Il castellaccio

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Cenni storici :

Il versante orografico sinistro del Passo del Tonale, e più precisamente la Costa di Casamadre, cioè la lunga propaggine che dalla base delle impervie pareti della Punta Castellaccio passando per la Cima Castellaccio porta al Roccolo Beltracchi, costituiva la linea più avanzata del nostro schieramento difensivo sul Tonale.
I comandi militari italiani avevano disposto, poco prima del passo, uno sbarramento di prima linea costituito da due ridotte.
Sul dosso che attualmente ospita la chiesetta dei frati era stata predisposta la Ridotta Garibaldina; questa si collegava, appena a valle del debole crinale oltre il quale è stata recentemente costruita la Caserma Tonolini, alla Ridotta Oberdan.
Si trattava di due imponenti opere di difesa che insieme alle strutture di protezione poste sui fianchi destro e sinistro del passo, costituivano l'ossatura delle fortificazioni italiane.
Più in alto, sulla Cima Castellaccio, era stato realizzato un osservatorio dal quale gli italiani potevano spaziare sulle linee nemiche del Torrione d'Albiolo, sul Tonale Orientale e sui forti austriaci dell'alta Val di Sole: Strino, Mero e Saccarana.
Questo osservatorio avanzato consentiva inoltre il coordinamento dei tiri dei vari pezzi d'artiglieria posti più a valle, nonchè dei tiri dei 6 cannoni da 149 mm ospitati nelle cupole corazzate del Forte di Corno d'Aola, che era sprovvisto di un valido osservatorio sulle posizioni austriache.
Esso era pertanto un punto strategico a ridosso delle posizioni nemiche poste poco distanti sulla cresta dei Monticelli.
Questo tratto dello sbarramento del Tonale, fu quello maggiormente sottoposto agli attacchi austriaci, soprattutto con le azioni dell'estate del 1918 che insanguinarono tutta la sella del Tonale.
Le battaglie più significative sono la "Lawine expedition" o "offensiva Valanga", operata dagli austriaci il 13 Giugno 1918 nel tentativo di sfondare il baluardo del Tonale e penetrare in Valle Camonica e l'offensiva italiana del 13-14 Agosto 1918, svolta sul Tonale in concomitanza con le azioni per la conquista del Menicigolo, Stablel, Marocche, Punta Ronchina, Passo dei Segni. 

Da:

http://www.musoguerrabianca.it/

Io sono salito li 23 anni fa, allora era tutto pericolante e ovunque affioravano ordigni inesplosi, era chiaro che doveva esserci stata una grande battaglia, il campo sembrava abbandonato da poco, i sentieri che oggi sono percorribili da tutti con un minimo di attrezzatura allora erano davvero pericolosi

qui sotto il materiale  lì ritrovato .

Elmetto modello Adrian, primo tipo, era assemblato in vari pezzi che, si smontavano letteralmente se colpito da schegge, venne presto sostituito dallo stesso modello stampato in un pezzo solo.


    Granata a mano Italiana tipo Sipe, con detonatore a fulmicotone, innesco  a miccia, probabilmente spezzata in due da una caduta.

 

A sinistra due pallette da shrapnel. Al centro due caricatori vuoti del '91 poco sopra un percussore con molla antagonista (proiettile esploso?) a destra tre cartucce integre.

Spezzone per aprire varchi nei reticolati, accensione a miccia, (ancora visibile) caricato con polvere nera. In genere chi andava a piazzare questi ordigni, aveva qualche cosa da farsi perdonare, Diciamo che il lavoro poteva essere una alternativa al plotone di esecuzione, gli Austriaci erano molto più efficienti..

La postazione osservatorio scavata all'interno del gendarme di Casamadre, al passo del castellaccio(foto a sinistra) il passo del castellaccio nel 1981 (foto a destra)

Allora, durante le escursioni, incontri di questo tipo erano "normali"

Proiettili Austriaci calibro 75 mm.   inesplosi.

Trincea al passo del castellaccio               Vista sulla conca Presena dall'osservatorio del gendarme di casamadre