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Risalendo un
piccolo colle sulla destra arriviamo a quello che tempo fa era
considerato il “tempio di Tanit”. Il complesso, quadrato, è
andato quasi completamente distrutto. E’ costruito con pietre di
diversa misura e alcuni blocchi, quasi squadrati, sicuramente
d’epoca nuragica come lo sono anche alcuni conci a T riutilizzati
per la realizzazione dei muri a secco nei dintorni. In origine
questo edificio doveva essere composto di diversi ambienti,
l’archeologo che si occupò degli scavi aveva identificato anche
un altare e una cisterna dell’acqua. Spieghiamo che il tempio,
inizialmente era stato attribuito alla dea Tanit perché, durante
gli scavi, fu scoperta una pietra di forma piramidale che si
presupponeva essere il simbolo di Tanit rappresentata in antichità
da un triangolo sormontato da un cerchio. Tanit (Astarte per i
Fenici: dea dell’amore e della fertilità) e il dio Baal, erano le
divinità principali dei Cartaginesi. Quindi il complesso doveva
essere stato costruito prima dai punici e successivamente
riutilizzato dai romani che impiegarono parte dei suoi materiali per
altre strutture. Gli ultimi studi eseguiti portano a considerare la
costruzione come i resti della fortificazione punica della città.
Dal colle di Tanit è possibile
osservare il panorama della città e la conformazione del
promontorio sul quale è stata costruita.
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