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Giampaolo Pintore

 

Pagina Sommario

Introduzione

 

CENTRO ITALIANO DELLA CULTURA DEL CARBONE

Museo del Carbone - Carbonia

 

 

 

La Miniera di Serbariu

 

"La Miniera di Serbariu e' Carbonia e viceversa, un connubio inscindibile."

 

 

Pietro Cocco

(ex. minatore - ex sindaco di Carbonia)

L'Unione Sarda 3 Aprile 2007

Storia della Miniera di Serbariu

 

Negli anni 1936-1937 la Societa’ Carbonifera Sarda diede il via ad una campagna esplorativa nel bacino carbonifero del Sulcis, con l’ausilio di sondaggi delineo’ un esteso giacimento di carbone a sud della miniera di Sirai (attiva nel 1918) e ad ovest della zona dove poi nel 1938 venne costruita la citta’ di Carbonia. L’area in questione venne chiesta in concessione con la denominazione di “Serbariu”.

Serbariu e’ stata la prima grande e moderna miniera di carbone della Sardegna. Infatti a differenza delle altre (es. Bacu Abis e Cortoghiana) che erano nate da iniziative isolate, la miniera di Serbariu fu progettata in modo proporzionato e dimensionato tenuto conto dell’elevato valore strategico che il carbone acquisiva negli in quegli anni. Si era prevista una produzione iniziale di un milione di tonnellate (impegno promesso al Duce) quindi sarebbe dovuta aumentare fino ai 4 milioni di tonnellate di carbone: cifre del tutto considerevoli, tenuto presente che negli anni precedenti non si era mai arrivati neanche alle 100 mila tonnellate.

Viste le premesse iniziali, per la costruzione della miniera non si bado’ a spese e subito si intui’ che Serbariu sarebbe stata una “Grande Miniera”: si costruirono due pozzi (n°1 e n°2) che scendevano in profondita’ a piu’ di 100 metri (con un massimo di 179 metri dalla superficie, -103 metri sotto il livello del mare); una centrale elettrica e una moderna laveria. Inoltre la linea ferroviaria passava proprio di fronte alla miniera diretta verso il porto di Sant’Antioco (tra l’altro rimodernato) dal quale si penso’ alla spedizione del minerale per il continente.

  Una delle due torri della Miniera

Una delle due torri ancora oggi visibili. 

Furono scavati 5 chilometri di gallerie, moderni sistemi di ventilazione e eduzione dell’acqua. Nonostante questo pero’, i livelli piu’ bassi di minerale erano gravati dal problema dell’acqua presente in grandi masse che porto’ ad un incidente mortale che coinvolse 5 minatori (14 febbraio 1938). Nel 1940 a Serbariu lavoravano oltre 3000 minatori ai quali andavano ad aggiungersi gli addetti ai trasporti e alle officine. Nonostante la miniera fosse pronta per le grandi produzioni, il carbone veniva spedito solo alla centrale di Santa Gilla e al vicino cementificio dal momento che c’era dapprima poca richiesta dalle zone industrializzate e successivamente la mancanza di mercantili e la pericolosita’ dei trasporti navali. Passata la guerra la miniera stentava a ripartire in quanto da due anni senza manutenzione, solo pochi minatori erano rimasti a sorvegliare gli impianti, inoltre il carbone accumulato a Sant’Antioco era entrato in autocombustione.

La svolta avvenne nell’Agosto del 1945 quando la Carbosarda, alla guida del presidente Chieffi e del direttore ing. Rostan, fece riprendere la produzione. 

La centrale elettrica: una delle opere ristrutturate

Le centrale elettrica in una foto di qualche anno addietro.

Il numero degli occupati passo nell’arco di un anno da 7800 a 11000 unita’, la produzione miglioro’ fino a raggiungere le 100 mila tonnellate di carbone (1946) assicurate dalle miniere di Serbariu, Tanas e Bacu Abis.

Ma sara’ il 1947 l’anno della grande ripresa delle miniere carbonifere (con in testa Serbariu), dovuto al bisogno di energia dell’Italia e quindi del combustibile sardo.

In realta’ un periodo florido brevissimo che lentamente ando’ ad esaurirsi fino agli anni sessanta, quando il prezzo molto basso del carbone Sulcis porto' ad un taglio della produzione e pochi investimenti alla meccanizzazione del sottosuolo.

Fu cosi’ che le attivita’ minerarie si spostarono verso il nuovo cantiere di Seruci, situato in posizione piu’ centrale del bacino carbonifero; preludio alla chiusura definitiva della miniera di Serbariu che avvenne nel 1971.

