Kozzala social club» ha visto la presenza della popolazione, e la partecipazione di numerosi artisti che hanno dato vita a uno spettacolo eccezionale. Sul palco e per le caratteristiche strade del borgo medievale si sono esibiti: Valentino Santagati (etnomusicologo), Andrea Naimo (musicista e compositore), Ezio Alessio Gensini (poeta e regista), Giacomo Giannotti (musicista di Vasco Rossi); Michele Riitano (musicista «Tarantolato»), Peppe Jannello (musicista), oltre che «i locali» Pietro Frascà, Raffaele Battaglia, Massimo Criniti, Domenico Audino (noto come Mimmo), Celestino Argirò, Natale Ferrajolo, Jhonny Battaglia e «Ragazzi del borgo», un gruppo locale in ascesa. Questi gli altri musicisti e cantoni che si sono esibiti: Totò Vetrano, Giuseppe e Diego Pizzimenti, Enzo Girondi, Mario Tino, Salvatore Primerano. «Tarantijandu» è diventato il fiore all'occhiello dell'organizzazione «Kozzala social club». Lo spettacolo è stato, anche, un modo per creare aggregazione. Al «Burreca Place» sede della manifestazione tanta era la voglia di fare musica e farla in un «certo modo» che si sono creati nei vicoli adiacenti capannelli di artisti che si esprimevano a gruppetti in tiratissime jam session a ritmo di tarantella. Durante la festa sono stati registrati tutti gli interventi musicali succedutisi sul palco, molto materiale probabilmente per imperfezioni tecniche sarà accantonato ma tutto il possibile sarà salvato, e soltanto dopo tutto questo lavoro il Cd della manifestazione prenderà forma. Certamente, hanno puntualizzato gli organizzatori, non vuole essere la perfezione tecnica ma una traccia di «grande evento» di musica etnico-popolare calabrese. Un cortometraggio è stato girato: il regista Ezio Alessio Gensini avrebbe intenzione di realizzare, non solo sull'evento del «Palco nel borgo» ma anche sulla manifestazione carnavalesca. Le immagini sono state girate dal regista con Mimmo Audino, Verity Sanchez e Salvatore Zoccali. Il regista fiorentino sollecitato sull'idea ha risposto con un «vedremo», visto il materiale girato decideremo. Comunque l'idea è già partita chiaro segnale che qualcosa uscirà. Soddisfatti della riuscita della manifestazione il presidente Celestino Argirò e i direttori artistici Ezio Alessio Gensini e Mimmo Audino, per il successo di critica e di pubblico intervenuto. Tutti i cantori e musicanti sono intervenuti a titolo d'amicizia consapevoli dell'importanza artistica, culturale e di aggregazione che il «Tarantijandu» sta acquisendo. Un modo per divertirsi e per suscitare momenti di allegria fra i paesani. (Italo Ranieri, La Gazzetta del Sud 5.3.2002)