Le Notizie

Il Gambero

All'inter

A cura del Gruppo Naturalistico Valle del Mugnone.

Edizione Primavera 1997

Il 15 Giugno il referendum sull'abolizione dell'ordine dei giornalisti

di Ugo Bardi.

L'informazione viaggia alla velocità della luce sulle fibre ottiche di Internet, dove chiunque può diffondere le proprie idee istantaneamente in tutto il mondo. Ma in Italia, e solo in Italia fra i paesi democratici, per scrivere le stesse cose su un giornale è obbligatorio per legge essere iscritti all'ordine dei giornalisti, che è una cosa praticamente impossibile per chi non abbia gli agganci nei posti giusti. Questa legge è un grosso handicap per i piccoli giornali: un danno che ci auto-infliggiamo senza un vero motivo. I giornali locali possono dare servizi e informazioni che non si trovano sui grandi giornali, inoltre creano posti di lavoro, favoriscono il commercio , e in generale stimolano la vita e le attività locali. Ma in un comune relativamente piccolo come il nostro, le leggi vigenti rendono estremamente difficile creare un mezzo di informazione indipendente dai partiti, impedendo, per esempio, la distribuzione nelle edicole e il finanziamento che deriverebbe dalla piccola pubblicità..

Per questo, per dare via libera alla stampa locale e indipendente, è nato il referendum del 15 Giugno che, se approvato, porterà all'abolizione dell'ordine dei giornalisti, un ordine che, sia pure non privo di qualche merito, è il residuo di un'epoca ormai passata di censure e controlli che non hanno più posto nel mondo della comunicazione moderna.

Purtroppo, ci sono grossi dubbi che il 15 Giugno sia possibile raggiungere il "quorum" del 50% dei votanti su un problema che, sia pure importante, difficilmente possiamo considerare come veramente vitale per il nostro paese. Tuttavia, votando per il referendum possiamo dare un segnale forte della necessità di liberarci di una norma anacronistica e mettere l'Italia - almeno in questo campo - al passo con il resto d'Europa..



Accolto dal TAR il ricorso contro il "Centro Civico" di Caldine.

di Carlo Lessona

Il T.A.R. Toscana, con sentenza del 4 Aprile 1997, accogliendo il ricorso proposto a suo tempo da "Italia Nostra" e da un gruppo di cittadini della valle del Mugnone, ha annullato le deliberazioni comunali del 1994 e 1995 con le quali si era approvato il piano di lottizzazione del Consorzio "Etruria" che prevedeva la realizzazione di 50.000 metri cubi di costruzioni (solo 2.850 di interesse pubblico) su 40.000 mq di terreno con lo spostamento del campo sportivo a totale carico dei cittadini per rendere libera l'area occupata dall'attuale campo sportivo per le costruzioni progettate.

L'approvazione del piano di lottizzazione - che ha già portato al consorzio Etruria un'entrata di 9 miliardi come si deduce dai contratti del Dicembre 1993 - è stata annullata dal T.A.R. per un cosiddetto vizio di procedura, e cioè per l'assenza del parere obbligatorio della Commissione consiliare dell'assetto del territorio, mentre le eccezioni sostanziali non sono state accolte nella sentenza.

Il consiglio comunale potrà pertanto, se vuole, ancora una volta approvare - salvo giudizio del consiglio di Stato - il piano di lottizzazione del Consorzio Etruria e così la più massiccia speculazione edilizia finora vista nel nostro comune finirebbe per rovinare la vivibilità della valle del Mugnone - e non solo la bellezza ambientale, con problemi di affollamento, di rifornimento idrico, di traffico, di parcheggi (nessuno ha pensato ai parcheggi che saranno necessari per la nuova stazione ferroviaria di Caldine, e a quelli per il nuovo supermercato, che attirerà una vasta clientela dall'area fiorentina!).

