NESPOLO

Genere: Mespilus   -   Specie: germanica L.   -   Famiglia: Rosaceae


Descrizione botanica

La nespola si presenta come una pianta dal portamento arbustivo o come un piccolo alberello caratterizzato da una corteccia di colore scuro e glabra nelle parti adulte, mentre sono al contrario ricoperti di peli biancastri i rami più giovani.

L’inserzione delle foglie sui rami è alterna, e si tratta di foglie dalla forma ovato lanceolata, sono cuneate alla base e con margine generalmente intero, solo talvolta seghettato verso l’apice.

Il loro aspetto è lucido o leggermente pubescente nella pagina superiore, mentre quella inferiore è decisamente coperta di peli.

I fiori sbocciano in primavera, nei mesi di maggio e giugno, sono fiori solitari posti in posizione terminale sui rami ed hanno dimensioni abbastanza grandi; i petali sono cinque di colore bianco, più o meno tondeggianti, e sia peduncolo sia calice sono pelosi.

Da questi fiori poi si sviluppano i frutti, che maturano in autunno a ottobre-novembre, e sono dei piccoli pomi caratterizzati dalla presenza, in corrispondenza del loro apice, di una sorta di coroncina che altro non è che ciò che rimane dei sepali del calice; hanno la superficie di colore ruggine e pubescente, e all’interno i semi sono grossi, lisci, di colore marrone scuro (5).

Habitat

Sembra che l’area di origine del nespolo sia l’Asia Minore, tuttavia giunta in Europa fin da tempi remotissimi si è ormai abbondantemente naturalizzata, ed attualmente oltre che coltivata si trova anche allo stato spontaneo fino a poche centinaia di metri s.l.m. (5).

In realtà la coltivazione del nespolo per ricavarne i frutti avveniva soprattutto in passato mentre ora, dato lo scarso interesse dal punto di vista alimentare, spesso queste piante sono inselvatichite in seguito all’abbandono, e sembrano lentamente destinate a sparire per lo meno nelle zone vicino alle aree urbane (9, 12).

Storia

Le nespole erano sicuramente più apprezzate in passato, quando venivano consumate in inverno dopo avere superato la completa maturazione, cioè quando erano “ammezzite”; questo stato si raggiungeva dopo averle lasciate appassire per un certo periodo sulla paglia nei granai, dove un inizio di fermentazione portava ad un ammorbidimento della polpa e ad una trasformazione dei composti tannici con conseguente liberazione di zuccheri; questo è necessario perché fresche hanno un sapore troppo astringente per la ricchezza in tannini, e troppo acido per la presenza di acidi organici come l’acido acetico e formico (31).

In passato, così preparate, venivano utilizzate come il rimedio più efficace contro le diarree soprattutto per i bambini; in genere venivano mangiate ricoperte di miele, e così servite erano piuttosto gradevoli non bisognava però mangiarne in eccesso per non far prevalere il tannino ed avere così un effetto costipante (9, 31, 12).

Utilizzi

Attualmente come alimento non sono praticamente più utilizzate neanche in altre preparazioni alimentari quali gelatine e marmellate.

Se delle proprietà medicamentose vogliono essere ricercate queste sono principalmente quelle di astringente intestinale e diuretico, abbastanza simili a quelle della mela cotogna; come quest’ultima, infatti le nespole contengono fibre, vitamine, soprattutto A, pochi zuccheri e, naturalmente, tannini, che fanno si che attualmente le nespole siano in pratica usate solo occasionalmente come antidiarroico con la pregevole caratteristica, sostenuta da alcuni autori (5), di non dare fenomeni di stitichezza, limitandosi a riportare le funzioni intestinali alla normalità; la funzione astringente intestinale poi aiuta anche la regressione delle infiammazioni emorroidarie

L’effetto astringente può essere sfruttato anche per la cute infiammata, ad esempio della mucosa orale sia usando direttamente la polpa sia facendo dei decotti con i frutti e degli infusi con le foglie (29, 31, 5).