Buongiorno mondo, io sono Fabrizio, o almeno così mi hanno chiamato. In realtà io prima non ero così. Io prima ero felice, ero in un mondo dove non c’era brutto e bello, dove non c’era noia o divertimento, euforia o tristezza. C’era solo Felicità. Una e indissolubile, o come la chiamate voi, Amore. Quando un giorno mi hanno chiamato e mi hanno detto che dovevo scendere su questa terra, non hanno fatto solo questo. Mi hanno anche diviso. Io prima ero uno. Metà di me è nata su questo mondo col nome di Fabrizio, cioè quello che ora sta scrivendo queste righe. L’altra metà l’hanno messa in un corpo femminile ma non hanno detto a Fabrizio dove sia nato. Dio mi ha detto: “Esprimi un desiderio. Espresso. Ok ora puoi nascere.”
Il mio desiderio? Essere Felice, o, in altre parole, trovare l’altro pezzo di me dal quale mi hanno separato, per trovare questa Felicità, per trovare questo Amore.
Poi ho dimenticato tutto. La vita, la gente, la televisione, gli eventi, le tristezze, le gioie. La consapevolezza basata sui fatti che i desideri non si realizzano mai, o meglio, più sono grandi e molto più raro, quasi impossibile, sarà la loro realizzazione.
Io avevo un desiderio dentro, più forte di qualunque altra cosa. Questo desiderio non era di quelli considerati “rari”, bensì di quelli considerati “impossibili”. Ma qualcosa mi diceva dentro di me che la mia vita non sarebbe morta con quella speranza, che non stavo lottando per niente, che non stavo piangendo per un sogno irrealizzabile, anche se allo stesso tempo guardavo il mio passato, lo contrapponevo ai miei sogni e mi chiedevo come fossi così ingenuo e stupido per credere ai sogni. Allora scelsi. Io sono un sogno, io non esisto. Come vivere sapendo che i tuoi sogni non sono altro che lacrime nella polvere e non servono ad altro che a tenere in vita questo corpo fatto di speranze. Sogni intorno a me, sogni dentro me, un illusione gradissima nella mia testa ma stupenda nel cuore. La mia lei. Il mio amore.
E se io non esisto non esiste anche questa speranza con cui sono nato e che mi porto dentro. Ma questa esiste. Io Sono. Io vivo cercando e sognando, ma vivo. E se io vivo, deve vivere anche la mia speranza, deve vivere anche lei, il mio sogno. Giorni passati a pensare a lei, senza sapere nemmeno chi fosse, ad immaginarla, a sognarla. Ad amarla e piangerla nello stesso tempo, tanto era fugace la sua presenza e la sua figura. Un sogno. Lo descrivi nei minimi particolari creando un mondo tutto tuo. Ma sai che quello è solo un sogno, che non è possibile, che non ci devi sperare. Eppure la senti, la cerchi in mille persone, incrociando gli sguardi, parlando con le ragazze, ma non la trovi. Dopotutto è anche logicamente impossibile trovarla.
Flash. Sogno. Un altro mondo. Un altro tempo. Altre persone. Lei.. Chi sei? Io ti conosco. Eppure non ci siamo mai visti prima. So come sei dentro. Eppure non ci siamo mai parlati. Io ti voglio bene. Eppure non l’ho mai saputo. Io ti amo. Eppure tu ieri non eisistevi. Dove sono? Dove sei? Sei in me o sei reale? Sei me o sei davvero tu? Tu? Allora esisti allora ti posso trovare. Ma non so dove cercarti.. non so dove potresti essere. Ti prego aiutami. Fatti trovare. Non può finire così. Se sei veramente tu, non è finita così. Lo so, lo sento. Questo sogno non finisce ora che mi sveglio. Non questa volta.
Come la neve su una spiaggia tropicale baciata da un cielo stellato mi sei apparsa. Ti sei mostrata. L’assurdo mistero che ci ha fatto incontrare è quanto di più assurdamente logico potesse mai accadere. Sto sognando? Tu non puoi esistere veramente.. Tutto questo non può accadere. Non si realizzano i sogni. E chi sarei io per meritare una cosa del genere? Devo star sognando veramente. Parola dopo parola, giorno dopo giorno non vedo altro che coincidenze, non vedo altro che sogni. Non ti illudere Fabrizio. Questi non sono i tuoi sogni. I tuoi sogni avvengono di notte e finiscono al mattino. Non soffrire inutilmente, non ripetere gli errori. No, questo non sono io. Perché mi comporto così? Eppure è più forte di me, non voglio tornare a piangere il crollo dei miei castelli di illusioni. Non voglio.
Ma tu.. tu non puoi essere un frutto della mia immaginazione. So troppe cose di te. Tu sai troppe cose di me. Tu sei troppo me. Come fai? Io non ho mai visto sogni realizzarsi. Io non ti posso aver incontrata. Eppure dentro di me mi chiedo se davvero mi sbagliassi, se davvero tu sei lei, tu sei il mio sogno, quello per cui ho sofferto e pianto tanto, non ti posso perdere. Non posso rinunciare a lottare.
Sei entrata in me senza che io me ne accorgessi ed è forse questo quello che mi ha lasciato più stordito e più perplesso. Non è vero. La verità e che tu già c’eri. Tu ci sei sempre stata. E’ vero, non avevi un nome, ma il tuo nome non poteva essere diverso da <#########>. Ora so con certezza questo fatto, anche se non ti posso dire perché. Niente di incredibilmente stupendo nasce senza difficoltà, senza soffrire.
Se dovessi descriverti non saprei come cominciare. Il primo regalo che mi hai fatto appena conosciuti sono stati quei discorsi a parlare di noi stessi, delle nostre paure, delle nostre speranze, della nostra vita. In una parola, Verità. Mi hai raccontato te stessa e io ti ho raccontato me stesso. Quanto mi sono riconosciuto in te ancora tu non lo sai forse. E ironia del destino anche quando mi parlasti del tuo concetto di amore e di amare ero sicuro che ti saresti ricreduta. In qualche modo sapevo già che anche sul quel fronte un giorno le nostre considerazioni sarebbero coincise. E se c’era una cosa che speravo era che fossi stato proprio a farti cambiare idea.
Sei un angelo mandato su questa terra per donarmi un po’ di felicità. Per dirmi che l’amore vero può esistere. Che il mio sogno può esistere. Che tu puoi esistere.
I miei desideri, che prima consideravo solo vaneggiamenti di un pazzo, ti chiedono solo di amarmi, di voler essere mia e volere che io sia tuo. Unire i nostri destini e cominciare a camminare insieme. Tornare ad essere uno come prima di nascere su questo pianeta.
Troppe coincidenze per dire che la nostra storia è nomale. Troppe sofferenze per dire che tu non sei importante per me e viceversa. Troppi problemi superati per dire che la nostra storia non deve andare a finire bene. Troppe sensazioni per non dirti che mi sto innamorando di te.
Conterò i giorni. Conterò le ore. Conterò i minuti. Un attimo, un minuto, un ora sembra infinita senza te. Una cosa mi consola però. So che le lacrime che verserò da solo sul cuscino i prossimi giorni saranno le più belle della mia vita. Ogni sogno di averti accanto mi farà capire ancora una volta quanto sei importante per me. Ogni volta che rileggerò i tuoi messaggi ti sentirò vicina e mi sentirò felice di sapere quanto mi vuoi bene.
Con te nel cuore questa vita mi sembra diversa. Domani partirai. Un pezzo di me partirà. Lo rivoglio assolutamente, e non perché ci tenga, perché so che con lui tornerai anche tu.
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