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Sconcertanti conseguenze
E' vera questa legge? Ritengo di sì, pur con tutte le eccezioni che i casi concreti comportano; essa va applicata perciò di caso in caso, con intelligenza. Sono comunque aperto ai vostri contributi, anche dialettici, presso l'e-mail del sito. Certo è che se si tratta di una legge applicabile allora sarebbe capace di scuotere la nostra interpretazione del mondo. Non è difficile intravedere le sue ripercussioni ad esempio nel campo dei colloqui quotidiani. Essi inizierebbero a dirci molto più di quello che materialmente dicono. Nel caso di discussioni poi sarebbe vero che chi si trova dalla parte della ragione potrebbe permettersi di non urlare. Per non entrare nell'ambito dei mezzi di comunicazione; pensate alla ripetitività degli spot pubblicitari che indicherebbe non la convenienza, ma la futilità del prodotto. Riguardo invece all'informazione giornalistica la conclusione porterebbe a convincersi che essa è inadeguata allo scopo di costruirsi un'idea esatta del mondo perché ha bisogno di parlare di ciò che normale non è, di ciò che fa notizia, trascurando ciò che costituisce il grosso della nostra esistenza, cioè la sua quotidianità, ingenuamente data per scontata. Per non addentrarsi infine nel minato campo dell'estetica dove opulenza e ricercatezza della forma indicherebbero debolezza di contenuto. Anche sulle conseguenze della legge gradirei la vostra collaborazione, le mie tesi sono tutt'altro che definitive. Ho l'impressione però che gli esiti più sconcertanti non vengano dall'applicazione diretta della legge, ma dal suo rovesciamento che si potrebbe formulare col seguente corollario: Di ciò che si ritiene più normale, presente e certo non se ne parla.
Il prossimo articolo tratterà proprio del misterioso mondo della normalità. (1)
Michele Marongiu
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