Speriamo in una valutazione più seria e consapevole di un progetto che prevede la realizzazione di ben 46.476 metri cubi per l'interesse del Consorzio Etruria, e solo di 2.850 destinati (ma solo sulla carta) a utilizzazioni di interesse collettivo in base ad opzioni che il comune difficilmente potrà esercitare.

Notiziario culturale

In un numero precedente del Gambero abbiamo annunciato l'iniziativa per un possibile museo delle tradizioni popolari a Fiesole. L'idea sembra essere stata ben accolta e in proposito riceviamo questo commento da parte di Alessandro Fornari, ben noto per i sui studi di tradizioni popolari e per la sua vasta raccolta privata di antichi attrezzi e reperti

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Musei, Mostre, Manifestazioni: alcuni Progetti

di Alessandro Fornari

L'organizzazione culturale a Fiesole è piuttosto variegata e non è facile trovare l'interlocutore per proposte che non appaiano velleitarie oppure un "libro dei sogni"; vediamo piuttosto cosa si può fare con le competenze a disposizione.

L'arte dello scalpellino e del cavatore, che ha una lunga tradizione fino ai nostri giorni, può essere posta in piena luce specie se si concretizzerà il progetto di un parco a Maiano, dove la documentazione sarebbe non soltanto opportuna ma necessaria. Se disponibili, degli attrezzi agricoli del passato sarebbero un valido complemento.

Una collezione di manifesti artistici di musei e mostre può costituire un archivio pubblico sempre rinnovabile, con esibizioni a rotazione dedicate alla grafica e alle iniziative d'arte: un'idea nuova per un materiale di bell'impatto visivo.

Per i miei studi di antropologia delle tradizioni posso organizzare un centro pubblico specializzato con biblioteca e audiovisivi, presentando mostre sulla magia popolare e stringendo rapporti con i musei esistenti sul territorio regionale. L'idea è di organizzare una mostra-convegno (annuale o biennale) con stands a disposizione dei vari musei, dove il pubblico possa ricevere un'informazione qualificata. Come organizzatori di questo "centro dei centri" possiamo promuovere, segnalare e raccogliere le introvabili pubblicazioni locali; parallelamente un "Premio Fiesole" per le registrazioni di folclore - con un settore votato anche dal pubblico - permette di organizzare e aggiornare la raccolta di audiovisivi.

La disponibilità di alcune decine di capolavori fotografici di Tano D'Amico permette di organizzare una mostra, stringendo rapporti duraturi fra la città di Fiesole e questo validissimo testimone del nostro tempo, dall'inconfondibile impronta artistica e civile.


Un libro sulle orchidee spontanee del territorio Fiesolano.

Forse non ce ne eravamo mai accorti, ma una delle grandi ricchezze naturali del territorio fiesolano sono le orchidee spontanee. A causa dei diversi tipi di ambienti e della variegata geologia, crescono qui orchidee uniche in Italia in una incredibile varietà di specie: una dimostrazione della infinita capacità di adattamento della natura.

Già da molti anni i membri del gruppo del "Gambero" si occupano di queste orchidee, e disponiamo oggi di un archivio fotografico completo. Questo archivio ha formato la base per le numerose mostre fotografiche presentate. Oggi però siamo in grado di fare di più: un vero e proprio libro sull'argomento.

Con il contributo della Cassa di Risparmio di Firenze e dell'assessorato alla cultura del Comune di Fiesole, è in via di realizzazione un'opera di grande valore scientifico e culturale. Il libro nasce con l'aiuto e l'appoggio di tutti i membri del "Gambero", ma in particolare di Carlo Lessona, il cui contributo è stato determinante. Le foto sono di Claudio Merlini, Andrea Innocenti e Rolando Romolini, i testi di Alessandro Anzillotti, Andrea Innocenti. Per la parte dedicata alla geologia della valle, testi di Nicola Casagli..

Ci aspettiamo di vedere il libro in vendita nelle librerie e nelle edicole verso la fine di quest'anno.


