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Il mare

Città di Pula

carta geografica

 

L'ambiente naturale


Le dolci montagne del territorio di Pula, come abbiamo visto, ospitano per la gran parte una fitta vegetazione fata di boschi di leccio e da boscaglie di arbusti di macchia mediterranea. Un complesso naturale che, da Monte Arcosu (948 m.) a nord, si spinge fino a Capo Spartivento a sud comprendendo la catena del monte Lattias, situata a quote intorno ai 1000 metri, Punte e Sebera (979 m.), Monti Santu (864 m.). Questo vasto territorio contiene zone i cui nomi spesso fanno riferimento a specie faunistiche o all'attività della caccia, testimoniando la ricchezza di fauna presente in questo ambiente naturale che si è mantenuta e si è sviluppata proprio grazie alla presenza di fitti boschi e alla scarsità dell'insediamento umano limitato ad alcune fattorie e fabbricati forestali. La diversità morfologica e la varietà della vegetazione hanno creato habitat naturali adatti a variegate specie animali.

Le situazioni ambientali sono così molto numerose, si va infatti dalle zone pianeggianti a livello del mare, dove si trovano anche molte zone umide, a rilevi fino a 1100 m di altezza dando vita a boschi, praterie, zone coltivate, steppe montane, diruppi rocciosi, piccoli stagni e zone aride. Questi ambienti ospitano mammiferi e uccelli, rettili e anfibi, e poi insetti, a formare grandi comunità diverse tra loro e che caratterizzano ogni singolo habitat. 

Alcune specie sono diffuse in tutto il territorio come il cinghiale e la volpe altre invece sono tipiche di particolari luoghi, per esempio la lepre vive nelle praterie, la testuggine d'acqua abita i corsi dei fiumi, lo sparviero nelle zone boschive. Ci sono anche formidabili e rari volatili come l'aquila reale, il falco pellegrino, l'aquila del Monelli e la poiana.  Nelle ore notturne le montagne sono popolate dalla martora, dal gatto selvatico, dal barbagianni e dalla civetta. Ma il vero protagonista dei boschi è il cervo sardo scampato al pericolo di estinzione.

Il simbolo di questo territorio è sicuramente il cervo sardo molto diffuso nelle valli di Monte Nieddu che ha abitato in queste terre dai tempi antichi e che solo 20 anni fa rischiava l'estinzione. In passato la carne del cervo era venduta nelle macellerie della zona e in quelle della vicina città di Cagliari e le pelli venivano utilizzate nell'industria di abbigliamento e di calzature. Dalle corna di questo animale si producevano manici per coltelli e bottoni. I nobili utilizzavano le corna come trofei per abbellire le loro case. Per queste ragioni il cervo rischiava l'estinzione ed è stato necessario attuare leggi e provvedimenti per la sua protezione e il ripopolamento nelle montagne del Sulcis. Altre specie meno fortunate come il grifone o il muflone sono invece scomparse.