Attivita' Istituzionale e Curriculum

 
 
 

L'ambito nel quale opera il Gruppo Grotte Nuorese, presente nel contesto scientifico - culturale barbaricino da più di cinquanta anni, è quello dell'esplorazione, dello studio e della valorizzazione dei fenomeni geomorfologici, delle testimonianze archeologiche e dei ritrovamenti paleontologici riscontrabili negli ambienti carsici sia epigei e sia ipogei, e della divulgazione delle ricerche portate a compimento nel bollettino del sodalizio, "Gruttas e Nurras", e in tutti quei mezzi d'informazione che, di volta in volta, sono coinvolti nell'opera di comunicazione.

Il nucleo primigenio dell'associazione nasce nel 1938 con il nome di Picave, dalle iniziali dei tre uomini che la costituirono, Bruno Piredda, Giuseppe Cadoni e Federico Ventura. Dopo gli anni della seconda guerra mondiale il Gruppo Grotte Nuorese si costituisce in associazione speleologica giuridicamente riconosciuta e dotata di un proprio statuto, sancito da un regolare atto notarile. Da quel momento in poi il sodalizio inizia una fervida attività di ricerca sul campo, imbastendo una serie di contatti con il mondo scientifico internazionale al fine di dare la più compiuta efficacia alle scoperte in campo naturalistico, geologico ed archeologico che s'andavano a compiere nel corso degli anni. Tra questi contatti è rilevante ricordare le collaborazioni con paleontologi di fama internazionale, quali l'americana Mary Dawson, che per prima contribuì alla ricostruzione dell'apparato scheletrico del Prolagus Sardus, l'olandese De Bruijn, il prof. Franco Germanà e l'archeologa Ferrarese Ceruti, che condussero gli studi scientifici sulla misteriosa sepoltura neolitica della grotta "Sisaia", nella valle di Lanaittu.

Prolagus sardus

Il sodalizio nuorese, associato alla Federazione Speleologica Sarda e alla Società Speleologica Italiana, ha al suo attivo lo studio e l'esplorazione sistematica di cavità carsiche quali il Bue Marino e la voragine di Ispinigoli, sulle quali il Gruppo Grotte Nuorese ha realizzato i primi progetti di valorizzazione turistica, e lo studio del sistema idrocarsico che fa capo alla grotta di Su Bentu e Sa Oche ed alimenta le sorgenti di Su Gologone. A tal proposito, l'associazione ha portato a termine, in diverse occasioni, alcuni studi finalizzati alla valorizzazione delle acque sotterranee: nel 1974 e nel 1975 ha effettuato una serie di prelievi idrici sotterranei controllati, destinati all'impianto della grande vigna sperimentale nella valle di Lanaittu, mentre nel 1992 ha condotto con successo uno studio di carattere idrogeologico sulle acque sotterranee presenti nella grotta "Mussintommasu", in prossimità delle sorgenti di Su Gologone, finalizzato alla ricollocazione degli impianti acquedottistici di captazione e, in definitiva, alla riqualificazione territoriale ed ambientale dell'area delle sorgenti.

Negli anni '90, l'associazione è stata impegnata nella realizzazione del rifugio speleologico Picave, che attualmente costituisce un punto di riferimento logistico importantissimo per le associazioni speleologiche di tutto il mondo e per quegli studiosi che hanno fatto delle aree interne del nuorese un campo di studi privilegiato.

Nell'ambito delle attività più specificatamente culturali, il Gruppo Grotte Nuorese ha promosso, organizzato e per lungo tempo gestito il Museo Speleo Archeologico di Nuoro, che raccoglie numerosi reperti archeologici, paleontologici, biospeleologici e geomorfologici di primario interesse storico e scientifico, raccolti e catalogati dagli speleologi nuoresi in decenni d'attività condotte nelle grotte della Sardegna. Il sodalizio ha organizzato numerosissime proiezioni d'immagini e mostre fotografiche, soprattutto nell'ambito delle attività scolastiche, con l'intento di sensibilizzare il settore più giovane dell'opinione pubblica alle tematiche naturalistiche ed ambientali.

Grotta di Eliches artas

Nel 1994, l'associazione è stata impegnata nell'organizzazione e nella promozione del convegno internazionale "Le Aree Carsiche - proposte di valorizzazione e tutela", che ha coinvolto, per quattro giorni, studiosi e docenti universitari di tutto il mondo nella discussione sulla salvaguardia, la tutela e il razionale utilizzo del territorio carsico, sia in ambito turistico - economico, sia nel quadro del reperimento delle ingentissime risorse idriche immagazzinate all'interno dei sistemi di gallerie ipogee.

Attualmente, il sodalizio barbaricino è impegnato nella valutazione delle risorse idriche celate all'interno delle assise carbonatiche mesozoiche della Sardegna centro - orientale. In tale ambito, il Gruppo Grotte Nuorese sta effettuando alcuni studi di carattere sperimentale sugli acquiferi profondi in ambiente carsico, analisi che lasciano intravedere possibili sviluppi ed estensioni del campo di ricerca in ambito circummediterraneo. A tal proposito, si riporta il recente successo del tracciamento delle acque sotterranee effettuato tra il Supramonte di Urzulei e le sorgenti di Su Gologone, nel bacino del Cedrino, che ha consentito d'accertare, in maniera definitiva, l'esistenza di un bacino idrico ipogeo, posto al di sotto dei calcari dei Supramontes, di dimensioni imponenti. Questo studio, promosso dalla Federazione Speleologica Sarda, ha visto il Gruppo Grotte Nuorese impegnato sia nell'opera di campionamento delle emergenze sorgentizie supramontane, sia nella successiva elaborazione dei dati d'analisi in relazione al rilascio del tracciante dalla sorgente di Su Gologone.
 
 


 Home page