Titolo

Autore Data Scuola
3 giorni con il WWF   Andrea Leo 7/4/03 Pamphili
Il Parco del Pineto

Damiano Antonellis     

1/03/03 Pamphili
La giornata dell'ambiente
Noi spazzini

 

 

 

Relazione sulle 3 giornate con il WWF

  

Il 19/02/2003 è venuta a scuola la rappresentante del WWf che ci ha spiegato che la sigla significa

World Wide Found, e il motivo della sua nascita fu la protezione e la conservazione della natura.

Il WWF fu fondato nel 1961 in Svizzera da vari studiosi per la salvaguardia degli ecosistemi, per

creare dei territori da salvare e la creazione di Oasi. In Italia ci sono più di cento Oasi e aree protette.

Ci ha anche detto che avrebbe rappresentato, con il suo gruppo, un’ associazione chiamata Ente

Parco, che gestisce il Parco che avremmo visitato e altri Parchi del comune di Roma.

Ci ha parlato di Roma Natura, un’ altra associazione, che gestisce 15 Parchi, tra cui 14 dentro Roma

e 2 fuori, tra cui uno marino.

Ha anche spiegato la differenza che c’è tra un Parco Nazionale,Regionale e Naturale,tale differenza

viene regolamentata con la legge 394/91 che definisce Parco Nazionale dove si protegge un’ ecosistema, Parco Regionale dove si protegge un’area omogenea, Parco Naturale viene definita un’ area dove si protegge specie animale o vegetale.

Il primo Parco protetto, in Italia, fu quello del Gran Paradiso, il secondo quello d’Abruzzo e il terzo quello del Circeo.

La relatrice del WWf, è passata, poi, a spiegarci cosa avremmo trovato alla Riserva Naturale Regionale Tenuta dei Massimi durante la nostra visita.

La grandezza del Parco è di circa mq.770, l’ associazione Roma Natura, lo ha dato il gestione al WWF, ha parlato di cosa avremmo potuto vedere: tartarughe che però,durante la nostra visita, erano in letargo, rettili e anfibi, coleotteri, istrici e ricci che vivono di notte specialmente questi ultimi, sorgenti e stagni, api, scoiattoli, topi, volpi, gabbiani e altri uccelli di altre specie, prati coltivati e tra gli alberi varie specie tra cui pini, pioppi e querce. Le frequenti inondazioni del Tevere, in passato, hanno fatto si che il terreno del Parco sia molto sabbioso. Per non rovinare l’ impatto ambientale si sono evitati anche eventuali cartelli di indicazioni.

 

Il 26/02/2003 siamo andati alla Tenuta dei Massimi

 

E' un'area di elevato valore naturalistico: a ridosso del GRA comprende alcune alture che sono l'immediata propaggine dell'altipiano della Valle dei Casali. In diretta continuità con quest'ultima essa fa parte del corridoio naturalistico a sud-ovest della città tra la piana alluvionale del Tevere, le vaste aree costiere ad ovest del GRA e le aree urbane. La Riserva è in gran parte adibita a coltivi e presenta piccoli boschi di cerro con esemplari di sughera.

 


La fauna dell'area rispecchia quella tipica dei sistemi agricoli adiacenti: tra i roditori troviamo il topo selvatico; tra gli uccelli, il gheppio ed il nibbio bruno, il barbagianni ed il picchio rosso maggiore. Ai margini della Riserva è in attività l'unica Azienda Agrituristica presente nel territorio comunale. Di grande interesse il Bosco Somaini, annesso alla Riserva.

 

Prima di essere un Parco protetto, era un Borgo agricolo.Ci hanno mostrato degli alberi di Eucalipto: alberi australiani che sono stati portati a Roma e piantati per sanale le paludi. Proseguendo nella visita, abbiamo visto anche dei Pini. Sotto la zona sabbiosa, c’era in passato l’ Oceano Tropicale e sono state trovate tracce di barriera corallina. C’ erano delle pietre con dei piccoli fossili. Proseguendo nella visita la nostra guida ci illustrava vari tipi fi flora: Malva selvatica, Pan di serpe ( velenoso ), Borsa del pastore ( Capsella bursa pastoris ),  Composita

( composta da più fiori ), la Borragine, diversi tipi di Quercia ( roverella, querqus screnante, lobate, stonella che si trova nella macchia mediterranea ), la Asparagine ( pianta degli asparagi ).

Siamo scesi nella zona mediterranea, dove faceva più caldo e lì abbiamo visto una specie iperprotetta di ciclamini selvatici. Una curiosità che ci è stata fatta notare, è da dove è scaturita l’ idea dello ‘ strapp ‘: la pianta della Rubia, a toccarla al contrario ha lo stesso effetto.

