E’ finito. E’ tutto finito. Forse lo sapevo già. Anzi, in qualche modo ero sicuro che <*****> (la mia ex-ragazza) non era quella che avevo sempre sperato che fosse. Da sempre speravo che lei fosse una ragazza con dei comportamenti normali, che si rispecchiassero nei miei. Non pretendevo che avesse gli stessi miei atteggiamenti, ma almeno che avesse un rapporto di coppia normale con me.
Non riesco ancora a concepire una persona come <*****>. Non la capisco. Non può esistere. Il rapporto e l’amore è una reazione a catena che coinvolge una miriade di aspetti. Non si può interromperla o farne propria solo una parte. Non ci sarebbe amore. <*****> dice di no.
Lei non mi ama secondo me. Lei ama stare con me e basta, non si preoccupa di cosa possa provare io per lei. Una sorta di amore egoistico. Non so quale assurdo meccanismo scatti in lei per arrivare ad una simile situazione. So solo che non lo ritengo possibile soprattutto se le sensazioni che prova verso di me corrispondono a quelle che mi ha confessato.
Solo ora mi accorgo di aver amato. Solo adesso mi accorgo di non aver perso la mia ragazza, ma di aver perso un sogno. Mi ritrovo un mercoledì sera ad amare e piangere una ragazza che non esiste. Ho sperato dopo essere arrivato con ragionamenti logici e comportamenti illogici, che <*****>, la ragazza con cui sono stato per 9 mesi non poteva comportarsi in quella maniera. Ho sperato che il suo comportamento era dovuto a qualcosa di logico, qualcosa su cui potevo intervenire e riparare. Ma è un suo stile di vita questo. Lei semplicemente non vede niente di speciale nello stare insieme. Se ci vediamo a scuola o stiamo da soli da mio padre per lei è la stessa cosa. Lei non vuole assolutamente niente dal nostro rapporto. Io voglio lei. Voglio tutte le cose che scrissi su quella lettera, per la quale fu tanto felice.
Lei mi ha tenuto nascosto tutto ciò per mesi e mesi solo per continuare a stare insieme a me. Per paura di lasciarci ha tenuto nascosto tutto ciò.
Io non amo <*****>. Io non voglio bene a <*****>, non gliene ho mai voluto. Ho voluto bene, sono stato male, ho pianto e sto piangendo per una ragazza, per una <*****> che ora so che esiste solo nella mia testa e che le mie illusioni mi portavano a credere che questa fosse la mia ragazza, che questa fosse <*****>. Mi sono illuso, come in tutta la mia vita. E come sempre mi ritrovo con una manciata di polvere. L’unica cosa che posso fare è bagnarla di lacrime sperando di modificare il presente e creare un futuro diverso, un sogno. Forse stanotte sognero di stare insieme a <*****>, alla mia <*****>. Sarà intenso. Sarà stupendo. Sarà meraviglioso. Sarà un sogno. Scalerò la montagna più alta per lei, per la mia lei. Poi mi sveglierò e l’unica cosa che potrò fare sarà piangere e sperare di morire mentre sogno quei momenti. Unici indimenticabili. Dove essere me stesso sconfiggendo i miei problemi e le mie paure sicuro del suo abbraccio, sicuro del suo bacio, protetto dal suo amore puro e incessabile che mi accompagna. Sogni…
Le lacrime sui miei vestiti sono i giorni di felicità passati insieme a <*****>, che mi hanno fatto sognare, che mi hanno fatto sentire vivo e unico. Il mio amore per quel sogno che è stato <*****> forse è la mia condanna. Soffrire le pene dell’inferno con una spada nel cuore per arrivare alla fine sperando di aver amato veramente e di aver ricevuto qualcosa di profondo.
Vivere un altro giorno ancora senza quel sogno è per me la più dura delle condanne da scontare senza pietà per tutto il resto della mia vita. Sopravviverò? Il mio corpo si. La mia anima è scalfita. Il mio amore mi batte in testa e mi dice che sono un fallito. Un essere inutile a questo mondo, se utile è vivere dietro ad un sogno senza cercare la verità a costo di vedere svanire quest’ultimo. Vedersi distrutti per una donna che non esiste ma che credevo che esistesse e che fosse mia.
Non ho più lacrime d’amore, non ho più speranze per questa terra. Sono finito?
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