Tutto è doppio. Bene e male, giustizia e ingiustizia, cielo e terra, inferno e paradiso, vita e morte, passato e futuro.
Quando ci sembra che una cosa sia tripla, ci sono due ragioni: o si sta consideranto un elemento che rappresenta esclusivamente una transizione oppure uno dei due elementi ha a sua volta un sottogruppo doppio.
Per esempio nel dualismo passato e futuro alcune persone inseriscono anche il presente, ma in realtà il presente non è che il punto di confine tra i due, il punto di transizione. Stessa cosa vale per la vita. Tutti noi sappiamo come nostra coscienza ci suggerisce che la morte non è la stessa cosa della vita, ma semplicemente il suo limite estremo, il punto di confine della vita, che separa questa vita da un’altra che ci è oscura, e anche se non ci fosse, non si potrebbe paragonare quello che vuol dire la parola morte con quello che vuol dire vita. Cioè la parola morte, che significa fine della vita, non è corrisposta nella definizione del termine vita, che non è inizio della morte, anche se paradossalmente in certi casi si potrebbe definire così, murphisticamente parlando.
Tutto è doppio. Anche la materia? Buoni e cattivi, azioni giuste e azioni ingiuste. Gesti d’amore e gesti d’odio, l’aria sale in cielo per poi ricadere, gli oceani evaporano per poi far piovere, le onde del mare arrivano a riva impetuose per poi essere risucchiate miseramente dalla marea o dalla rinsacca.
L’essere umano è duale? Possibili pensieri dualistici, emozioni dualistiche, decisioni e ripensamenti, paura e coraggio. Due mani. Due occhi, due orecchie, due emisferi celebrali, due polmoni, due reni, il nostro sesso (uomini e donne). Siamo uno specchio. Cosa c’è di unico in noi? L’ipotalamo, Le nostre ghiandole, la nostra anima. Forse la nostra anima è la cosa più unica di questo mondo.
Mi vengono in mente due considerazioni completamente diverse tra loro. La prima è che se vediamo unico il nostro pianeta possiamo pensare che la nostra galassia ha due braccia uguali.. chi ci dice che non siano un perfetto duplicato? Se ragioniamo così possiamo benissimo dire che esattamente dall’altra parte della galassia c’è un altro pianeta terra, con degli esseri viventi quasi identici a noi, se non fosse per la nostra anima.
Già, l’anima. Inutile dire che non esiste. Non è scientificamente provata la sua esistenza, ma anche l’energia subatomica era ignorata fino a cento anni fa.
Nelle scritture religiose l’infrazione del dualismo era sinonimo di assoluta perfezione e di divinità. Dio, l’unico: non avrai altro dio all’infuori di me. Colui che riesce ad essere uno, tre o infiniti sempre restando uno, Dio.
Possiamo quindi accumunare la nostra anima a Dio? Possiamo quindi dire che siamo fatti della stessa materia? Possiamo dire che Dio è umano o la nostra anima è divina? “Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza”: può essere una interpretazione? Non provo a dare risposte, ma l’evidenza di questa somiglianza logica è abbastanza notevole.
Chi è dio? Siamo forse noi stessi la strada per capirlo? Capendo la nostra anima potremmo capire chi è dio? Dio ci aspetta fuori in un luogo o in un tempo imprecisato e vaneggiato da molti, o è sempre stato in noi e aspetta solo il momento che noi ci accorgiamo di lui? Ma lui è lui? O siamo sempre noi? Siamo la stessa anima? Siamo uno di quegli infiniti che restano sempre uno? Dio è in noi. Noi siamo un pezzo di Dio, tutto e niente. Dio non diminuisce se noi ne prendiamo un pezzo, non sarebbe unico e contraddirrebbe la logica precedente. Dio è una persona a se o siamo noi stessi a formarlo? So solo che la nostra anima è in diretto legame con dio, se non sono forse la stessa cosa. Quindi la risposta è dentro di noi. Tutte le risposte sono dentro di noi. Parafrasando la frase di Mulder: LA VERITà è QUI DENTRO!
PROSSIMO CAPITOLO
INDICE