La partita   (The Chessgame) 
Per il venticinquennale del circolo Gioiosano scacchi 
Le due truci armate si pongon in assetto di guerra,

per l’imminente scontro che tanti ne lascerà in terra,

Gli eroici pedoni, dianzi a tutti, in prima schiera,

votati al sacrificio per la causa bianca o la nera.

Le lignee torri d’assalto con la loro ombra scura,

incupiscon i cuori e le membra invadon di paura.

Le regine, impavide guerriere, al re stan a fianco

e guatan bieche l'altrui sire in nero o in bianco.

Impennano e nitriscon  nervosi i focosi destrieri,

mentre con le spade sguainate avanzan gli alfieri,

avanzan con passo pesante e con ferreo rumore,

decisi allo scontro senza alcun apparente timore.

D’improvviso un glacial silenzio pervade le ossa,

alta è la tensione per qual sarà la prima mossa.

Su quel campo a chiazze, ch’è teatro di battaglia,

gli attori son pronti a punir chi primo sbaglia.

I re incitano gli eserciti e dan forza al morale,

e quando lancian l’attacco con convenuto segnale,

s'avventan furiose le schiere verso il mortal impatto,

ch'è vicino, ma lontan è l'epilogo con scacco matto.

La battaglia inizia con azione veemente e fragorosa,

una bolgia dell’inferno, inclemente e sanguinosa.

Si tinge di rosso la terra pei devastanti fendenti,

scintilla il ferro ai colpi accaniti dei contendenti,

senza tregua s'ode il cupo cozzar delle armature,

l'orrido scenario presenta solo morti, niente catture.

I cavalli son esausti, con bianca schiuma alla bocca,

mentre un re, saggiamente, con la torre s’arrocca.

Incede  l'attacco e a forza scardina l'accorta difesa,

con trappole e tranelli disseminati nella contesa 

e con nugoli di frecce, lance e dardi infuocati,

che da ciascun'ala del campo vengon lanciati.

Le mobili torri conquistan la cruciale settima traversa,

ancor si lotta, ma la guerra un re l'ha ormai persa

e a quel sire, incalzato dappresso, restan due strade,

ove per ambo non v’è scampo alle avverse spade

e al resistere un’istante di più, come silente tuono,

sceglie la resa e con esil voce urla: “abbandono!”.

D’improvviso torna quel silenzio glaciale,

placati son gli animi dopo la tenzon fatale.

Al re vinto s'appressa il monarca vincitore,

che per lealtà e coraggio vuol rendere onore

e con gesto regale da vero grande sovrano,

al fiero vinto, dianzi prostrato, tende la mano. 

Aurelio Napoli Costa

 

(73) Ristic (2420) - Scerbo (2010)
9 round VII International Open Gioiosa, 2001

1.e4 c5  2.Cf3 Cc6  3.Ab5 g6  4.Axc6 dxc6  5.d3 Ag7  6.h3 e5  7.Ae3 b6  8.Dd2 Ae6  9.Cc3 Dd6  10.Cg5 Ce7  11.f4 f5  12.0-0-0 0-0-0  13.g4! c4  [13...fxg4 14.hxg4 Axg4  15.fxe5 Axe5  16.Cf7 Dc7  17.Tdg1! Af3  18.Th3+-]  14.gxf5 gxf5 15.fxe5 Axe5  16.d4 Ag7  17.Thg1 Ah6  18.Af4! Dd7??  [18...Axg5[]  19.Txg5 Dd7 20.Tg7 Tdg8  21.Tdg1+/-]  19.Cxe6 Dxe6  20.Axh6    1-0