le ballate del vecchio marinaio

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da samuel t. coleridge e altre suggestioni

di e con ilaria drago e roberto latini e cristina latini

musiche e suoni francesco de nigris e gianluca misiti

percussioni danila massimi

scena pierpaolo fabrizio

costumi vincenzo caruso

luci max mugnai

Le ballate del vecchio marinaio si ispira al testo di Coleridge, di cui Fortebraccio Teatro raccoglie il ritmo interiore sintonizzandosi con le ondulazioni di un verso altissimo, stordente, acquatico. Non si tratta di una semplice lettura de La ballata, che viene peraltro contaminata con altre suggestioni letterarie. In scena, si lavora su silenzi, immagini, meditazioni suggerite da studi precedenti e da motivi poetici coltivati separatamente, quando Roberto Latini ed Ilaria Drago facevano ricerca ciascuno per conto proprio.
Tracce e sperimentazioni inedite vanno qui a formare il tessuto complesso, fatto di echi, rimandi, contaminazioni, nella verifica di un'idea di teatro che parte e torna alla poesia e che si sostanzia di "grammatiche del dire in variazioni e ritratti del sentire scenico". Lo spunto di partenza, l'immagine forte, è natu-ralmente quella del RACCONTATORE DI STORIE che è obbligato a trovare sempre nuovi ascoltatori e nuovi luoghi. L'operazione drammaturgica si fonda infatti su alcuni versi che narrano l'insopprimibile bisogno del racconto, la fascinazione di un viaggio fondato sulla parola che,naturalmente, richiama immediatamente la RELAZIONE TEATRALE TRA ATTORE E SPETTA-TORE. Chi è di scena è infatti condannato, proprio come il vecchio marinaio, ad un percorso che ogni sera, davanti ad un pubblico che cambia, riconduce ad una storia sempre diversa, portatrice di un'emozione trattenuta oppure fragorosa, per ciascuno unica e privata. Non casualmente, Fortebraccio teatro ha voluto titolare lo spettacolo Le ballate del vecchio marinaio, convertendo al plurale una ballata il cui potere risiede tutto nella capacità di aprire VARCHI IMMAGINATIVI-PERCETTIVI. Ogni spettatore sarà chiamato ad esplorare la propria disponibilità all'abbandono e all'ascolto

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