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rimogenito di una nidiata di sette fratelli, Martin Lutero era nato ad Eisleben nel 1483. Suo padre Hans era un ex contadino fattosi minatore: un uomo severo, duro, collerico, avaro e furiosamente anticlericale. Sua madre Grete era al contrario tutta casa e Chiesa. Ma in comune con il marito aveva un'incrollabile fede nell'efficacia pedagogica della frusta.

E' quindi molto probabile che la prima immagine che si raffigurò di Dio- e se la raffigurò abbastanza presto- riflettesse in qualche modo quella che col loro esempio gli avevano suggerito i genitori: non un tenero Padre disposto al perdono ma uno spietato Giudice più largo di passaporti per l'Inferno che per il Paradiso.

I risultati dei suoi studi furono così brillanti da convincere il padre Hans (che pure era noto per la sua avarizia) a mandarlo all'Università ad Erfurt. La sua ambizione era quella di fare del figlio un brillante avvocato e probabilmente Martino finse di assecondarla per evitare il ritorno in famiglia. I suoi condiscepoli lo ricordarono in seguito come un compagno socievole e spensierato, per nulla allergico agli stravizi, sempre pronto ad unire la sua voce baritonalmente aggraziata ai cori goliardici, accompagnandosi col liuto.

L'irascibile genitore rischiò un travaso di bile quando seppe che l'ingrato figlio aveva fatto un solo fagotto del certificato di laurea e degli abiti civili per chiedere ospitalità al convento degli Agostiniani di Erfurt e prendere il saio.
I biografi di Lutero attribuiscono questa brusca decisione ad un temporale. Fino a quel momento Martino era stato un ragazzo come tutti gli altri. Un giorno, però, mentre da casa sua tornava ad Erfurt, fu sorpreso da una tempesta e quasi investito da un fulmine che si schiantò a pochi passi da lui. Egli ci vide un ammonimento del tutto in carattere con il terribile e vendicativo Dio di cui suo padre gli aveva suggerito il modello. E, colto dal terrore, fece voto di obbedire al richiamo chiudendosi nel chiostro. E'una versione a cui possiamo credere purché non se ne forzi il significato. Probabilmente questo episodio fu la classica "goccia" che fece traboccare il vaso. La decisione era già presa. Fatto sta che Martino, arrivato a destinazione, invitò i suoi amici al festino di addio, per l'ultima volta bevve e mangiò con loro e alla fine annunciò la sua decisione.

Sappiamo tutti come andò a finire. Le conseguenze della riforma protestante si fecero sentire non solo in campo religioso ma anche politico, economico, sociale e culturale.
Ma che uomo era questo straordinario protagonista che ha cambiato il corso della storia?
Fino a qualche anno fa in campo cattolico ci si ostinava a considerarlo solamente come un uomo ossessionato dal senso del peccato e tormentato da fobie. Ma negli ultimi tempi gli storici cattolici più intelligenti hanno ricominciato a riconoscerne la grandezza. Di lui ci rimangono due ritratti. Uno è del 1596 e ci mostra un Lutero poco più che quarantenne, robusto ma senza adipe, ancora nero di capelli, di tratti contadineschi e marcati, di mascella larga e naso carnoso, gli occhi scuri e penetranti "in cui il demonio sghignazza" dicevano i suoi nemici. L'altro è di sei anni dopo: un Lutero appesantito ed obeso ma con un'espressione cordiale che ne suggerisce l'ottimismo e la voglia di vivere. Ne aveva da vendere, infatti, malgrado i suoi guai: i calcoli renali, l'ulcera, l'insonnia, la colite, tutte conseguenze dei suoi eccessi dietetici. Ogni tanto si castigava della propria ghiottoneria imponendosi anche tre giorni di digiuno assoluto. Ma poi l'ingordigia riprendeva il sopravvento. Era anche un robusto bevitore e c'era chi ricordava di averlo sentito per ore tuonare contro il vizio nazionale della birra, vuotandone boccali su boccali. 

Nel 1525 si sposò con Caterina Von Bora. In occasione delle nozze il Duca di Sassonia regalò alla coppia l'intero convento agostiniano dove Lutero aveva vissuto da monaco. Egli si affrettò a ripopolarlo con sei figli e una dozzina di nipoti, di cui si addossò il mantenimento e l'educazione. Pare che la moglie non gradisse molto la trasformazione della sua casa in un asilo infantile che doveva darle non poco da fare. Ma si rassegnò perché tutti quei ragazzi erano la gioia del marito che adorava la loro compagnia. E anche questo tratto dimostra quanto sia lontana l'immagine di un Lutero solitario, scontroso, severo e tormentato dal diavolo.

Claudia

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