Il processo

La caduta di Acri 1291 pone fine all'esistenza degli Stati latini d'Oriente. Ci si interroga sulla validità della crociata, sulle responsabilità della sconfitta e le si attribuiscono agli ordini militari che alcuni accusano di non aver saputo difendere la Terra Santa impegnati com'erano nelle loro rivalità.

Nel 1307 il papa Clemente V (che si trovava in Francia) aveva convocato i maestri degli ordini per avere la loro opinione riguardo una eventuale crociata.Si presentò solo il maestro del Tempio Jacques de Molay.Da due anni oramai correvano a proposito dell'ordine delle voci infamanti, che trovarono nel re di Francia Filippo IV il Bello un attento ascoltatore.Il papa, su richiesta di Jacques de Molay, apre un'inchiesta.Il 13 ottobre dello stesso anno Filippo IV, convinto della veracità delle accuse,(o fingendo di esserlo), decide di agire di sua iniziativa facendo arrestare tutti o quasi i Templari di Francia confiscandone i loro beni.Egli giustifica l'azione del suo operato nella qualità di difensore dell'intera cristianità contro i templari accusati di eresia.Le confessioni stupefacenti dei templari sembrano dargli ragione.Il papa desideroso di riprendere l'iniziativa,ordina l'arresto dei templari in tutta la cristianità e nomina delle commissioni vescovili e pontificie per giudicarli.Ciò che si contesta ai templari (i 127 articoli) appartengono al dossier anti-eretico che fu messo insieme ne corso del XIII secolo: bestemmia, rinnegamento di Cristo, riti segreti, idolatria, omosessualità.

Senza approfondire oltre, bisogna sottolineare che queste confessioni furono ottenute in Francia e nei paesi influenzati da Filippo e non altrove. Inoltre, i templari prigionieri in Francia le ritrattarono nel 1310 davanti alla commissione pontificia a Parigi, ma la loro resistenza fu spezzata con il rogo.Il processo ai Templari fu dunque un processo politico la cui spiegazione va cercata nell'affermazione dello Stato rispetto al potere Pontificio, nella misura in cui il Tempio, che era una vera potenza internazionale, poteva passare per uno strumento nelle mani del papa.Anche se non accettarono ne le accuse rivolte all'ordine ne i mezzi adoperati in Francia, gli altri sovrani europei non disdegnarono di trarre profitto della situazione per rinforzare il loro potere.

In questo conflitto, il papa Clemente V sacrificò il Tempio pur di non perdere l'iniziativa.Al concilio di Vienne, che egli convocò nel 1311-1312 egli decise di abolirlo, senza giudicarlo ne condannarlo;i beni del Tempio furono dati agli Ospitalieri; i templari assolti si dovettero ritirare in un altro convento.Quanto al maestro Jacques de Molay, non ha saputo difendere se stesso, ne il suo ordine:aveva scelto di rimettersi a un unico giudice, il papa.

Quando nel 1314 si rese conto di essere stato giocato, ebbe un sussulto, difese il Tempio e ritornò su tutte le sue confessioni;sapeva ciò che lo aspettava: il rogo. Accettò la morte con dignità e la legenda, che si formò più tardi, racconta che maledisse i suoi boia, il papa e il re.

ritorno alla  "Precettoria "