PERCHE'
Nella pratica delle Arti Marziali vengono ripetutamente proposti dei modelli culturali cinesi e giapponesi che hanno oscurato le antiche pratiche guerriere occidentali.
La figura del samurai sembra racchiudere in se tutte le virtù guerriere: fedeltà, obbedienza, abnegazione e quel disprezzo per la vita propria e altrui che rende un uomo una macchina da guerra.
Essi si avvalsero della meditazione buddista “zen” per pacificare le loro paure ed essere ancora più efficienti, travisando forse, la moralità del pensiero buddista; appare antitetico cercare la propria essenza integrata con l'universo e tutti gli esseri viventi e poi provare il filo della propria katana sui cadaveri ancora caldi o peggio, non ancora morti!
I
samurai tuttavia misero a punto dei sistemi di allenamento non solo fisico ma
sopratutto mentale che contraddistinguono le arti marziali orientali.

...Myamoto Musashi,spadaccino giapponese del 1600, è indicato come esempio storico del Budo, la Via delle Arti Marziali. Egli scrisse il "Libro dei 5 anelli" dove illustra le tecniche della sua scuola di scherma, la Nito, e si dichiara maestro in tutto avendo raggiunto la maestria nell'uso della katana. Questo, all'età di 50 anni e dopo aver ucciso più di 60 avversari
Eppure la storia nostrana ci propone altrettanti personaggi ed eroismi guerrieri, e fra questi ci sono i Gladiatori Romani. Essi provenivano dalle più disparate situazioni: schiavi in cerca della libertà; colpevoli di reati e condannati ai giochi gladiatori; liberti in cerca di fama e onori. Tutti coloro che scendevano nell'arena dovevano combattere con efficace tecnica e forte determinazione, pena la propria incolumità, fossero stati combattimenti prolusori, ad armi non taglienti, o con armi affilate. Da qui, a nostro avviso, il collegamento con le arti orientali. La Gladiatura può essere paragonata ad un Arte Marziale perché contiene la stessa attitudine mentale: nel combattimento non esiste il secondo posto.

La ricostruzione delle attrezzature dei gladiatori deriva
prevalentemente dalle immagini dei mosaici che li celebrano e dagli scarsi
riferimenti ai “munera” fatti dagli autori latini.



Un bassorilievo e
antiche statuine che rappresenta dei gladiatori. Il gladio e l’elmo
I
combattimenti gladiatori si svolgevano nell’Arena di fronte ad un pubblico ed
erano già una forma di sport. Nella tradizione orientale viene spesso rifiutata
la componente sportiva delle loro Arti. Ad esempio, il primo torneo giapponese
di karate fù organizzato nel negli anni 50 solo dopo la morte del M° Funakoshi
che in vita aveva proibito questo tipo di esibizione.

Mosaici che rappresentano combattimenti con
due “prefectus” ad arbitrare i combattimenti. In quello di destra, il prefectus
ferma la mano armata del vincitore
impedendogli di infierire sul perdente
Altresì la gladiatura, alla stregua del karate e del judo, può assumere la forma dello Sport Moderno, salvaguardando l'incolumità fisica dei partecipanti e la loro dignità morale.
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Efrem e Matteo di 8 e 9 anni in una dimostrazione di Gladiatura Sportiva in occasione di "E...state con noi 2000” . Tecnica, disciplina e gioco: una combinazione eccellente
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Enrico ed Aaron, seniores, reziario contro secutor nella stessa manifestazione. Gli incontri di Gladiatura Sportiva degli adulti hanno una grande componente di spettacolarità e di notevole raffinatezza del gesto tecnico.
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Lorenzo e Fabiana, 11 e 10 anni oplomachi con scudo e galdio, e .Gabriele ed Elisa, 6 e 5 anni, secutor con solo gladio.

Matelica 2001: combattimenti
gladiatori in onore del monumento del Legionario Romano

Ottobre 2001: Gladiatori di Sacrofano si affrontano nell’arena del Gruppo
Storico Romano
Non solo Marte scendeva nell’arena, ma
anche Venere si cimentava

Immagini della durissima finale del Primo Torneo
Seniores 2002 di Gladiatura
Sportiva presso l’Arena del Gruppo Storico Romano

Reziario vs Secutor: agonismo, tecnica, gesti
atletici e coraggio
La Gladiatura Sportiva al Royal Show per il
Festival delle Arti Marziali e Fitness di Roma Maggio 2002