Gil Botulino

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The German Observer
dal 2001

Gazzettino di libera [contro]informazione scritto per tutti i badolatesi soprattutto per i tanti [dis]informati e non informati dal cronista e dall'amministrazione locali

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BADOLATO: FOGNA MEDITERRANEA

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PER NATALE UNA FOGNA A CIELO APERTO
Un disagio per i badolatesi che si protrae dai giorni antecedenti alle festività

Gli abitanti di Badolato, soprattutto quelli che abitano di fronte al lungomare all'altezza del campo sportivo, sotto l'albero di Natale hanno trovato un regalo:  là dove c'era la famosa discarica a cielo aperto ora si può anche ammirare una magnifica fogna a cielo aperto. Come potete vedere dalle foto la vista è magnifica; a prima vista potrebbe essere scambiata per un laghetto -per uno di quei meravigliosi laghetti, che si formavano d'inverno, dove si andavano a pescare i cefali e che molti ricorderanno- ma solo perché non abbiamo ancora l'Internet olfattivo: quello che vedete è un mare di merda da cui si sprigiona un odore nauseabondo insopportabile.
Più volte abbiamo segnalato le "esondazioni" di liquami dal depuratore di Gallipari che disperdendosi in quantità notevole inquinavano l'ambiente nella zona Bocca di Gallipari e fino al torrente Barone. È trascorso quasi un anno dall'entrata in funzione e la situazione continua a essere di grande pericolo e danno per l'ambiente circostante, malgrado le legittime proteste avanzate dai numerosissimi proprietari dei terreni, delle case, dei camping e villaggi adiacenti all'impianto di depurazione, le cui cabine delle pompe di sollevamento e relativi pozzetti di ispezione continuano a perdere liquame che oltre ad allagare strade e terreni diffondono un pestilenziale odore che si avverte a centinaia di metri di distanza rendendo irrespirabile l'aria. A tutt'oggi, purtroppo, nessun intervento concreto è stato messo in atto per cercare di sanare la situazione igienico-sanitaria e salvaguardare l'ambiente di cui da decenni si fa un gran parlare, ma con scarsi provvedimenti in favore della salute pubblica. È sufficiente un sopralluogo nelle zone inquinate per accertare il pericolo e i danni ingentissimi che ha prodotto e continua a provocare il cattivo funzionamento di un impianto di depurazione (costato oltre dieci miliardi di vecchie lire) e il cui scopo era (o meglio dovrebbe essere) quello del "Risanamento della bassa fascia costiera jonica".
È insopportabile -anche per un paese del terzo mondo come Badolato-  che un problema che si è manifestato qualche giorno prima delle festività natalizie sia ancora oggi presente.
Perché dobbiamo sopportare tutto questo? Perché questa assuefazione a questo inaudito degrado? (Gil Botulino 12 gennaio 2003)

 

TRA IMMONDIZIA E FOGNE A CIELO APERTO

Signore e signori, oggi, anche il corrispondente del Domani, si accorge del "problema ambientale" a Badolato. Ma non ne ha nessuna colpa, come tiene a precisare fin dalla prima riga "contattati da un gruppo di cittadini e da turisti in vacanza". Ma è già qualcosa! Ancora siamo in attesa che del problema si accorgano l'assessore all'Ambiente del comune di Badolato Salvatore Rondinelli e l'assessore al Turismo -a quello dell'anno prossimo ormai- Franco Nisticò non appena potrà smettere i panni di assessore allo Spettacolo dell'estate badolatese 2002. Tra l'altro proprio ieri sera, c'è stata l'ennesima "esondazione" della fogna: tombino alla curva tra il camping Gallipari e quello Larocca. Giusto perché l'estate finisca esattamente com'era cominciata. O se preferite che ricominci come era cominciata: "regolarmente". Ma non si dovrebbe anche per queste esondazioni, oltre che per il pericolo delle esondazioni delle fiumare, inviare una bella ordinanza di sgombero? Certamente! Prima di tutto all'assessore all'ambiente e poi a tutta l'amministrazione di Badolato. Aricertamente! prima di tutto all'assessore all'ambiente e poi a tutta l'amministrazione della provincia di Catanzaro. Ariaricertamente! prima di tutto al neo-assessore regionale all'ambiente Basile -quello di "Raccontano balle. Si tratta di una mistificazione perpetrata dall'ormai ben noto partito dei nemici della Calabria"- e poi a tutta l'amministrazione della regione Calabria.

