- SPERANZA NUOVA IN UNA NUOVA FAMIGLIA MASSONICA -

 

Epoca della speranza.

Questa fine di secolo, tanto instabile ed insicuro, dove tutto è mutato e muta troppo velocemente, dove angoscia e paura incombono attanagliando l’animo umano, si deve ritrovare una "fiducia nuova", nel coraggio di credere e di aprirsi alla "Risposta del Divino".

Dobbiamo rifuggire quelle visioni settarie, miopi del passato e del presente, capaci solo a dividere, per trasmigrare in una più vasta Fede di maggiore consapevolezza e di nuova Libertà.

L’uomo deve cominciare a comprendere e ad accettare quanto si presenta come "diverso".

Non deve più accadere che individualità così dette "diverse", comparse in passato in tutti i campi dello scibile vengano rifiutate, osteggiate dai contemporanei, per poi essere rivalutate dai posteri.

Viviamo la straordinarietà di questo tempo. Ma chi è sufficientemente aperto a comprendere ?

Cosa manca per rendere l’uomo più responsabile nelle sue scelte e per dare un senso alla sua vita ?

Manca una visione ampliata e basata sulla consapevolezza del ciclo evolutivo.

Le false sicurezze stanno crollando, la morale comune non regge più, la sfiducia, la stanchezza, aumentano. E come uscirne da questa situazione ?

Occorre ritrovare la fede nell’Onnipotente, il Grande Architetto dell’universo, nella riscoperta del senso interiore attraverso l’autoconoscenza.

Dobbiamo capire che la speranza nasce dalla consapevolezza, che la caduta dei vecchi valori non indica una assenza di valori, ma il passaggio dal vecchio al nuovo, come

è sempre accaduto nei tempi andati, nei grandi cambiamenti epocali.

Ampliamo la nostra visione, rendiamoci ricettivi all’Immenso, diventiamo antenne proiettate verso l’infinito per poter cogliere e trasmettere la via che conduce alla Verità.

Speranza nuova in una nuova massoneria.

Nasca una armonia universale che tolga le dissonanze, impossibili ad essere armonizzate in un contesto globale." Cessent odia, cessent lites " !Così deve essere la nuova massoneria .

                                                                                          LA NOSTRA MASSONERIA.

Non è possibile elencare i nomi delle generazioni di massoni che si sono succeduti nel lento fluire dei secoli. In tutto il mondo.

Sono stati davvero tanti, in ogni tempo, di ogni razza, di tutte le religioni ed hanno validamente contribuito al progresso umano.

Malgrado il dramma storico di divisioni e discordie, di tante divergenze che ancora, purtroppo, esistono fra noi e che hanno deformato e deviato il rapporto di unità fraterna, la nostra Famiglia Massonica opera nell’auspicio che le frontiere, "… eredi di un pensiero filosofico e più in generale di una cultura, che ha infranto il legame vitale tra la ragione e la fede, precludendo così all’uomo la conoscenza della verità, si aprano alla fede ed alla ragione umana…" come scrive il Cardinale Dionigi Tettamanzi, cui noi associamo l’augurio che l’Universo divenga una famiglia e l’Umanità un popolo di fratelli.

Non condividiamo l’antico "dissidio tra fede e ragione", ma sosteniamo un rapporto di armonia ; non "credo ut intellegam", secondo il pensiero di Agostino, né "intellego ut credam" per dare fondamento razionale alla fede con la Scolastica dell’Angelico Dottore, ma "… fede e ragione sono due ali con le quali lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della Verità " come afferma il Pontefice Giovanni Paolo II.

Il tutto però deve essere sorretto dal principio di tolleranza, che vuole convivenza pacifica di uomini dalle opinioni e concezioni diverse, in armonia di fratellanza universale, fondamento del lavoro massonico.

Così ha inizio il dialogo e dal dialogo la conoscenza reciproca.

L’aspirazione alla unità incalza, spinge a promuovere un lavoro di incontri per conoscerci e abbattere le troppe contezze massoniche che hanno portato solo disordini e discordia.

