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Data Autore Sezione Scuola

L'INSODDISFAZIONE  

9/02/03 Lara Tiberi  V Bpr Pamphili
Il doping
Il futuro nero del calcio

 

 

L'INSODDISFAZIONE

 

A cosa può portare uno sport?

Cosa può provocare l'abbandono di uno sport a causa di delusioni?

Era ciò che non avrei mai voluto sapere, ma più che altro ciò che non volevo provare, eppure mi ritrovo qui a raccontarlo da protagonista.

La squadra, l'ambiente, la società, gli spettatori, gli allenamenti, le partite...anche se tutto mi fa male, già mi mancano e mi mancheranno.

Tutto fa esperienza e io non dimenticherò mai.

Succede che quando si è talmente affezionati ad una cosa, da amarla, da non volerla lasciare pur di soffrire, capita che per continuare ad andare avanti si è costretti ad abbandonarla.

Da una parte mi sembra di essere tornata solo ora a vivere, da un'altra mi sento come se mi fosse stato tolto tutto, come se non fossi più in vita.

Basta poco per ricadere nella disperazione.

Basta guardare il quaderno dei miei ricordi : quaderno che significava speranza e ora rancore per quello che potevo diventare, non sono diventata e non credo diventerò mai.

Solo ora mi rendo conto di quanto tenevo e ancora tengo a questo sport, tanto da sopportare tutto lo stress, le umiliazioni, la fatica e da calpestare il mio orgoglio ed i miei interessi per non ottenere nulla: a loro non bastava, ma per me è troppo.

Rinunciare al tempo libero, alla vita privata o semplicemente alla vita, per soffrire, in silenzio da tutti.

In finale chiedevo solo rispetto e sincerità...forse troppo per persone che non ne conoscono neanche il significato.

Eppure sembra facile chiudere con tutta questa tristezza, angoscia, stress che ciò mi provocava.

Bastava solo volere più bene a me stessa, piuttosto che ad uno sport portato all'estremo.

Tutti questi sentimenti mi portano a credere ancora di meno nelle mie capacità, aumentando la mia insoddisfazione; purtroppo sono una persona troppo seria, che nelle cose a cui tiene e in cui crede mette tutto l'impegno possibile.

Voglio tutto e subito: pretendo troppo da me stessa, penso di poterlo dare ma di non saperlo dare.

Miravo ad essere quella che speravo di essere, ma il mondo non permette di diventarlo.

Il mondo non è perfetto e neanche io devo pretendere di esserlo.

Volevo essere buona, pensare prima agli altri e poi a me stessa, fidarmi di chi mi dimostra amicizia ed aiutare chiunque, anche se ciò debba significare rimetterci, ma la gente non me lo  permette.

La gente non è buona e neanche io devo sempre esserlo.

I sentimenti ed i  valori positivi che ciascuno vorrebbe seguire, potrebbero seguirsi solo in un mondo diverso e giusto.

Credere troppo nelle cose è sbagliato, in quanto tutto in una grande percentuale va a fortuna : prima tra tutte la scuola.

Se ti impegni e rendi, vogliono sempre di più e sono sempre pronti a buttarti giù e ad accusarti se non mantieni lo stesso ritmo crescente, ti riempiono la testa con discorsi di sincerità e rispetto ed alcuni di loro sono i primi a non essere giusti ed a non rispettarti.

Anche lo studio sto imparando a non sopportare, come lo sport, e tutto questo a causa di persone che ci impongono di portare i nostri interessi all'estremo.

L'insoddisfazione viene definita come il rapporto tra ciò che si ottiene e ciò che ci si aspetta da se stessi.

Il desiderio di ciascuno di noi è illimitato ed è perciò destinato a non essere soddisfatto: delusi dalla crudeltà e dall'ingiustizia della realtà, dagli insufficienti appagamenti reali, siamo costretti a cercarne di illusori, sperando di raggiungere la felicità nel futuro oppure accontentandoci di raggiungerla solo nell'immaginazione.

E perciò quello che voglio ora è solo sognare.

Fino a quando la realtà non mi offrirà qualcosa di meglio.

