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The
hunger site
Il
seguente articolo è tratto da "Repubblica.it"
ed è stato pubblicato il 17 dicembre 1999
Hunger site:
dalla Rete
arriva la sopravvivenza
di
GIAMPAOLO CADALANUROMA - Un clic del vostro
mouse vale tantissimo: quasi 25 cents, tre ciotole e tre
quarti di riso, cibo che permette la sopravvivenza per un
giorno a tre persone. Basta premere il pulsante sul
"sito della fame" Hungersite per trasformare un
attimo della vostra attenzione in una piccola opera di
generosità. Il sito, creato dal programmatore americano
John Breen, si basa sulle inserzioni: chi clicca su un
pulsante grigio con la scritta "Donate free food"
("Dona cibo gratis") viene portato su una
pagina con inserzioni pubblicitarie.
Ma non c'è bisogno di approfondire la conoscenza dei
prodotti, né tanto meno c'è il rischio di essere
inseriti in noiose mailing list a fini commerciali. Gli
inserzionisti pagano un contributo al World Food
Programme (il Pam, proprio quello dei camion con la spiga
e dell'aereo caduto in Kosovo) solo per essere inseriti
in pagina, e probabilmente aggiungono al reddito
commerciale una bella dose di soddisfazione "umanitaria".
Naturalmente non è possibile - per ogni navigatore -
cliccare più di una volta al giorno.
Da giugno, quando l'idea è diventata operativa, fino
all'inizio di dicembre, nelle casse dell'agenzia dell'Onu
sono entrati 230 mila dollari, quasi 450 milioni di lire.
All'inizio dell'impresa, prima di coinvolgere il World
Food programme, l'inventore del meccanismo prendeva per sé
il 14 per cento dei proventi. "Ma l'abbiamo convinto
a rinunciare", dice Jeff Rowlands, portavoce del
Wfp, "e anzi adesso paga di suo mille dollari
mensili per l'affitto dello spazio sul server".
Sulle pagine di Hungersite passano oltre 350 mila
visitatori al giorno: un milione di razioni di cibo
distribuite per ora ai bambini dell'Etiopia e di Haiti, e
destinate probabilmente ad aumentare. Le necessità del
mondo, è quasi inutile sottolinearlo, sono enormemente
più grandi delle possibili miniere di solidarietà su
Internet. Nella prima pagina del sito c'è una carta del
mondo, dove ogni 3,6 secondi un paese si oscura. E' il
segno che una persona è morta di fame. In un giorno le
vittime di questo massacri sono 24 mila, e tre quarti
sono bambini.
"La percentuale di italiani che cliccano sul sito
cresce continuamente", aggiunge Rowlands. E si
lascia sfuggire con orgoglio: "Siamo stati scelti
noi del Wfp anche perché siamo l'unico organismo
umanitario che spende per la propria amministrazione solo
il 9 per cento dei suoi introiti".
(17 dicembre 1999)
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