La guida ha mostrato delle piante di Piselli e di seguito ha fatto notare come le foglie della Fillirea siano simili alle foglie di Ulivo mediterraneo. La Stracciabraghe invece, ha foglie a forma di cuore e spine, produce frutti velenosi. Le foglie dell’ Alterno sono più gialle ai bordi e verd all’ interno.

Abbiamo assaggiato le foglie di Alloro e ci hanno detto che gli antici Romani le usavano al posto della gomma da masticare odierna. Abbiamo visto la Pistacia Lentiscus, il Geranio selvatico e il Pungitopo che produce bacche e le cui foglie sono le spine.

Passando alla fauna, ci hanno fatto vedere la tana di un Tasso, questo animale vive di notte e scava delle buche per cercare bulbi di piante che sono il suo cibo. Delimita il territorio con gli escrementi e la sua tana è enorme e si dirama in varie gallerie. Alla conclusione della nostra visita alla Tenuta ci hanno mostrato una sorgente di acqua pulita ma non potabile a noi uomini e usata degli animali per abbeverarsi.

 

Il 28/02/2003 abbiamo imparato un’ altro modo di osservare la natura e conservarne gli esemplari

in casa. L’ erbario è una guida alle piante ma con vegetali veri. La loro conservazione di effettua mettendoli tra due fogli e pressandoli con dei pesi fino a farne uscire tutta l’ acqua e seccarli.Questi esemplari vegetali vanno conservati possibilmente anche con le radici. La relatrice del WWF, ci ha fatto osservare al microscopio i vari tipi di piante e la loro struttura. La prima è stata la Borsa del pastore ( Capsella bursa pastoris ) aveva un fusto con i buchi, abbiamo visto anche le sue cellule vegetali e la sezione del suo seme.Ci hanno fatto anche vedere una sezione di foglia, si notava una nervatura centrale e i cloroplasti comuni a tutte le piante. Abbiamo proseguito con le osservazioni al microscopio con la sezione di una pianta composita simile nella struttura alla foglia precedente.

Siamo passati a vedere la parte inferiore di una figlia dove sono situati gli stomi che sono le bocche della pianta e servono a farla respirare e i vasi che sono la parte centrale della nervatura che trasportano la linfa attraverso la pianta. La foglia ha una parte esterna e una parte interna, nella parte esterna ci sono le cellule della fotosintesi e in quella interna le cellule per il passaggio della linfa.

Abbiamo esaminato una pianta che avevamo raccolto durante la nostra visita alla Tenuta dei Massimi, la Filiera. E’ composta da un fusto legnoso e completamente diversa dalle altre piante prese in esame, ha delle ramificazioni all’ esterno e all’ interno dei vasi dove passa la linfa. Ha foglie dure per resistere al caldo e al freddo, molto più al caldo perché vive in zone aride.

Abbiamo analizzato diversi tipi di sabbia, delle alghe azzurre e del muschio. In conclusione abbiamo scoperto che anche vicino casa ci può essere un mondo da scoprire.   

 

“Il Parco del Pineto”

Il giorno 5/02/03, io insieme alla mia classe, siamo andati a visitare il Parco del Pineto, che è una delle riserve naturalistiche di Roma che si trova in Via della Pineta Sacchetti, vicino Circ.  Cornelia. Ci siamo dati appuntamento alle 8:45 ma ovviamente chi per un motivo chi per un altro abbiamo un po’ ritardato, aspettando la guida abbiamo parlato tra di noi su cosa avremmo potuto osservare nel parco ma poi la guida è arrivata e ci siamo incamminati verso l’entrata principale del parco. Entrati, abbiamo visto che c’era un’altra classe della nostra scuola che ci avrebbe fatto compagnia. La guida prima di inoltrarci nel parco ci a fatto una presentazione e ci ha detto quello che avremmo visto e quello che avremmo potuto vedere. C’erano due fattori che ostacolavano la nostra visita: il vento freddo e il fango ma con coraggio li abbiamo superati. Dopo alcuni metri abbiamo visto una specie di alberi tutti vicini tra loro, non molto alti e sprovvisti di foglie. Più avanti abbiamo visto degli escrementi di volpe e più avanti ancora un’impronta sicuramente della stessa volpe. Poi ci siamo immedesimati nel ruolo di scout superando pozze di fango e discese abbastanza ripide. Dopo un po’ siamo arrivati alla zona del parco forse più bella e dove abbiamo trovato un terreno sabbioso perché, come ci ha spiegato la guida, un tempo il mar Tirreno arrivava fino a lí, continuando il percorso abbiamo osservato delle querce da sughero e un terreno rossastro molto strano, continuando ancora la guida ha trovato un minerale chiamata pietra arenaria per i frammenti di arena che la compongono. Per risalire e stato un po’ faticoso perché il passaggio era stretto e ripido allora per far salire il nostro compagno Danilo e la nostra prof. Meluccio, che non ce la facevano, abbiamo formato una corda umana, formata da me e altri due miei compagni, e li abbiamo tirati su. Poi abbiamo fatto una pausa per fare merenda, ci siamo fatti una foto di gruppo e abbiamo ripreso la strada verso l’uscita. All’uscita abbiamo ringraziato la guida per averci mostrato alcune bellezze che noi neanche conoscevamo, poi ognuno di noi è tornato casa contento di quello che aveva visto.          Damiano Antonellis 1°B    

