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LE POESIE LETTE:

 

FRATELLI, SAN MARTINO DEL CARSO, SOLDATI, SONO UNA CREATURA, VEGLIA.

 

 

FRATELLI
da L'ALLEGRIA - IL PORTO SEPOLTO


Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell'aria spasimante
involontaria rivolta
dell'uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli


Mariano, il 15 luglio 1916


E' una poesia che basterebbe a far grande, anche dal punto di vista orale, Ungaretti: "Di che reggimento siete, fratelli?". In un tempo in cui si esalta la guerra, la morte per le patrie e la retorica e l'infatuazione, Ungaretti trova questa umana solidarietà: "fratelli". E da solo si accorge che in questa dizione c'è come una "rivolta".

 

SAN MARTINO DEL CARSO

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non m'è rimasto
neppure tanto

Ma nel mio cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato


Valloncello dell'Albero Isolato, il 27 agosto 1926


SOLDATI
da L'ALLEGRIA - da GIROVAGO


Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie


Bosco di Courton, luglio 1918


Ungaretti è con un reparto italiano sul fronte francese, accampato nel bosco di Courton, sotto i bombardamenti tedeschi: ogni cannonata che arriva spezza gli alberi, stronca vite umane. Come "Mattina", è stata un'altra delle poesie presa di mira dagli stupidi.

SONO UNA CREATURA
da L'ALLEGRIA - IL PORTO SEPOLTO


Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
cos' totalmente
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo


Valloncello di Cima Quattro, il 5 agosto 1916

VEGLIA
da L'ALLEGRIA - da IL PORTO SEPOLTO

Un'intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d'amore.
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita.


Cima Quattro il 23 dicembre 1915

La vita è, per il primo Ungaretti, angoscia e pena, ma anche possibilità di illusioni e di momentanee schiarite irrazionali. Qui, il senso e l'amore della vita nascono, al di là di ogni convinzione razionale, proprio dalla vista della morte e della sua forza negatrice. Perciò, nella prima parte, dice con tanto aspra rudezza di parola la crudeltà della morte che ha accanto (massacrato; digrignata; congestione) perchè risalti con energia maggiore il proprio attaccamento disperato alla vita e all'amore. E le parole staccate, isolate in versi brevissimi che impongono forti pause, riacquistano tutta la loro carica semantica: non più suono e colore, come in D'Annunzio, ma sentimento e pensiero.