Questa piccola fiaba nasce da un'idea delle nostre bimbe, rielaborata un po' da noi genitori per spiegare l'usanza di raccogliere le uova il Venerdý Santo, per poi dipingerle, portarle a benedire il Sabato ed infine mangiarle il giorno di Pasqua.

 

C'era una volta un coniglietto che voleva far felice la sua padroncina, perchŔ lei lo trattava sempre molto bene e preparava per lui le cose pi¨ buone da mangiare: carote appena colte, trifoglio freschissimo e lattuga verde:
Ma il coniglietto non sapeva come fare, perchŔ non aveva neanche un soldino e non poteva andare al negozio a comprare un regalo per la sua padroncina.
Intanto il tempo passava, stava arrivando la Pasqua ed il coniglietto ancora non sapeva cosa fare.
uovo di Pasqua Gli unici amici su cui poteva contare erano gli altri animali che vivevano con lui nel giardino della casa.
Chiese al cane se aveva qualcosa da dargli, ma il cane aveva solo un osso rosicchiato; chiese al gatto, ma quello poteva dargli solo un topolino ancora vivo, che aveva appena catturato; chiese alla lucertola che prendeva il sole sul muretto, ma lei aveva solo una collezione di insetti morti; chiese ai topolini, ma avevano solo pezzetti di formaggio rosicchiato che avevano rubato dalla dispensa.
Restava solo la gallina; allora il coniglietto and˛ da lei e le chiese se aveva qualcosa da regalare alla sua padroncina; la gallina gli regal˛ le uova che aveva fatto quel giorno (era il Venerdý Santo).
Il coniglietto le prese, ma cosý gli sembravano brutte; allora ebbe un'idea, and˛ in casa e prese i colori della sua padroncina, e con quei colori dipinse tutte le uova che la gallina gli aveva regalato; ci mise tre giorni (i coniglietti non sono molto bravi a disegnare!), ma alla fine furono bellissime.
E la mattina di Pasqua la sua padroncina trov˛ in cucina quelle bellissime uova colorate e fu contentissima.
E da quell'anno tutti i bambini il Venerdý Santo raccolgono le uova che le galline regalano loro e le colorano, per mangiarle poi il giorno di Pasqua!

 

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