E' indiscutibile il legame di questa pellicola col suo protagonista (assoluto) John Belushi. Camminata tesa da disperato, corpo, voce e faccia di un radicale estremismo, la ribellione allo stato naturale. Con la grazia dello sgraziato.
Ma il co-protagonista Dan Aykroyd non è meno importante: il giusto alter-ego, elegante, dalla comunicativa agile, di lucida ed intelligente follia, non un semplice ruolo di spalla insomma.
Quasi un'uniforme quei vestiti neri da agenti CIA, quei cappelli a falda e quei Rayban, quasi a dare una parvenza di conformità a ciò che non sarebbe mai potuto essere.
I due messi insieme sono stati splendidi, rivoluzionari, brevi ed eterni.
Un film di sfrenata esagerazione, di una demenzialità da manuale, di americanità sintetizzata, con un solo filo conduttore: contro il sopruso fracassando le regole.
Istituzioni, perbenismo, polizia, esercito, nazisti dell'Illinois.
E poi un'auto: la Bluesmobile. Quella Dodge usata, brutta come poche ma potente, abbastanza per cavarsela da ogni situazione, anche le più assurde.
Niente riesce ad arrestare la corsa della Bluesmobile dei nostri due intrepidi e strampalati fratelli, impegnati a ricavare la somma necessaria per salvare l'orfanotrofio.
Inseguimenti, incidenti, battute; di scene memorabili in questa pellicola ce ne sono tante, da storia del cinema. Su tutte, almeno le tre riportate sopra.
Scena 1: Elwood che carica Jake in auto all'uscita di prigione. Nel tragitto che porta dalla prigione all'orfanotrofio dove sono cresciuti, i due fratelli si scambiano apprezzamenti sulla nuova Bluesmobile: Jake è scettico e rivuole la vecchia: "... DOV'E' LA CADDY? ... HAI CAMBIATO LA CADDY PER UN MICROFONO!?!? ... HAI FATTO BENE!". Ma Elwood lo convince, superando con uno spettacolare salto il ponte mobile in fase di apertura.
Scena 2: Jake e la sua visione mistica. Il vecchio Curtis (Cab Calloway), precettore dell'orfanotrofio esorta i fratelli Blues a redimersi e li invita a seguire il sermone del reverendo Cleophus James (James Brown). Controvoglia Jake varca la soglia della chiesa e lì, nel trasporto musicale di un frenetico gospel è folgorato da una visione: "... LA BANDA ... SI, HO VISTO LA LUCE!..." e fra salti mortali e ruote inizia a danzare, dimenandosi in tutta la sua corpulenza. Inizia così la "missione per conto di Dio", quella di rimettere insieme il gruppo di musica blues per una buona causa: racimolare i 5000 dollari sufficienti a evitare la chiusura dell'orfanotrofio.
Scena 3: Jake inseguito e raggiunto dalla sua ex, è a corto di scuse per non essersi fatto vivo dall'uscita di prigione. Abbandonata il giorno del matrimonio, lei ora vuole vendicarsi uccidendolo. Col fucile puntato contro, lui le implora perdono arrampicandosi su improbabili scuse: "NON TI HO TRADITO, AVEVO UNA GOMMA A TERRA, AVEVO FINITO LA BENZINA, NON AVEVO I SOLDI PER IL TAXI, LA TINTORIA NON AVEVA PORTATO IL TILT, C'ERA IL FUNERALE DI MIA MADRE, E' CROLLATA LA CASA, C'E STATO UN TERREMOTO, UNA INONDAZIONE, LE CAVALLETTE, NON E' STATA COLPA MIA ....", e poi sfodera il suo sguardo oltre gli occhiali, innalza il sopracciglio e quindi si fa perdonare con un bacio, fuggendo via (ancora).
Meraviglie destinate a non avere seguiti. Due anni dopo il film, John Belushi, "malato di vita", moriva. Dan Aykroyd, rimasto orfano dell'amico, rinunciava alla sua splendida follia per ripiegare su una dignitosa carriera di attore bravo ma sottovalutato.
Se ci deve rimanere qualcosa di questa pellicola, sicuramente è la musica, quel modo "blues" di vivere la vita e la musica attingendo dalle storie della periferia urbana la rabbia per il sopruso, quella carica vitale per il riscatto sociale, quello sfrenato momento "up" dopo un lungo periodo "down", e nondimeno l'avversione per quell'integralismo-populista tipico di tanta America (i neo-nazi dell'Illinois, i complessini country coi loro cappelli cow-boy).
Successivamente, tentando di far rivivere il mito, il regista John Landis ha fatto il bis con "The Blues Brothers 2000", concludendo un'operazione meramente commerciale e caricaturale di quell'irripetibile genialata dell'80.

------ Il film -----------------------------

USA 1980. Regia di John Landis.

Con John Belushi, Dan Aykroyd, James Brown, Aretha Franklin, Carrie Fisher, John Candy, Ray Charles, Cab Calloway, John Lee Hooker.

Durata 129 minuti.

 

 

 

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Pagina a cura di beppestarnazza

 

The Blues Brothers bio

John Belushi bio

Dan Aykroyd bio

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Elwood carica Jake in auto all'uscita di prigione.

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Jake nella visione mistica durante l'omelia del rev. Cleophus James

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Jake inseguito dalla sua ex (col fucile puntato contro), a corto di scuse per non essersi fatto vivo dall'uscita di prigione.