In cerca di - Recensione
| In cerca di ... di Paolo Papotti è uninteressante novità letteraria. Vi si ritrovano, accanto ai temi classici della gioventù moderna (studi, amori, amicizie, macchine, droga e discoteche), quelli più specifici della gioventù odierna italiana: sigarette, motorini, viaggi, cellulari, computer, abiti firmati e anche scarpe; sì quelle scarpe che Nanni Moretti ci ha insegnato essere indicatori chiari delle ultime generazioni italiane. Niente a che fare però con Il Giovane Holden; ovvero se ne avverte uneco nella situazione di disagio e di ricerca di verità, che è tipica di tutti i giovani a qualsiasi latitudine essi vivano. Niente a che fare anche con il famoso Jack Frusciante: Brizzi presenta uno status quaestionis; Papotti, come chiaramente preannuncia il titolo del suo libro, cerca e trova soluzioni: amore, amicizia, famiglia, fede. Esse non saranno necessariamente valide per tutti (nè pretendono di esserlo, così marcatamente italiane come sono), ma intendono invitare tutti a cercare le proprie. Per trasmettere questo suo messaggio, lautore, un giovane studente romano di ingegneria informatica, trae spunto dalle sue esperienze personali e in particolare da un viaggio attraverso lEuropa, uno di quei viaggi in inter-rail, che sono diventati una consuetudine dei giovani italiani alla fine dei loro studi di scuola superiore. Ma il viaggio del protagonista, alter ego dellautore, si fa ricerca, scoperta e quindi crescita. E insomma un faticosissimo viaggio, spirituale oltre e più che reale, In cerca di ... luoghi, persone, cose, ideali, certezze e soprattutto di se stesso, della propria identità. Il tema della ricerca che spesso procede alla cieca, annaspando, è sottolineato da un tessuto narrativo, che è un susseguirsi di episodi brevi e concisi, a prima vista scoordinati fra loro, ma che si rivelano poi necessari. La loro apparente incongruità è acuita, fino allultima frase, da quel tanto di suspence, che non guasta, e dalla bravura dellautore nel costruire atmosfere diverse per i vari episodi, nello scegliere per personaggi contrastanti nomi legati da suggestive assonanze (Aurora, Arianna, Athena). Si potrebbe dire che tutto ciò non è proprio una novità: basterebbe pensare a Notturno indiano di A. Tabucchi. Ma il libro di P. Papotti non ha nulla della sua cupa atmosfera: è "solare", anche tra le nebbie e il freddo dellEuropa del Nord; è "allegro", anche nei momenti più difficili e dolorosi. E "giovane", come il suo autore. Però la novità fondamentale di questa opera prima è unaltra: si chiama alternanza. Nella costruzione testuale, che è unalternanza ben calibrata di narrazione, osservazioni psicologiche, riflessioni sempre valide (e stupefacenti in un giovane di 21 anni). Nel linguaggio: si va dal codice più colto e letterario (certe aggettivazioni hanno addirittura un sapore manzoniano) al gergo quotidiano, tra il volgare, lo sgrammaticato e linglesizzante, dei ragazzi di oggi. Nella punteggiatura: da scelte quasi accademiche si arriva a strani e imprevedibili accostamenti (nove punti esclamativi a pg. 82, che diventano 20 a pg.93 e nella stessa pagina lincredibile sequela ??!!??!?!). Nel corpo tipografico: tondo, corsivo, grassetto, maiuscoletto, spaziati e base 12cpi. Nelle citazioni: da Dante a Schultz (a conferma che lautore ha una bella e vasta serie di modelli culturali e letterari). Unalternanza che sottolinea ancor più il tema principale della ricerca, a dire che questa si fa in qualunque modo, con qualunque mezzo. Magari navigando su Internet, ultimo sistema per i giovani doggi di comunicare, superando le proprie paure e timidezze, di tirare fuori da se stessi tutto quanto, il meglio o anche il peggio. Per il protagonista di In cerca di ... computer, Internet, E-mail sono infatti le ancore di salvezza nei momenti più difficili e gli strumenti che alla fine gli permettono di affermare "la vita è stupenda" . In cerca di ... è insomma un libro fresco, ma meditato, allegro, ma profondamente serio, dissacrante, ma ricco di ideali; un libro dunque in cui tanti ragazzi finiranno con il riconoscersi, ma in cui tanti adulti scopriranno che non tutti i giovani doggi sono soltanto sesso, droga e rock. recensione di Gabriella Bianchi |