Oggi, da quando mi sono alzato stamattina, ho avuto una strana sensazione di vuoto, di assenza.
Ero triste, inspiegabilmente triste, o almeno per le condizioni in cui ero. Il mio sesto senso mi diceva che c’era qualcosa che non andava, qualcosa che non c’era, ma che mi aspettavo ci fosse. Oggi pomeriggio l’ho passato con la mente fra le nuvole, quasi sopravvivendo…le ore sono passate senza lasciare traccia. Respiravo aria che non mi dava vita. Sono arrivato da mio padre, ho salito le scale, quelle stesse scale che facevo tutti i giorni da piccolo. Mi sono fermato e ho capito. Qualcosa è cambiato dai giorni precedenti…qualcosa manca. Manca il Natale..non c’è più. Epuure fino a due o tre giorni fa era lì, nell’aria, nei cuori. Lo potevo sentire benissimo dentro di me e leggerlo in faccia alle persone più sensibili. Se ne è andato. E con lui quel profumo magico di freddo che ti scalda dentro quando vedi la città illuminata e il vapore che esce dalla tua bocca quando parli. Il calore di un abbraccio sotto l’albero o la gioia di vedere una casa addobbata durante le feste, magari venendo dal freddo che fa fuori. Ti attraversa un brivido e ti senti protetto, in uno stato di trance che ti fa dimenticare tutti i problemi o te li fa sembrare stupidi, alla tua altezza. Quel silenzio freddo di un paesaggio innevato, una campagna buia con le luci cittadine in lontananza, i negozi addobbati per le festività.. ti riscaldano l’anima e non ti fanno sentire solo con le tue angosce. Tutto ciò oggi non c’era e questa sera ho avuto la conferma al brutto sentimento che avevo preassaggiato tutto il giorno. Il Natale non verrà quest’anno. Ci sarà la cena, ci saranno i regali, ci saranno i giochi, ma saranno indifferenti senza quel pizzico di magia che è il sentimento del Natale. Qualcuno l’ha preso.. o meglio, qualcuno se l’è ripreso. Non ci sarà un felice Natale quest’anno, l’amore con cui l’umanità ogni anno paga il Natale non basta questa volta, perché ce n’è sempre meno. A questo punto e con questa amara certezza nel cuore e nella mente mi viene da chiedermi se veramente lo avevamo meritato questo Natale. Penso proprio di no. Ovunque mi giro vedo persone pronte a parlarti dicendo una parola ma pensandone due, gente che ti parla con sufficienza, stressata e sconvolta dal caos quotidiano, dall’arrivismo, dall’egoismo, dal dare per ricevere possibilmente di più di quello che si è dato. Gente che ti parla solo per dare fiato alla bocca e per farsi piacere. Gente che non ha capito un cazzo degli altri. Gente che è amata e desiderata ma che non se ne rende conto, gente che gioca con la vita degli altri. Gente che crede che la vita sia tutto divertimento. Ma vedo anche altre persone, che si meriterebbero un Natale che non avranno per colpa dell’ingiustizia umana.. Gente incompresa, che non ha niente agli occhi di tutti ma che porta tesori dentro di se. gente che per sua sfortuna è isolata dagli altri per le stronzate che ha fatto nella vita. Gente che ha paura di arrivare alla fine della giornata e trovarsi sola con se stessa e con la sua disperazione di essere umano. Gente che scoppia di amore ma che ha una paura matta di soffrire, disperata in questo mondo di falsità. Gente divorata dalla solitudine e tristezza che spera che in questo mondo sia rimasta qualche anima degna di questo nome. E dove il Natale arretra la solitudine avanza, lasciando tristezza e amore represso, orfano di questo punto di riferimento che era il Natale. Non credevo potesse interrompersi il Natale, ma così è stato. Ci alzeremo domani in un giorno come un altro, se non più vuoto di motivazioni. E non mi sorprenderei se questa notte durasse un mese, svegliandomi a gennaio senza chiedermi di quel buco nel tempo lasciato nel natale dentro e intorno a noi.
Con la speranza nel cuore posso fare a tutte le persone di questo mondo che si sono accorte di tutto ciò un augurio anticipato:
Buon Natale 2001
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