 

 

Lara Tiberi V°B pr

 

Il Doping

di L. Di Tacchio della 2° G SMS MORANDI

Doping è l'assunzione di farmaci da parte di atleti, per migliorare le loro prestazioni sportive. Praticare una attività sportiva è molto importante: insegna a stare insieme agli altri e aiuta a restare lontani dal fumo, dall'alcool, dalle droghe e da ambienti e situazioni pericolose. Lo sport va però praticato con piacere e non deve diventare una ossessione. Un vero atleta, oltre alla preparazione atletica e al talento, deve essere leale, ma purtroppo la diffusione del doping sta indebolendo questo valore dello sport. Un altro nemico dell'atleta è la convinzione che bisogna vincere ad ogni costo, perché o si è primi o non si è nessuno. In tutti gli sport esistono delle regole che vanno rispettate e violarle significa far del male agli avversari e a se stessi.  Doparsi vuol dire provocare gravi danni alla propria salute e, molte volte, ricevere periodi di squalifica, come è successo a molti atleti. In alcuni casi,da grandi campioni si passa ad essere persone senza valore, abbandonate dal pubblico e dagli sponsor. Il doping è pericoloso soprattutto per i giovani che da poco tempo hanno iniziato a praticare sport e sta diventando un problema molto serio e diffuso. Esso assomiglia molto alla tossicodipendenza, perché giorno dopo giorno sei costretto a prendere una dose maggiore di sostanze stimolanti, non puoi farne a meno, e ciò provoca danni all'organismo. E' necessario chiarire una cosa: non esistono farmaci in grado di migliorare definitivamente le capacità di un atleta, l'effetto è per un periodo di tempo limitato.     

 

 

IL futuro nero del calcio

 ADDIO CALCIO DEI SENTIMENTI

 Interessi economici, doping e violenza rendono il calcio business e motivo di sfogo.                            di Ivano Cherubini  IV B programmatori ITCG Via di villa Pamphili

 

Il calcio sta morendo. Il calcio quello vero, quello che ti regala emozioni, il calcio genuino, quell’istinto naturale in grado di farti divertire e far divertire al tempo stesso, non c’è più.

Il calcio, quella passione che rende uno sport, poesia, quella poesia che una volta regnava dentro e fuori i campi da gioco, quel momento di gioia che ti aiutava a dimenticare anche per un solo attimo i problemi della vita, sta andando verso la rovina.

Ora, purtroppo sono proprio i problemi ad essere entrati stabilmente nel calcio e dentro e fuori quegli stessi campi da gioco dove prima trovavi poesia, oggi regnano solo interessi economici che fanno male ad uno degli sport più amato dalla gente.

Il calcio una volta era rappresentato dalla semplicità, aveva come scopo quello di farti divertire, era uno sport allo stato puro, era in grado di farti sfiorare dalle emozioni e farti accarezzare dai sogni al tempo stesso.

Ora il calcio è immerso nei problemi, è il calcio che non ha più niente di naturale. Gli interessi, i soldi, il doping, il dover arrivare assolutamente alla vittoria sfruttando qualunque mezzo legale e non, rende il calcio uno sport quasi insensato, privo di sentimento.

Squadre in piena crisi, sommerse dai debiti, città storiche che in passato erano rappresentate da squadre importanti, sono allo sbaraglio, e tutto a causa di questo calcio che non vive più di emozioni ma solo di business.

Poche sono le squadre che hanno i mezzi finanziari per poter vivere ancora in questo sport, mentre le altre che non ne possiedono, non possono fare altro che evitare il fallimento e nella migliore delle ipotesi, con il passare del tempo, avvicendarsi con le restanti “piccole” nella categorie inferiore.

Ma oltre a questi interessi,vi è un altro grande problema oggi nel calcio: la violenza. Purtroppo, proprio la violenza è entrata stabilmente in questo sport, e non poche volte allo stadio si verificano gravi episodi che danneggiano ulteriormente l’immagine del calcio di oggi.

Proprio questo calcio è stato in grado di trasformare la passione in peccato, di favorire la violenza, in quanto conseguenza di uno sport privo di sentimenti, uno sport che non ti regala più quel motivo di gioia, di puro divertimento.

Il calcio era fantasia, una fantasia che andrebbe riportata dentro a questo sport, una fantasia che può essere ritrovata solo, ridimensionando determinate figure e soprattutto interessi che ora, rendono business il “sogno”, la passione di tanti sportivi.