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L’ingresso si
affaccia sulla strada romana, una gradinata si immette nell’atrio
dove colpiscono gli imponenti resti di una volta crollata.
L’edificio doveva essere circondato da un porticato sui lati Nord
ed Est. Dall’atrio era possibile accedere agli spogliatoi e poi,
attraversato l’atrio, si passava al frigidarium costituito da un
grande locale che conteneva due vasche di acqua fredda alle quali si
accedeva per mezzo di gradini. L’acqua giungeva da cisterne di
raccolta costruite sulla parte alta dell’edificio e alimentate da
una condotta proveniente dall’acquedotto di cui purtroppo non c’è
più traccia. Queste terme, come quelle viste in precedenza,
rispettano la classica struttura ambienti freddi, tiepidi e caldi.
Non ci è permesso visitare le terme a mare dall’interno, poiché
i pavimenti sono molto rovinati, perciò passiamo lungo il perimetro
delle terme per una stradina che corre lungo il mare per poi tornare
verso l’interno del promontorio. Da questa posizione si possono
osservare il tepidarium, costruito con mura ad intercapedine per il
passaggio dell’aria riscaldata dal forno e il calidarium dove vi
è uno dei forni ancora in buono stato di conservazione. Un altro
ambiente delle terme sono i bagni pubblici che potevano essere
accessibili solo dall’esterno del porticato.
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