
Il Gambero
Il Giornale della Valle del Mugnone
IL NUOVO PIANO STRUTTURALE DI FIESOLE:
ANCORA CEMENTO SULLE NOSTRE COLLINE
Per l’ambiente solo parole: nei fatti sempre più cemento.
Il nuovo piano strutturale di Fiesole è uno strumento urbanistico che condizionerà profondamente l’aspetto è la qualità del territorio nei prossimi anni. Il piano è composto da parecchie centinaia di pagine, di cui gran parte dedicata a magnificare il valore ambientale del nostro territorio. Con fatica si possono estrarre da questo documento i dati relativi alle nuove costruzioni previste, la cui volumetria contrasta profondamente con le intenzioni apparenti del piano. Senza andare nei dettagli, basti pensare che il numero dei nuovi residenti nel comune è previsto in quasi duemila persone in più su un totale storicamente ormai assestato da decenni su meno di 15.000 abitanti, un aumento di circa il 18%.
Di fronte a questi dati l’impressione non è tanto di un disaccordo su cui si possa ragionare, ma piuttosto di essere, francamente, presi in giro. La vecchia amministrazione Frangioni, quando aveva fatto la lottizzazione di Mimmole, aveva almeno avuto la dignità di non dire che con quello migliorava l’ambiente. Qui invece sembra che l’amministrazione ritenga di potersi permettere di giocare al baratto con i cittadini, chiedendo cento per avere cinquanta, sapendo bene che il giusto sarebbe venti o anche meno. Così l’anno scorso ha proposto un progetto improponibile di un cimitero nella valle del Mugnone, per poi dopo le inevitabili critiche ritirare il progetto ma in cambio avere mano libera per ampliare i cimiteri esistenti. Allo stesso modo può darsi che dopo le molteplici critiche ricevute l’amministrazione ridurrà un po’ la volumetria delle nuove costruzioni, che però rimarrà sempre troppa.
Sfortunatamente, sembra che l’attuale amministrazione sia del tutto impervia al concetto che il cemento non è l’unica soluzione ai problemi. Prova ne siano i recenti lavori a Pian di Mugnone: il passaggio della ferrovia Faentina si è risolto alla fine in una grande piazzata di cemento per un treno che in pratica non esiste e che nei piani del comune dovrebbe servire per portare i turisti a un’improbabile funivia stile tirolese. Tanto per non smentirsi, il comune ha poi proposto di risistemare la zona davanti alla chiesa con una bella gradonatura in cemento che spazzi via quel poco verde rimasto.
Sicura per il momento della propria inamovibilità politica, l’amministrazione sembra insensibile alle critiche. Le future generazioni si domanderanno chi è perchè ha permesso il degrado e la cementificazione del territorio fiesolano: ma quelle non votano alle prossime elezioni.
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Osservazioni al piano strutturale
Il piano strutturale del comune di Fiesole ha suscitato moltissime critiche da privati cittadini, associazioni, e gruppi politivci. Il testo riportato qui di seguito ci è parso equilibrato e corretto, e pertanto l’abbiamo sottoscritto insieme ad altri gruppi fiesolani
Gentile Signor Sindaco,
quanto segue non e’ da intendersi come una osservazione puntuale a quanto e’ stato adottato dal Consiglio Comunale (diversa destinazione di un edificio o di un terreno) ma costituisce disapprovazione nei confronti dei "numeri" che scaturiscono dall’analisi delle tabelle in cui si stabiliscono gli interventi massimi ammissibili (residenziali, artigianali, commerciali e terziari) relativi alle varie Unita’ Territoriali Organiche Elementari.
Volendo entrare più nel merito, va anticipato che viene condiviso in pieno lo spirito con il quale viene intrapreso l’avvio alla procedura: si ritiene infatti valido ed utile per la Comunità la formulazione di uno Strumento Urbanistico che miri alla salvaguardia del patrimonio naturale di cui i Fiesolani, e chiunque altro lo voglia, possa godere; e’ altresì utile che venga ipotizzato l’assetto viario nell’ottica di salvaguardare lo stesso patrimonio e organizzare in maniera più plausibile il traffico viario di qualunque natura esso sia. La stessa divisione delle Unità Territoriali Organiche Elementari risulta corretta anche se probabilmente troppo frammentaria (ad esempio "Fiesole centro" e "Fiesole Borgunto" fanno indubbiamente parte della stessa realtà territoriale.)