 

                                     La Giornata dell' Ambiente

           

 

La mattina del giorno Venerdì 25 Ottobre, presso l’istituto Via Di Villa Pamphili  si è svolta un importantissima iniziativa  per la salvaguardia dell’ ambiente che ci circonda: Con la professoressa Rigoli  scendiamo in un’ aula del primo piano in cui facciamo la conoscenza di una professoressa che ci illustra cos'è la GIORNATA DELL’ AMBIENTE  e ci spiega cosa dobbiamo fare per contribuire a questa importante iniziativa che ci ha proposto (cioè ripulire il cortile della scuola da foglie, carte lattine e erbacce).

 Così “armati" di guanti, scope, sacchi e pale, ci dividiamo in gruppi e ci appostiamo ogni uno in una zona diversa del cortile interno dell’ istituto e ci mettiamo all'opera. 

In poco tempo (circa 10 minuti), gia siamo riusciti a raggruppare una quintalata di foglie , carte , e altra "robaccia" così da riempire un paio di sacchi e visto che è la prima volta che facciamo una cosa del genere non è stato per niente semplice all’inizio (una fatica !), ma piano, piano con un poco d’impegno e di serietà il lavoro esce da solo.

 Dopo altri 10 minuti i sacchi aumentano ancora e dopo mezz’ora ne abbiamo riempiti degli altri, siamo "sommersi" dai sacchi (che aumentano a vista d'occhio), ora saranno almeno SEI , ed insieme a noi si unisce un' altra classe per darci una mano. 

In una sola ora il lavoro svolto è tanto, tutte le “cartacce, foglie e lattine” che abbiamo raggruppato precedentemente , messe poi in  sacchi appositi , sono stati trasportati all' entrata dell’istituto.

 Il nostro turno è finito ed un altra classe è pronta a sostituirci.

 Dopo aver contribuito a quest'iniziativa per la protezione e la salvaguardia dell' ambiente , ci viene dato (ad ogni uno di noi) un libretto dell'Unione Europea , trattante questa iniziativa, in segno di gratitudine per aver partecipato.

                          - I.T.C Via di Villa Pamphili                  

 

 

                                  Noi spazzini

  Noi spazzini

 

 

Venerdì 28 settembre 2001, le classi 2H, 2G e 3A (con la partecipazione di una parte del corpo docente) hanno cercato di rendere l’area su cui è edificata la scuola di “Via di Villa Pamphili”più pulita e più vivibile.

Dopo aver diviso le classi in squadre, sono stati indicati singolarmente i luoghi che ogni squadra doveva curare, partendo dal vialetto dell’entrata del “Darwin”, proseguendo con la scala che collega i due istituti, finendo con il parcheggio del “Medici”. Tutte le squadre si sono recate immediatamente sul luogo da ripulire e rimboccate le maniche “l’esercito vestito di giallo” (tutti avevano il completino della LEGA AMBIENTE ed era di color giallo) ha cominciato una lunga e minuziosa opera di pulizia. Il lavoro è stato tanto e molto vario, oltre a raccogliere cartacce gli intrepidi “spazzini” hanno dovuto fronteggiare della terra franata che ostruiva una parte della scala di collegamento, piante ed erbacce che ostruivano completamente l’uscita di sicurezza della scala antincendio del “Medici”, animali morti e via dicendo.

Concludendo, quella di Venerdì 28 settembre 2001, è stata una giornata che ci ha fatto capire una cosa importante: collaborando tutti quanti siamo riusciti ad ottenere un ottimo risultato, calcolando i mezzi a disposizione ed il numero delle classi (tre). Immaginiamo cosa potremmo ottenere se avessimo dei mezzi più adatti e se il numero dei partecipanti a questa iniziativa fosse maggiore.