Domenica mattina contattati da un gruppo di cittadini e da turisti in vacanza, abbiamo fatto una escursione sul territorio per verificare la grave situazione igienico sanitaria dovuta al cattivo funzionamento del depuratore consortile ubicato nei pressi del fiume Gallipari e dei pericoli che possono provocare i pozzetti fognari coperti da lamiere appoggiate sui bordi. La prima sosta sul lungomare di Badolato (lungomare di via Aquilia da non confondere con il don Mario Paparo, NdG) zona nord nei pressi di alcune villette di due residenze (io preferisco rèsidenz, NdG) e tre campeggi. «L'altra sera -puntualizza uno dei proprietari delle villette- la fogna è fuoriuscita dal pozzetto ed ha rischiato di invadere il cortile. Una scena indescrivibile che ha impressionato i turisti (Al proprietario e a noi non ci impressiona perché ormai ci abbiamo fatto il callo, NdG) che rientravano dopo la passeggiata serale. L'area circostante è stata invasa da fetori nauseanti». Abbiamo chiesto se era la prima volta che si verificava. «Niente affatto -hanno risposto- ogni qualvolta le apparecchiature vanno in tilt, da tutti i pozzetti (Non esageriamo! solamente dai quattro pozzetti dopo il torrente Barone, NdG) fuoriesce materiale fognario (Speriamo che non sia una iniziativa del sindaco, alla stregua del "materiale argilloso", per innaffiare il verde sul lungomare "con notevoli risparmi per le casse comunali", NdG)». Più avanti un altro cittadino ci fa notare i pericoli dei pozzetti ubicati al centro della strada: «Dovrebbero essere denunciati tutti coloro che hanno consentito questo vergognoso scempio se un mezzo pesante sposta le lamiere lasciate libere c'è il rischio di incidenti e il pericolo che qualcuno vada a finire nel pozzetto. Almeno andavano chiusi ermeticamente come era previsto nel progetto». (Vuol dire che era previsto nel progetto e la nostra amministrazione non ha fatto nulla per farlo rispettare, nonostante le mille segnalazioni, e le tanti implosioni già avvenute? NdG)

Raggiungiamo il fiume Gallipari e qui la scena che si presenta ha dell'incredibile: un ruscello di fogna scorre a cielo aperto e raggiunge il mare dove nei giorni scorsi l'Asl ha vietato la balneazione. Un cittadino ci invita a visitare una discarica abusiva (Mannello risponde "Nessuna discarica", ci siamo attivati a far depositare questo materiale per costruire una barriera di protezione alla costruenda darsena, "con notevoli risparmi per le casse comunali", NdG) sul letto del fiume: «Ci sono decine e decine di lastre di eternit di natura cancerogena, qualche cittadino se ne è disfatto per evitare di denunciare la situazione, carcasse di cucine, carcasse di frigoriferi, cumuli di materiale inerte, materassi bruciati e tanto altro materiale. Mentre osserviamo, alcuni bambini giocano nelle vicinanze e li facciamo allontanare per evitare di venire a contatto con l'eternit (Vabbè, avete capito lo stesso, per evitare che vengano a contatto, l'importante in questo caso è l'azione... Se solo ci fosse stato nei paraggi il sindaco di Badolato! sarebbe stato un bel titolo "Tra immondizie e fogne a cielo aperto il sindaco di Badolato salva i bambini dal cancro da eternit". Peccato! NdG).

[... il sopralluogo continua lungo la costa a Isca e S. Andrea...] «Ci sono giorni in cui il mare fa veramente schifo, infatti galleggiano residui fognari che ci impediscono di tuffarci a mare. Peccato che tutto questo succeda e nessuno intervenga». (Non è vero! c'è stato l'intervento del neo-assessore all'ambiente Basile: "Raccontano balle. Si tratta di una mistificazione perpetrata dall'ormai ben noto partito dei nemici della Calabria". NdG) (tratto da Franco Laganà, Il Domani, 27.8.2002)

 

DALL'ALTO SI PUÒ AMMIRARE IL LIMPIDO MARE?

Sarebbe magnifico, se fosse vero. Sarebbe magnifico, anche, se bastasse dirlo perché sia vero. E ogni tanto è pure vero, dipende dalle ore del giorno, dal vento, dalle mareggiate e da non so quali altri variabili. So soltanto che questo luridume qualche volta c'è qualche volta no, che talvolta c'è, portata dalle onde, immondizia di vario genere, brandelli di plastica, penne di polli, e anche resti di un prato verde. Segno che questo materiale è abusivamente scaricato da qualche parte, lungo la costa, a nord o a sud, o lungo i torrenti delle zone a ridosso della costa. Qualcuno dice che questo non è colpa dell'amministrazione comunale. A no? E allora di chi è la colpa?

