L'AGONE
teatro - spettacolo fantastico e onirico sul palco di Canale Monterano
Come un caos,
l'opera portata in scena dalla compagnia Fortebraccio Teatro
di Valeria Merola
"Come
un caos: questo il titolo dello spettacolo messo in scena sabato 17 febbraio
dal laboratorio teatrale "Dell'anima e delle forme", tenuto da Ilaria
Drago. Gli attori hanno portato "25 piccoli movimenti" sulla scena
del teatro comunale di Canale Monterano, che si conferma paese in cui ferve
un'intensa attività teatrale - oltre a questa ci sono altre due compagnie:
"Il Caleidoscopio" e "Le Vignacce" -. Come ha spiegato
la regista, che è salita sul palcoscenico per introdurre lo spettacolo
e per spiegarne la genesi, la pièce è il risultato del lavoro
dei primi mesi del laboratorio, e il testo presentato deriva dalla fantasia
degli stessi partecipanti. L'"Ubu Roi" di Alfred Jarry fa da cornice
di uno spettacolo fantastico e onirico, in cui ogni attore si fa portatore
del messaggio d'amore, magia, sogno, musica, passione, incarnato dal suo personaggio.
La pièce procede parallelamente su due piani che si incastrano l'uno
nell'altro: da una parte la storia dell'Ubu Roi e di sua moglie, che nella
loro cieca ambizione al trono commettono i più svariati crimini. Dall'altro
lo scenario desolato e allucinato di una collina abitata dalle anime dei morti,
che si avvicendano sulle tavole del palcoscenico per raccontare la loro storia
personale e per pronunciare il loro inno alla vita. L'azione si compie tra
musica e versi, pazzia e comicità, sogno e tragedia, fino all'epilogo,
in cui fa la sua comparsa addirittura la Lady Macbeth di Shakespeare. Qui
sta forse la trovata più curiosa dello spettacolo proposto dal laboratorio
di Ilaria Drago. Si rappresenta la celeberrima scena delle mani sporche di
sangue, e dell'insorgere dell'ossessione della colpa nella protagonista femminile.
La compagnia ha scelto però di proporre una versione con "testo
a fronte" dell'episodio, affidando a due attrici contemporaneamente il
ruolo della Lady. Alle loro voci, cui corrispondono i gesti speculari, è
dato il compito di portare sulla scena il testo inglese della tragedia e la
traduzione italiana. L'effetto, alquanto insolito, è piuttosto positivo,
soprattutto perché, fungendo da explicit, l'episodio diventa una chiave
di lettura di tutta la pièce. Quasi a voler vedere nell'"Ubu Roi"
una analogia con la tragedia shakespeariana, e nei coniugi di Jarry una prosecuzione
moderna della brama di potere dei Macbeth. Ma gli incubi della Lady, con i
suoi fantasmi, che rimandano anche alle streghe e alla magia dell'ambientazione
elisabettiana della tragedia, non possono non essere considerati un richiamo
all'atmosfera onirica e fantastica del "Caos" di Ilaria Drago.
Complessivamente, lo spettacolo procede abbastanza bene, soprattutto vista
la breve durata. Gli attori se la cavano discretamente, e in alcuni di loro
si notano importanti miglioramenti, rispetto alle precedenti esperienza. Tuttavia,
rimane un dubbio circa l'utilità dei testi scelti per la rappresentazione.
In una realtà come quella paesana sarebbe forse più interessante
e istruttivo tornare a leggere i classici della storia del teatro. Magari
partendo proprio dal "Macbeth".