Mostra storico - fotografica "Passeggiando sul Mugnone"

Presso il Centro Giovani di Pian del Mugnone, a partire dall'11 Maggio il circolo ARCI "R. Pruneti" presenta questa mostra dedicata all'area dell'argine del Mugnone e alla sua trasformazione in un parco pubblico della valle. Inspiegabilmente, la ricchezza di questo parco così apprezzato da tutti sembra essere nata orfana. Da questa sensazione è nata l'idea di ricostruire, se pure a grandi linee, la storia del suo sviluppo. La mostra vuole valorizzare il lavoro svolto senza evidenziare nessuno in particolare, cercando piuttosto di mostrare il grande impegno collettivo di tutti i volontari che si sono impegnati nell'opera nel corso degli anni.


PUNTO SUGLI AVVELENAMENTI DI ANIMALI DOMESTICI

Gli avvelenamenti continuano

Nonostante le denunce e i ripetuti articoli sui giornali, continuano a ripetersi gli episodi di avvelenamento doloso di animali domestici nella valle. Periodicamente, colli di pollo imbevuti di stricnina vengono sparpagliati per la campagna, spesso anche in vicinanza delle abitazioni e strade frequentate.

Il "Gambero" ha ricevuto una copia del rapporto della Polizia Provinciale in proposito. Secondo quanto ci è stato riferito ci sono state grosse difficoltà per ottenerne una copia dagli archivi della provincia, in spregio alle leggi vigenti sulla trasparenza amministrativa. Lo si è potuto avere solo dopo parecchi mesi di insistenze, e alla fine soltanto con l'intervento di un avvocato.

Il rapporto è protocollato con il numero 3556, datato 18 Settembre 1996 ed è indirizzato al Presidente della provincia di Firenze e all'Assessore all'Agricoltura, Caccia e Pesca. .Ne riportiamo il testo completo.


In relazione alla nota del Sindaco di Fiesole nella quale si fa riferimento ad accertamenti di responsabilità di cacciatori per alcuni avvelenamenti, si precisa quanto segue:

  1. le indagini svolte in merito ai fenomeni denunciati dai cittadini di Fiesole, e che riguardano una serie di episodi avvenuti nella valle del Mugnone fino al confine del Comune di Vaglia, non hanno permesso di accertare responsabilità personali specifiche e pertanto i relativi rapporti sono stati trasmessi all'A.G. come denunce contro ignoti.
  2. Il fatto di non avere individuato con certezza i singoli autori dei fatti criminosi, cosa che avviene nella stragrande maggioranza dei casi segnalati in tutta la Provincia, non significa che non si possano ipotizzare generiche responsabilità e in tal senso non vi sono dubbi sul fatto che vi sia una relazione fra l'attività venatoria e il verificarsi di tali fenomeni.
  3. nell'ambito degli accertamenti svolti sono state accertate numerose circostanze (minacce e conflitti esasperati tra cacciatori della zona e proprietari di terreni, concomitanza tra gli avvelenamenti e il lancio di selvaggina per il ripopolamento e comunque sempre nei periodi nei quali i cani da caccia non vengono portati in giro ne per l'addestramento ne per l'esercizio della caccia, che non lasciano dubbi sull'esistenza di una relazione fra fenomeni di avvelenamento e svolgimento dell'attività venatoria.
  4. le circostanze e le relazioni emerse nelle indagini a Fiesole sono del tutto analoghe a quelle accertate in numerosissimi analoghi episodi (si tratta di decine di casi nell'ambito dell'intera provincia) e sono state rilevate oggettivamente senza alcuna velleità di generica condanna dei cacciatori ne di alimentare strumentali polemiche contro l'attività venatoria anche perché siamo profondamente convinti che tali comportamenti riguardano comunque un'infima minoranza irresponsabile.