La conferma, come più volte è stato denunciato e come da più parti e per altre spiagge anche in questo inizio d'estate viene segnalato, che nei comuni della costa o dell'entroterra il territorio non è sufficientemente controllato; che le amministrazioni comunali, nonostante abbiano, per un verso o per l'altro, interesse a garantire l'igiene dei loro territori e soprattutto del mare, risorsa preziosa della loro economia, non esercitano, tuttavia, la necessaria vigilanza per prevenire e reprimere gli abusi. Bisogna convenire che c'è troppa tolleranza a livello locale, spesso si chiudono tutti e due gli occhi di fronte allo scempio del territorio, in nome di un malinteso spirito di solidarietà paesana, magari anche per non perdere una manciata di voti. In questo contesto capita di ascoltare ragionamenti incredibili ed assurdi della serie "la gente deve lavorare, non si possono porre troppi vincoli o troppi divieti, quello che si guadagna in un mese deve assicurare la sopravvivenza per un anno".

Non si pensa che tutto finisce in mare, non si pensa che i bagnanti si schifano e magari poi non tornano, non importa quello che può accadere a valle, importa soltanto il piccolo e meschino interesse personale.

Bella e poetica la frase di Italo Ranieri. Sarebbe ancor più bello se descrivesse la realtà. Da noi purtroppo non c'è rispetto per il bene comune, che è il territorio, che sono anche i torrenti, che è il mare. Ed invece il territorio merita il massimo rispetto, va difeso, salvaguardato, curato. E' una risorsa importante e preziosa, lo è dovunque e lo è soprattutto nelle aree a più forte vocazione turistica, come quelle costiere.

E' una risorsa che non può essere distrutta o attentata dall'ingordigia di pochi o di molti, dal pressappochismo o dalla irresponsabilità di un sindaco e dei suoi collaboratori, dalla latitanza degli organi di controllo, spesso anche dalle complicità e dai piccoli interessi di bottega. Ne devono prendere coscienza i cittadini che hanno il dovere di stare con gli occhi ben aperti e di denunciare tutti gli abusi. Se ne devono fare carico, soprattutto, sindaci e amministrazioni locali che non possono chiamarsi fuori nè invocare alibi. Se il mare è sporco è colpa di chi non sa o non vuole esercitare i poteri che la legge gli ha affidato. Non sono sconosciuti i responsabili del disastro ecologico che inquina il nostro mare e non consente al nostro turismo costiero di mettere a frutto tutte le sue potenzialità. Questi responsabili hanno un nome e un cognome: sono innanzitutto i sindaci dei comuni costieri e dell'entroterra, a seguire, i loro collaboratori, gli organi di controllo. L'opinione pubblica dovrebbe ormai averli identificati e dovrebbe chiedergli il conto. (Gil Botulino 23 luglio 2002)

 

LA PUZZA DI MERDA SU VIA AQUILIA E LA MERDA AL MARE ESASPERA I CITTADINI

Oggi, domenica, i cittadini di badolato si sono recati al mare. Al mare hanno trovato la solita situazione, la solita merda, le solite buste di plastica, i soliti pannolini. Picco alle ore 11. Altri cittadini di Badolato si sono recati al mare e per giunta hanno dovuto farlo attraverso la via Aquilia. Questi, prima di arrivare alla merda marina, si sono potuti acclimatare con la puzza di merda che esala dalle botole della fogna: una puzza insopportabile.

La situazione sta esasperando i cittadini che però rivolgono le loro proteste agli indirizzi sbagliati. A Badolato non c'è solo la minoranza - anche se è l'unica che si dà da fare perché i problemi vengano risolti - ma c'è anche, in questo caso, l'assessore all'ambiente Salvatore Rondinelli, a cui i cittadini possono rivolgersi fiduciosi. I cittadini possono anche rivolgersi al sindaco che ora - dopo le dimissioni, dice lui, dall'ufficio del giudice di pace - ha molto più tempo da dedicare ai problemi dei suoi elettori.

E se proprio nessuno vi ascolta rivolgetevi all'ASL alla GdF e ai CC: per la discarica "pseudolungomare" ha funzionato quasi del tutto! (Gil Botulino 30 giugno 2002)

 

DEPURATORE CONSORTILE, PROVE DI FUNZIONAMENTO ESTIVO

Lo sapevate che il depuratore consortile è entrato in funzione? Vi confesso che non ne sapevo niente fino a sabato. Sabato, finalmente, ce ne siamo dovuti accorgere perchè qualcosa di quel depuratore non ha funzionato. Il risultato è  stato un gran deflusso di merda dai tombini del lungomare che sono saltati per aria. Più o meno alla fine del lungomare di fronte al campeggio bocca di gallipari ed ha abbondantemente invaso l'ingresso del cantiere della Darsena.

Ho l'impressione che aveva ragione Franco Nisticò a non volere - anche se dopo che lo avevavano quasi costruito - che il depuratore fosse messo a Gallipari. Probabilmente queste sono le prime avvisaglie di quello che dovremo sopportare in estate (e anche in inverno) per gli anni a venire. (Gil Botulino 25 marzo 2002)