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Ciao da Alessandro Lucino e benvenuto nel Sito dell'Ingegneria

SATELLITI SPIA
OCCHI SUL PIANETA

Satelliti spia e di avvistamento

L’uso dei satelliti per scopi militari venne ipotizzato dagli Americani e dai Sovietici ancor prima che nascesse l’astronautica. Non si rivela alcun segreto quando si afferma che gran parte dell’attività spaziale trovò un impulso notevole dalle necessità militari.


Ancora oggi l’uso dello spazio per questo fine avviene per mezzo di vari tipi di satelliti, classificati in base al lavoro che essi svolgono. Dato il loro obiettivo, i satelliti spia e quelli di avvistamento furono i primi a essere costruiti. Definiti con maggiore precisione "satelliti da ricognizione" i primi e "satelliti di preallarme" i secondi, il loro uso e la messa in orbita venne ipotizzata dagli Americani addirittura in tempi precedenti al lancio dello Sputnik, il primo satellite artificiale sovietico.

Il primo invio nello spazio tuttavia, avvenne il 28 febbraio 1959.

Il satellite di ricognizione si chiamava Discoverer 1 e partì dalla base di lancio di Vandenberg, raggiungendo la propria orbita tra i 163 e i 968 km d’altezza.

A questo lancio ne seguirono numerosi altri, all’interno di un primo programma che terminò il 27 febbraio 1962 con il 38 lancio.

Questi satelliti venivano portati in orbita da razzi di diverso tipo in rapporto al loro peso: si utilizzarono, infatti, vettori Thor, Atlas e Titan.

Il satellite Discoverer, in realtà, può essere definito più propriamente "razzo-satellite", in quanto si trattava di un cilindro lungo ben 6 metri e largo uno e mezzo, dotato di un razzo che gli permetteva di muoversi nello spazio su lunghe distanze.

Una volta portata a termine la missione di ricognizione, dal razzo-satellite chiamato Agena si staccava una capsula al cui interno vi erano stivate le fotografie riprese, la quale faceva ritorno a Terra.

Il 25 febbraio 1960 partì invece il primo satellite di preallarme, l’Agena-Midas, che avrebbe dovuto rilevare il lancio di missili nemici grazie a sensori all’infrarosso. Nonostante alcuni insuccessi, i satelliti Midas aprirono la strada agli IMEWS (Integrated Missile Early Satellite), più sofisticati, con i quali venne presto raggiunto lo scopo prefisso. Questi partirono da Cape Canaveral con razzi vettori Titan 3C. Tornando ai razzi-satelliti Agena, va ricordato che grazie ai più che soddisfacenti risultati anche per portare nello spazio altri tipi di carichi militari.

Tra essi non si può non menzionare il Midas, la cui sigla sta per Missile Defence Alarm System. Era un satellite pensato per scoprire in anticipo il lancio di missili nemici: fu inviato nello spazio il 31 gennaio 1961 e posto su di un orbita attorno ai 500 km d’altezza.

Un’importante passo avanti nel captare immagini della Terra dallo spazio venne fatto con i satelliti Samos a bordo dei quali uno scanner leggeva, per mezzo di un fascio di elettroni, le fotografie riprese e sviluppate a bordo del satellite. I dati venivano poi inviati a Terra, dove il segnale ricevuto era successivamente riconvertito in immagine.

Questa innovazione venne poi applicata alle sonde Lunar Orbiter, che realizzarono così le prime fotografie ravvicinate della Luna ottenute dalla NASA. I Sovietici non stavano a guardare: il loro primo satellite da ricognizione partì il 26 aprile 1962: era il Cosmos-4.

In realtà si trattava di una capsula simile alla Vostok, che aveva portato il primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin, modificata per riprendere immagini fotografiche e poter essere recuperata a Terra qualche giorno dopo con il prezioso materiale.

A partire dal 1966 i satelliti portarono a bordo macchine fotografiche in grado di riprendere la Terra con lunghezze d’onda diverse, così da ottenere immagini molto più dettagliate.

I Sovietici continuarono anch’essi l’opera di ricognizione terrestre, nel 1968 inviarono nello spazio un satellite Vostok al cui interno era collocata una cinepresa, che per la prima volta realizzò un film del nostro pianeta.

Un altro primato da questi raggiunto, riguardava la possibilità di manovrare la capsula in orbita tramite comandi inviati direttamente da Terra.