Più in generale si ritiene (Stante l'inadeguatezza della norma e le difficoltà insite nel fronteggiare e reprimere questi specifici reati) che l'unica possibilità di arginare tali fenomeni, che talvolta hanno ripercussione anche sulla pubblica incolumità, vada ricercata nell'adozione di specifici atti da parte dell'Amministrazione che, indipendentemente dall'individuazione del responsabile, possano fungere da deterrente con particolare riferimento a provvedimenti di sospensione dell'autorizzazione per gli istituti Faunistici o all'istituzione di specifici divieti di caccia nelle località in oggetto dei fenomeni.

Se è vero, come è convincimento di questo Corpo, che il motivo principale del verificarsi ditali situazioni è da imputare in larga parta a un malinteso senso di tutela della selvaggina da parte dei cosiddetti "predatori" l'adozione di tali atti sortirà effetti positivi in quanto andrà ad incidere proprio sui moventi di tali comportamenti.

Parallelamente si ritiene utile un'opera di informazione e sensibilizzazione anche nei confronti dei proprietari di animali domestici, al fine di incentivare comportamenti conformi alle disposizioni concernenti la custodia e l'abbandono degli animali, la tutela della selvaggina e il controllo degli animali inselvatichiti in quanto si è accertato che, non di rado, i fenomeni di avvelenamento si verificano dove è più diffusa l'abitudine di lasciare vagare incustoditi gli animali domestici o vi è una fitta presenza di cani e gatti inselvatichiti.

Per un'idonea valutazione dei fatti si allega un prospetto riassuntivo delle segnalazioni pervenute recentemente a questo Comando e si sottolinea come tutti gli episodi denunciati si riferiscono a fatti avvenuti a caccia chiusa e fuori del periodo di addestramento dei cani.

Il direttore del Corpo di Polizia Provinciale, Massimo Matteini


In un secondo rapporto datato 7 Gennaio 1997, Il direttore del corpo di polizia provinciale ribadisce i punti già presentati nel primo e nota come "l'assoluta mancanza di iniziative da parte dell'Amministrazione si è oggettivamente configurata come un implicito avallo a tali comportamenti irresponsabili."

Non entriamo nei dettagli di questi rapporti, limitandoci a notare come si tratti di documenti sicuramente non polemici o strumentali, che meritavano di essere divulgati invece che tenuti praticamente segreti. Riguardo alla proposta di chiudere la caccia nelle zone "avvelenate", da molti è stata considerata come un'eresia di quelle da punire col rogo. In realtà Matteini fa notare come il provvedimento sarebbe del tutto equivalente a quelli che - per esempio - proibiscono l'uso delle aree boschive incendiate allo scopo di prevenire gli incendi dolosi.

In ogni caso i documenti confermano i rapporti dei residenti sulla serietà del fenomeno e a proposito di un clima di minacce e di conflitto esasperato, una situazione indegna di un paese civile (ci risulta anche che lo stesso Matteini abbia ricevuto pesanti minacce telefoniche). Ci sembra grave pertanto che le amministrazioni locali non abbiano agito in alcun modo (ne sembra siano intenzionate ad agire) per arginare il fenomeno, e si siano anzi preoccupati solo di minimizzarlo. .


QUINTA FESTA DEL GIARDINO

DI PIAN DEL MUGNONE

Domenica 25 Maggio 1997

ore 15

In preparazione la quinta festa del Giardino.

Anche quest'anno si svolgerà la festa del Giardino di Pian del Mugnone. Fra gli altri, parteciperanno i membri del "Centro Giovani" di Pian del Mugnone che hanno promesso di organizzare un piccolo spettacolo. Sarà presente l'AIDO con un tavolo di raccolta di fondi, e sono previste molte altre iniziative. Vi aspettiamo tutti, meglio se con una torta.

Filippo Margarolo nuovo presidente del "Gambero"

L'assemblea dei soci del Gambero si è tenuta l'11 Marzo 1997. Dopo aver confermato in blocco il consiglio uscente, abbiamo ritenuto di continuare la nostra politica di rotazione delle cariche del gruppo eleggendo all'unanimità alla presidenza Filippo Margarolo. Ringraziamo il presidente uscente, Ugo Bardi, per il suo lavoro di due anni di presidenza e facciamo i nostri migliori auguri al nuovo presidente

Incontro con gli assessori sui problemi del Mugnone.

