INESISTERE


EVOLUZIONE DEL PENSIERO PIRANDELLIANO

Il mio rapporto con questo grande autore non è così scontato come forse qualcuno può aver già pensato.
La verità è la seguente, ma i grandi critici hanno tutta la libertà di non crederci, tanto l’intenzione di fondo di questa piccola opera non era assolutanmente cercare il consenso degli esperti letterari.
Già da molto tempo prima che conoscessi pirandello, non avendolo molto studiato alle medie per una piccola scappatoia che si era venuta a creare, non ho potuto avere il piacere, ma non credo che l’avrei ritenuto tale allora, di conoscere il pensiero di questo grande artista. Nella mia vita ho cominciato a sviluppare dei miei concetti che la potessero raccontare a me stesso, facendomi apparire questa esistenza assurdamente un po’ più logica, per quanto possibile. Ed io come altri grandi autori in passato sicuramente, ma anche come altre persone, ho sviluppato dei concetti che si avvicinavano a quelli di Pirandello, come la maschera e l’impossibilità di una realtà oggettiva.
Avvicinandomi a Luigi Pirandello ho avuto la graditissima sorpresa che ciò che lui scriveva era lo stesso mio pensiero ad uno stadio più evoluto, avendo trascorso un intera esistenza su gli stessi temi di riflessione.
Come una macchina che procede a piccola velocità, Pirandello per me è stato un carburante speciale, non un rimorchio. Mi ha fatto capire in pochissimo tempo che i miei pensieri essendo molto simili ai suoi mi avrebbero portato alle sue conclusioni e, riconoscendole legittime attraverso la riflessione e non assolutamente la fiducia, ho potuto accelerare notevolmente la mia velocità di marcia portandomi fino a questo punto, cioè al punto di scrivere queste righe che seguiranno.
Qui di seguito troverete un evoluzione del pensiero pirandelliano, nel senso dell’allargamento dei temi trattati rigorosamente coerenti al suo modo di vivere e di essere. Le scrivo non sottostandomi a regole ferree che imporrebbero il rispetto categorico delle sue linee guida per garantire la coerenza e la plausibilità, ma molto più semplicemente cerco di scrivere quello che secondo me avrebbe detto Pirandello di certi argomenti, credendo di conoscerlo molto più a fondo di quanto una persona dall’esterno potrebbe giudicare. Se ci saranno persone che riterranno infondate le mie parole allora le prego di cancellare con un pennarello tutte le parole come “Pirandello” o “pirandelliano/a”, e considerare i miei scritti solo per il loro valore intrinseco. Per le persone che invece riterranno fondate e legittime le mie parole, spero che considereranno ancora maggiormente la grande figura che questo autore rappresenta e ha rappresentato per me.


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