INESISTERE


SOGGETTIVITA' DELLA REALTA' COME DROGA DI SPERANZA

Questo scritto è lo stesso delle pagine precedenti. Si trova qui perché lo ritengo un concetto trattato anche da pirandello indirettamente. Quindi riproponendolo vorrei suscitare una riflessione sull’analoga validità del testo sia in chiave di vita vissuta sia in questo contesto letterario.
Questa mi pareva una sua legittima collocazione anche se può sembrare inutile, ma non mi sentivo di tirarmi indietro dal reinserirlo, quindi non vi biasimo se salterete a piè pari queste pagine sostanzialmente non troppo utili.


Allo stesso modo del trasporto dell’essenza degli uomini anche la realtà viene trasportata attraverso i cinque sensi. Se da una parte la realtà viene trasmessa senza distorsioni dal mondo circostante, non solo i nostri cinque sensi ne distorcono l’essenza, ma il nostro cervello mette in moto dei meccanismi, che sono meno controllati dal confronto con gli altri, i quali tendono non ad assimilare questo risultato distorto della nostra percezione, ma ad organizzarlo in modo tale da rendere quella realta non più una percezione, ma una rielaborazione secondo i nostri sentimenti, cioè i nostri desideri o le nostre paure.
Il mondo reale e i suoi fenomeni, di qualsiasi tipo, passa cioè da “oggettivo” a “soggettivo” attraverso i nostri sensi e le nostre percezioni mentali, e infine si trasforma in “ produttivo” (prodotto) per mezzo dell’influenza assurda dei ragionamenti della mente umana, consci o subconsci. Questo diturbo è influenzato dai nostri desideri per i quali bramiamo che la realtà si avvicini alla Speranza, cioè al pronostico della realtà.
Che cosa significa sperare? Letteralmente significa ipotizzare una situazione o un evento e scommettere sul suo verificarsi.
Io spero di vincere alla lotteria e quindi da questo mio ragionamento partono una serie di pensieri e di considerazioni riguardanti il mio futuro. Immagino me stesso in quella situazione che spero si verifichi e immagino il mio futuro prossimo dopo quell'evento. Mi costruisco una serie di condizioni positive ipoteticamente realizzabili che, secondo dopo secondo scavano nella mia ragione e mi portano a considerare inconsciamente sempre più reale quella speranza di cui sopra.
Questo sperare non è altro che pura architettura illusoria: oscura la realtà fondendola col desiderio e trasformandola in speranza: una droga che il nostro cervello autogenera per accrescere le nostre considerazioni sulla realtà e sugli eventi che di questa fanno parte.
Quante volte ci è capitato di pensare per esempio ad una giornata che ha tutte le carte in regola per essere speciale. Cominciamo una settimana prima ad immaginare tutte le possibili situazioni che si potrebbero verificare e inconsciamente cominciamo a scartare le ipotesi peggiori, gli intoppi che si stanno verificando e a considerare che le cose vadano proprio come le abbiamo ipotizzate. Scartate le ipotesi brutte rimangono quelle normali e quelle belle. immaginiamo anche queste e le disideriamo così tanto da autoconvincerci che siano di probabile realizzazione o addirittura reali. Ed è proprio quando arriva la prova inconfutabile, constatiamo che tutte le NOSTRE realtà non si basavano su nulla, solo sui vaneggiamenti di pazzi che credono che le cose ruotino esclusivamente attorno a loro. Ma questa nostra precedente convinzione era stata così tanto forte da aver escluso completamente la realtà.



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