Il 12 Aprile, ci siamo incontrati con gli assessori Tanganelli e Marangoni per discutere di vari problemi relativi all'assetto del Mugnone e del sentiero pedonale da Pian del Mugnone a Caldine. Abbiamo fatto presente che è prevedibile un notevole aumento di traffico pedonale come risultato dalla prossima chiusura del tratto della ferrovia Faentina per il momento ancora percorribile dai pedoni. In particolare, abbiamo chiesto che il comune installi delle panchine lungo il sentiero, e che fornisca materiali adatti per "pareggiare" un certo numero di ostacoli che potrebbero rendere difficile il percorso per persone anziane. Inoltre, abbiamo fatto notare la presenza di almeno sei scarichi inquinanti sul tratto di riva sinistra che va dal ponte del depuratore al Bersaglio.

Gli assessori hanno ascoltato, apparentemente con molta attenzione, le nostre proposte e hanno dichiarato la loro disponibilità a studiare i problemi e fare qualche sopraluogo. Per quanto riguarda soluzioni concrete, bisognerà vedere. Comunque, non perdiamo le speranze!

Lo "stato del Mugnone" alla pulizia del 6 Aprile.

Come ormai tradizione tutti gli anni in primavera, i volontari della valle si sono riuniti per la ripulitura del Mugnone. Una cinquantina di persone (e qualche cane) hanno partecipato, armati di stivali, sacchi, sacchetti e altri utensili, un esperienza sicuramente educativa per i molti bambini presenti.

La ripulitura è un'occasione per verificare le condizioni dell'argine e del torrente. In generale, possiamo dire che la situazione è discreta. Il Mugnone rimane inquinato da un certo numero di scarichi abusivi e da rifiuti vari, ma la fauna e la flora locale resistono abbastanza bene, con la presenza di uccelli selvatici, nutrie e - con nostra grande soddisfazione - gamberi!. Per quanto riguarda l'argine, si sta rapidamente configurando come un vero e proprio parco pubblico della valle, un patrimonio unico, tanto più eccezionale se si considera che la realizzazione e la pulizia di quest'area è il risultato unicamente del lavoro gratuito di persone di buona volontà. D'altra parte, sembra anche vero che le mamme dei maleducati (come quelle dei bischeri) sono sempre incinte: ne sono prova le montagne di sudicio che abbiamo raccolto in una mattina di lavoro.

Il "Sentiero degli Dei"

Presentata a Borgunto il 6 Maggio un rapporto sui 130 chilometri di camminata che uniscono Firenze a Bologna lungo il "Sentiero degli Dei", a sua volta parte di un più lungo sentiero che unisce Milano a Roma. Il sentiero attraversa anche il territorio del comune di Fiesole lungo il crinale che va dal convento di Monte Senario fino a Poggio Pratone, per poi dirigersi verso Firenze attraverso il Monte Ceceri, Maiano e Settignano. Per l'occasione, il "Gambero" ha esposto la mostra fotografica delle orchidee spontanee e presentato una planimetria aggiornata del sentiero pedonale Caldine-Pian del Mugnone.

Il Gambero: un giornale per la valle.

Con questo numero il "Gambero" fa un altro passo in avanti con una migliore veste grafica, più pagine, e l'ambizione per il futuro di diventare un vero e proprio giornale della Valle.

Se avete qualche notizia, opinione o annuncio che vorreste vedere pubblicato in un prossimo numero, o se vi interessa contribuire al lavoro di redazione, contattate i membri del "Gambero" (riunione tutti i Martedì sera, ore 21, al circolo ARCI di Pian del Mugnone), oppure telefonate a Ugo Bardi (5040 249).


"Il Gambero"- Fotocopiato in proprio.

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