Apriamoci ad un dialogo rispettoso e sincero e nella conoscenza vestiamoci delle ricchezze umane e naturali degli uni e degli altri, certi di raggiungere l’unità cui tutti i " veri fratelli massoni " aspirano.

O uniti per migliorarci a formare la società del terzo millennio nella libertà di fede e di pensiero, o ridurremo la tradizione massonica a "…eco di tromba che si perde a valle".

Ben sappiamo che è difficile condurre l’uomo alla "Verità" nel vivere di oggi, estraneo, lontano da un rinnovamento spirituale, nella sua solitudine desolata che nessuna voce raggiunge, ma solo spazi di dubbi e di sgomento ai quesiti del perché la vita, la morte, l’ingiustizia, gli eventi sempre uguali e sempre diversi, di ieri, di oggi, di domani - pazienza antica della speranza - e la mente, accanto alle "meravigliose scoperte della scienza", non sa perché si protenda verso il cielo, se teme che il cielo sia vuoto …

Per questo la "nostra massoneria, riscoperta e rigenerata nello spirituale, che sintonizzi l’uomo all’armonia del creato" inizia il cammino nella speranza nuova in una nuova Famiglia.

Dobbiamo rinnovarci facendo avvicinare pensieri e riflessioni ad altri pensieri e ad altre riflessioni, di gente ad altra gente. Noi, l’uomo, dobbiamo agire nella società per libera scelta, col fine ultimo del nostro perfezionamento morale, poiché, come ci ricorda Fichte nel suo "La missione del dotto" : "…nessuno può operare con esito felice per il perfezionamento morale degli altri, se egli stesso non è un uomo retto".

Camminiamo accompagnati dai sogni di ieri, abbiamo speranze buone per un futuro migliore, ma non dobbiamo dimenticare gli errori compiuti nella ricerca della luce, problematica ancora aperta e lontana dalla soluzione, che è la "Verità"." … tutto ciò che conosco è una porta sul buio " scriveva in una memorabile poesia il Premio Nobel irlandese Seamus Heaney alla fine del secolo scorso.

Anche a noi sono affidati i valori della cultura della nostra epoca e delle epoche future, mentre affacciati alla " porta aperta sul buio " accendiamo la fiaccola che illumini il primo passo di oggi sulla strada del domani.

Angelo Silesio concluse le sue rime spirituali "Il pellegrino cherubico", con una esortazione ed un invito, che conserva una straordinaria attualità : " Amico, ora basta. Per il caso tu voglia leggere più avanti, va e diventa tu stesso la scrittura, tu stesso l’essere".

Concludo portando il saluto dei fratelli della famiglia massonica sammarinese

nel dire : …… quella sofferta afflizione che ci ha accompagnato per troppo tempo, va dimenticata.

Noi cerchiamo di essere utili per unire, non per dividere ancora e nella nostra piccolezza vogliamo offrire qualcosa alla costruzione di una "armonia universale".Potrà apparire utopico semplicismo.

Non ignoriamo la complessità degli avvenimenti che hanno segnato discordia e lacerazioni, non sottovalutiamo le difficoltà varie che esistono e che vanno affrontate.

Il secondo millennio segna il finire di una epoca caratterizzata dalle ferite alla unità della Famiglia Massonica ed il terzo che batte alla porta della storia sente la necessità di una "Massoneria riscoperta e rigenerata nello spirituale" che sintonizzi l’uomo alla armonia del creato.

Dovremo costruire con le disarmonie singole una "armonia universale" nella unità di tutti i Fratelli, in reciproca collaborazione meditando sul celebre aforisma di Agostino da Tagaste :

"… in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus charitas."

( nelle cose necessarie solidale unione, nel dubbio libertà, in tutto indulgente comprensione )

                                                                   Lo sappiamo bene : c’è un’attesa

                                                                                                                                                       Giacomo Maria Ugolini

           

                                                                                                                                               

                                                                                                                              

 

 

 

 

                                         Il Gran Maestro

                                Giacomo Maria Ugolini