Hammond Sound (in Jazz,Soul,Rock-Blues music)

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B3:un mito con tanti fratelli /Leslie

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Hammond Organ story

L'avventura inizia negli anni '30 quando Laurens Hammond (1895 -1973) , tecnico di orologeria ed eclettico inventore non musicista,decide di applicare i principi della meccanica fine alla progettazione di un generatore sonoro di onde sinusoidali.Egli aveva già depositato alcuni brevetti per svariate applicazioni, come tavoli da gioco automatizzati , fotografia tridimensionale ed orologi elettrici, ma questa era la prima incursione nel mondo della musica. Lo spunto gli era venuto da Thaddeus Cahill , il quale aveva inventato alcuni anni prima un mastodontico sintetizzatore basato sulle "ruote tonali", dischi metallici rotanti che generavano alterazioni magnetiche trasdotte da appositi rilevatori in onde sonore. La nuova tecnologia a valvole consentiva ora di "miniaturizzare" la struttura di un siffatto generatore, che Laurens sviluppò in un complesso insieme di ingranaggi il cui concepimento fu sicuramente influenzato dalle sue conoscenze nel campo sofisticato dell'orologeria.

Laurens Hammond con il "Model A"

Vide così la luce il primo organo elettrico, il " MODEL A ", presentato nel 1935 alla Esposizione delle Arti Industriali di Chicago. L'interesse fu subito grande e lusinghiero il successo di vendite, nonostante il costo fosse pari a quello di una Chevrolet di lusso ; fra i primi acquirenti il compositore George Gershwing ed il magnate dell'industria Henry Ford , che ne ordinò sei esemplari , mentre il primo pezzo venduto in assoluto, acquistato da un anonimo acquirente, è tuttoggi esposto allo Smithsonian Institute. Il clamore ed il successo riportati allarmarono però i produttori di organi a canne, che presentarono un esposto alla Commissione Federale per il Commercio degli Stati Uniti nel quale si sosteneva la illegittimità della definizionedi "organo" per uno strumento elettrico,che a loro dire avrebbe dovuto denominarsi "elettrofono". La disputa legale,seguita dalla stampa dell'epoca,culminò in una sorta di prova in doppio cieco nella Cappella dell'Università di Chicago, nella quale tecnici, studenti e giornalisti ebbero seri problemi a distinguere il suono dell'organo di Laurens Hammond da quello di un enorme e costosissimo organo a canne: la battaglia era vinta,e il diritto di chiamarsi "organo" oramai acquisito ufficialmente.

Bridge Table

Lo stabilimento "Hammond Organ Company" di Chicago negli anni '40

Il mercato per questa nuova macchina continuò ad allargarsi nel corso degli anni '40 (tanto che alla fine del decennio l'azienda di Chicago contava già un migliaio di dipendenti) ed era alimentato soprattutto dalle chiese Protestanti in genere (non quelle Cattoliche , impedite all'acquisto da un curioso pronunciamento del Vaticano,che con una lettera ufficiale aveva vietato l'utilizzo dell' Hammond nei propri luoghi di culto non ritenendolo un vero organo, in contrasto con le conclusioni della Commissione Federale). L'introduzione della cosiddetta "serie M" segnò,nel corso degli anni '50 lo spostamento del firm target dal mercato religioso a quello domestico: si trattava infatti di organi tipo spinetta più piccoli e meno costosi,che contribuirono ad un'ulteriore crescita del successo aziendale ; ma il vero lancio in orbita corrisponde alla introduzione del capolavoro in senso assoluto, lo strumento che assieme a pochi altri avrebbe impresso un marchio indelebile alla sonorità di questo secolo: il mitico "B3". Era l'anno 1955 (quasi contempoaranea l'introduzione di altri due archetipi del suono del dopoguerra: La Stratocaster di Leo Fender e la Les Paul di casa Gibson ) ,e di lì a poco avrebbe fatto il suo esordio il primo poeta dell'Hammond B3: Jimmy Smith, pioniere dell'uso " laico " dell'organo in un contesto non più confessionale ma che sarebbe stato da lì in poi quello dei Jazz club e dei circuiti R.& B, per conquistare negli anni successivi praticamente tutti gli ambiti della musica leggera, Hard Rock compreso.

Pubblicita' del Model M3

Numerosi i modelli introdotti nei vent'anni successivi: dai più blasonati C3, RT3, A100, identici al B3 ma caratterizzati da un diverso design del mobile in legno (C3) o dalla presenza di un amplificatore interno (A 100), alle spinette delle serie M100, L, T, passando per le console piu' economiche, come le serie H & E, fino agli ultimi modelli tonewheel dal design avveniristico X66 & X77. Il 1972 vede l'introduzione di organi (Concorde, Phoenix) che utilizzano generatori elettronici a sintesi "LSI" in sostituzione di quelli a ruote foniche, mentre il successivo 1973 e' rattristato dalla morte di Laurens. Seguirà, nel dicembre del '74, la messa fuori produzione dei generatori a ruote tonali (TWG), e quindi anche del mitico B3, da sempre Re inconstrastato del catalogo, sopravvissuto a diversi tentativi da parte della stessa Hammond di sostituirlo, nel corso degli anni, con modelli diversi. Per tutta la seconda meta' degli anni '70 fino ai primi '80 dunque i diversi modelli prodotti saranno a generazione sonora LSI, e segneranno la rapida decadenza della storica azienda, oramai appiattita sugli standard della concorrenza "elettronica", e penalizzata da un mercato "consumer" in cui non c'era piu' posto per i pesanti e costosi modelli storici .

Seguiranno momenti incerti per la società di Chicago , prima ceduta ad un acquirente australiano, quindi rilevata alla fine degli anni '80 dalla giapponese Suzuki ( non quella dei motori ! ), attuale proprietaria con il marchio "Hammond-Suzuki" : quest'ultima, sull'onda del rinato interesse per il suono Hammond, ha dato il via fin dai primi anni '90 ad una nuova produzione di organi con generatore digitale , mettendo in commercio riedizioni del B3 esteticamente identiche all'originale (XB3 e New B3), oltre a modelli da Chiesa ed i più leggeri organi a singolo manuale, come le serie XB e XK. Hammond-Suzuki ha anche rilevato il marchio "Leslie" con il quale produce tuttora gli storici diffusori rotanti.