Il Nuraghe
Il mito greco racconta che fu Dedalo, il genio d’ingegneria dei tempi arcaici, padre d’Icaro, che, dopo l’atterraggio sfortunato del figlio dovuto alla liquefazione delle sue ali, visitò la Sardegna e insegnò alla gente come costruire i nuraghi.
Si calcola che siano rimaste circa settemila di queste fortezze con densità regionale di 0,27 per kmq. Nella Sardegna nord occidentale si ha un nuraghe ogni 4,81 kmq, quasi uno per kmq nelle regioni della Trexenta e del Marghine e poco più d’uno nei comuni di Sini e Siddi nella Marmilla. La popolazione, organizzata in cantoni, non era molto numerosa e si calcola che potesse raggiungere i 200 ai 250 mila abitanti (30 unità in media per singoli o gruppi di nuraghi con le dipendenze). Due milioni e quattrocentomila ettari di terra della Sardegna, erano divisi tra la popolazione e ogni villaggio possedeva una media di 300 ettari di territorio (10 ettari per famiglia). L’insediamento nuragico oggi più famoso è quello di Barumini il quale è circondato dai ruderi di un villaggio messo in luce negli anni Cinquanta.