Il 15 giugno 1971 partì da Vandenberg il Big Bird-1 (USA) che, raggiungeva un’orbita compresa tra i 184 e i 300 km, diede il via ad una nuova generazione di satelliti spia. Il satellite, conosciuto anche come LASP (Piattaforma di Sorveglianza a Bassa Quota) era infatti grande più del doppio rispetto al suo predecessore e pote' rimanere in orbita per circa cinque mesi, esattamente cinque volte più a lungo rispetto ai precedenti satelliti. A questo nuovo "occhio-spaziale" venne richiesta la capacità di osservare normalmente oggetti grandi 50 cm, anche se talvolta si arrivò a distinguere corpi di soli 15 cm.

Satelliti che fanno ricorso a strumenti digitali per captare ed elaborare le immagini videro la loro nascita con la partenza dell’KH-11, che avvenne il 19 dicembre del 1976. Attualmente, i satelliti sono in grado di distinguere oggetti anche di pochi centimetri.

Con un’Executive Order’ del 25 febbraio 1995, firmato dal presidente degli Stati Uniti Clinton, migliaia di fotografie scattate negli ultimi decenni sono state svincolate dal segreto militare e rese note al pubblico.

Grazie alla loro precisione possono ora essere utilizzate dai ricercatori per studiare i cambiamenti del suolo verificatisi nell’arco di circa 40 anni.

Tra gli ultimi satelliti di preallarme lanciati nello spazio, l’MSX (Midcourse Space Experiment) offre il massimo delle prestazioni. Partito il 24 aprile 1996 con un razzo Delta II, il satellite è stato posto a un’altezza di circa 900 km e avrà una vita operativa calcolata attorno ai 4 anni. Con un telescopio all’infrarosso a bordo, il satellite sarà in grado di individuare eventuali missili nemici e darne immediato allarme. Questo satellite, tuttavia servirà anche per degli scopi scientifici, in quanto alcuni strumenti di bordo serviranno per lo studio dell’ozono, dell’anidride carbonica e delle caratteristiche generali dell’atmosfera. Dal canto loro i Sovietici negli anni Settanta sostituirono la Vostok con la navicella Sojuz, che, rispetto alla precedente, risultò essere molto più maneggevole.

Va sottolineato che da parte dell’Unione Sovietica un grande lavoro di ricognizione è stato portato avanti dalle stazioni spaziali, prima con le Saljut, poi con la Stazione MIR, un intensa attività, oggi continuata con la Russia.

Satelliti per la sorveglianza nucleare e per l’ascolto elettronico

In piena guerra fredda, tra il 1963 e il 1970, gli Americani inviarono nello spazio due generazioni di satelliti chiamati "Vela", con lo scopo di verificare il rispetto del trattato per la parziale messa al bando dei test nucleari. Questo trattato venne firmato dagli USA, dall’URSS e dalla Gran Bretagna nel 1963. Altri satelliti lanciati dagli Americani a partire dal 1972 sono i FERRET che hanno lo scopo di captare le comunicazioni radio tra i vari mezzi militari che si muovono sulla Terra.

Satelliti killer

Vengono così denominati i satelliti progettati per distruggere altri satelliti. Furono soprattutto i Sovietici a interessarsi a questo tipo di oggetti e iniziarono a sperimentarli dal 1967. Si trattava di satelliti che, una volta partiti da basi spaziali ben definite, raggiungono l’orbita terrestre e qui, dopo un paio di rivoluzioni attorno alla Terra, si avvicinano al satellite da distruggere ed esplodono, eliminando l’obiettivo. Gli Americani invece hanno sempre preferito sperimentare dei razzi che, portati ad alta quota da aerei F-15, vengono lanciati direttamente verso l’oggetto da eliminare. Quest’ultimo viene distrutto per il semplice impatto di una piccola testata presente all’interno dell’ogiva del missile.

Oltre alle grandi potenze, anche altre nazioni hanno inviato e inviano nello spazio dei satelliti spia, molti dei quali per usi sia militari che civili.

Militari e civili insieme per ridurre i costi
Per limitare i costi militari che negli anni Sessanta e Settanta avevano raggiunto cifre iperboliche, soprattutto nel campo spaziale, l’amministrazione Clinton da deciso di compiere dei passi i avanti nel far sì che alcuni satelliti militari possano avere usi anche di tipo civile, facendo così risparmiare ai contribuenti americani circa 300 milioni di dollari all’anno dal 1999. Attualmente, per esempio, vi sono quattro satelliti americani in orbita polare utilizzati per raccogliere informazioni di tipo metereologico, climatico e ambientale. In futuro sono previsti altri tre satelliti che potranno essere utilizzati sia dai civili che dai militari. Il primo dovrebbe essere lanciato nel 2006.

By

Dr Coco



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