Da allora la miniera di Serbariu fu abbandonata a se stessa fino al 1991 quando l’Amministrazione Comunale di Carbonia concluse l’iter per l’acquisto del sito. A partire dal 1991 vennero elaborati i progetti per il recupero e il restauro della miniera e nel 2002 apri’ il primo cantiere per il restauro della lampisteria. I lavori di recupero furono ultimati nell’Ottobre del 2006 e il 3 Novembre 2006 venne ufficializzata la costituzione del “Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC) – Museo del Carbone”.

 

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CENTRO ITALIANO DELLA CULTURA DEL CARBONE

Museo del Carbone

Il Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC), presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, è stato inaugurato il 3 Novembre 2006. Il sito minerario, inattivo dal 1964, è stato recuperato e ristrutturato a fini museali e didattici. Il progetto per il recupero e la valorizzazione del sito ha reso fruibili, da tale data, gli edifici e le strutture minerarie che costituiscono il Museo del Carbone.

 

 

Lettera ufficiale apertura CICC

 

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Sintesi CICC - Museo - Modalita'  Visite

 

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La citta' del carbone: CARBONIA.

 

La storia della città di Carbonia è strettamente legata alla presenza nel suo sottosuolo del carbone. La politica imperialista portata avanti dal governo fascista negli  anni 1933-1939, influirono in maniera determinante sulle attività minerarie del Sulcis-Iglesiente, e quindi sulla nascita della città di Carbonia.

Carbonia fu inaugurata da Mussolini nel 1938

Mussolini in visita alle miniere del Sulcis

Nell’ottobre del 1935 le truppe italiane invasero l’Etiopia, le sanzioni economiche della Società delle Nazioni, non tardarono ad arrivare. Furono interdette le importazioni dall’Italia e i prestiti all’Italia nonché le esportazioni di alcune materie prime.

Il governo fascista reagì lanciando la “politica dell’autarchia”, riassunta nello slogan propagandistico: l’Italia deve bastare a se stessa in pace e in guerra”.  Carbone e minerali, ricchezze della Sardegna sono indispensabili per l'indipendenza economica della nazione Italiana.

In questo particolare contesto storico ed economico, le risorse minerarie del bacino del Sulcis-Iglesiente diventano particolarmente “appetibili”.

Nel 1935 vienne istituito con sede in Roma l’Ente di diritto pubblico denominato Azienda Carboni Italiani A.Ca.I.

La neo-nata Azienda si occupò di curare la ricerca, lo sviluppo, la produzione e il consumo del carbone fossile presente in Italia. Il 1936 è l’anno della svolta, il metodo dei sondaggi permetterà di individuare nel bacino di Sirai-Serbariu la presenza consistente di carbone.

La scoperta di questo grosso giacimento, e la previsione di una intensa attività di sfruttamento portò alla ribalta due problemi: la disponibilità della manodopera e gli alloggi dove sistemare tutte queste persone.

La carenza di alloggi e di case operaie nelle immediate vicinanze del bacino minerario di Serbariu, suggerirono al governo fascista il progetto di una nuova città operaia vicina alle miniere ed al porto di S. Antioco che doveva  assicurare il trasporto delle materie prime estratte nella zona mineraria.

La nascita della citta' avvenne per decreto, il n° 2189, del 5 novembre 1937. La nuova città fu progettata dagli ingegneri Valle e Guidi e costruita in tempo record. Nel 1937 fu posata la prima pietra e il giorno 18 dicembre 1938 alla presenza del Duce Benito Mussolini fu ufficialmente inaugurata. Mussolini si attende dalla nuova citta' mineraria Sarda "un apporto vistoso" alla sua politica autartica. Carbonia, la citta' dell'oro nero, e' "un piccolo gioiello di stile littorio" in un'economia di guerra e espansione.

 

A cura di Antonella Pintore

 

 

La Miniera di Serbariu - Soria della Miniera di Serbariu.

      Fonte dei testi: 'Storie di Miniera' - S.Mezzolani, A.Simoncini, M.Oppes e sito internet "Wikipedia - l'enciclopedia libera".

      Fonte delle foto: 'Storie di Miniera' - S.Mezzolani, A.Simoncini, M.Oppes

 

La citta' del carbone: CARBONIA.

      Fonte dei testi: sito internet "Wikipedia - l'enciclopedia libera" ; "Sardegna: minatori e memoria" - Associazione Minatori-Memoria ;

                              "1889-1989: 100 anni dell'Unione Sarda" - L'unione Sarda.

      Fonte delle foto: 'Storie di Miniera' - S.Mezzolani, A.Simoncini, M.Oppes

 

 

Pagina tratta  dal sito: Domusnovas - In mountainbike per boschi, grotte e miniere.

http://web.tiscali.it/girisi - a cura di Giampaolo Pintore