Fermo restando quanto sopra detto, non resta chiaro come sia stato possibile eseguire una ipotesi di ammissibilità per la realizzazione di nuovi agglomerati edilizi o interventi definiti di completamento. Volendo essere più chiari, la "ricognizione" che è stata eseguita non può ritenersi valida in quanto si basa su cospicui interventi previsti dal vecchio Piano Regolatore non ancora realizzati e per i quali non possono essere fatte ipotesi di previsione sul reale impatto che gli stessi possono avere sul territorio: uno Strumento Urbanistico deve regolare o correggere l’Architettura di un Comune ipotizzando insediamenti o altro genere di strutture a servizio, calcolando il fabbisogno e le varie necessita di una Comunità in relazione anche a quelle che sono le realtà’ territoriali contigue. Tutto questo non può essere gestito con ulteriori ipotesi fatte su previsioni di edificazioni che a tutt’oggi non esistono: come e’ possibile che possa essere previsto un ulteriore incremento di Caldine Mimmole quando quello che e’ il residuo delle volumetrie in passato ipotizzate è il risultato di un lungo dibattito, non ancora concluso, che ha portato comunque alla drastica riduzione di quanto era stato promosso in prima battuta dalla Amministrazione? Relativamente a questa zona è appurato che la stessa viabilità è insufficiente a quanto dovrebbe essere realizzato e non è possibile ipotizzare incrementi volumetrici ulteriori se non studiando prima (e non con un semplice rimando ad un piano particolareggiato per le viabilità’) l’assetto viario e delle infrastrutture a servizio in genere.
Dalla lettura delle tavole riassuntive delle dimensioni massime ammissibili si evince che relativamente a Fiesole centro e Fiesole Borgunto il residuo del vecchio Piano Regolatore preveda nuove edificazioni nella misura di mc. 5.500; le previsioni di nuove costruzioni ipotizzato dal Piano Strutturale sono di mc.16.000 per il residenziale del centro e di mc. 8.500 per Borgunto. A queste vanno sommati per artigianale, commerciale e terziario, altri mc. 22.500 sempre per il centro e mc. 4.000 per Borgunto. Volendo fare una somma finale l’incremento delle volumetrie per queste due U.T.O.E. (che rappresentano in definitiva una unica realtà territoriale) sono di mc.56.500 ! Tenuto conto che in previsione di tutto ciò si sta realizzando una viabilità sotto quello che viene definito l’ex campo di calcio, si ritiene che i numeri sopra riportati siano in netto contrasto con quella politica di mantenimento proposta dall’Amministrazione in occasione della presentazione del nuovo Strumento Urbanistico e che il carico urbanistico e il costo sociale per la realizzazione di quanto ipotizzato sia inammissibile.
Relativamente ai nuovi interventi di carattere residenziale ipotizzati per le altre U.T.O.E. (Olmo, Pian di San Bartolo, Querciola, Montebeni, ecc.), si ritiene che la loro ubicazione sia di grosso impatto ambientale negativo. Se a queste si unisce anche la possibilità di potere innalzare le vecchie costruzioni di cm.80 (come previsto dal vecchio strumento per alcuni casi specifici) i metri cubi effettivi sarebbero di molto maggiorati. Oltre a ciò si deve anche tenere presente che la natalità per il Comune di Fiesole ha toccato i minimi storici e che quindi i nuovi insediamenti porterebbero a generare un ulteriore carico urbanistico, con tutte le difficoltà ad esso connesse, che non risolverebbero le difficoltà (ad esempio di viabilità e di parcheggio) che tuttora persistono.
Notiziario del Gambero
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Redazione a cura del Gruppo Naturalistico della Valle del Mugnone . Direttore Responsabile: Ugo Bardi.