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TRICARICO

GEOGRAFIA

Antica cittadina agricola e di servizi, sede vescovile, ricca di testimonianze archeologiche e storiche, nota per un centro storico tra i più importanti della Basilicata ed un notevole patrimonio d’arte e di cultura, Tricarico è un centro in provincia di Matera, sito a 698 metri di altitudine. Il suo agro comunale si estende per 176,9 km2.
Situato tra la provincia di Potenza e quella di Matera, il suo territorio si estende dalla valle del Basento a quella del Bradano. E’ punto di passaggio tra l’Appennino Lucano a Ovest e la zona collinare della Fossa Bradanica a Est.
Il territorio è ricco di boschi e di acque: il Basento e i torrenti Milo e Bilioso col suo affluente Cacarone, che confluiscono nel Bradano; i laghetti di San Marco e di Piani Sottani, realizzati dall’Ente della Riforma Agraria.

STORIA

Il territorio di Tricarico presenta notevoli tracce del passato attraverso reperti prestorici, i resti di due città lucane su Piano della Civita e su Serra del Cedro, ville romane e testimonianze barbariche.
La storia dell’attuale centro risale all’Alto Medioevo, allorquando fu cittadina longobarda, poi kastron dei Bizantini fino al 1048, anno in cui i Normanni la occuparono e la inclusero nel Ducato di Puglie e Calabria e Roberto il Guiscardo vi fece il suo ingresso nel 1080.
 Dal suo primo conte, Gosfrido, seguito da Ruggiero, poi da Giacomo Sanseverino, la città fu per secoli contea infeudata ai Sanseverino di Bisignano.
 Nel ‘600, dopo la breve successione feudale di Francesco Pignatelli duca di Bisaccia e barone di Tricarico (1605), di Alessandro Ferrero e di suo figlio Giovanni Francesco (1606-1631), Tricarico divenne feudo dei Revertera duchi della Salandra, fino alla soppressione della feudalità (sec. XIX).
La sua storia nei tempi contemporanei è contrassegnata dall’ operato di alcune figure, che molto hanno inciso negli anni del primo dopoguerra:
- il vescovo Raffaello delle Nocche, fondatore dell’Ordine delle Discepole di Gesù Eucaristico;
-  il sacerdote don Pancrazio Toscano creatore della Casa di Riposo "Pia Opera di S.Antonio";
-  Rocco Scotellaro, poeta di rilievo internazionale, meridionalista e protagonista della stagione delle lotte contadine, nonché primo sindaco di Tricarico dopo la Liberazione.
Va, inoltre, aggiunto che la cittadina è una delle più antiche sedi diocesane della Basilicata. Molti dei vescovi che si sono succeduti fin dal 968, personalità di spicco sul piano spirituale e culturale, hanno contribuito alla formazione del patrimonio artistico-architettonico della città e al prestigio del locale seminario diocesano, istituito a fine sec. XVI.
Ulteriore elemento significativo della storia di Tricarico è la lunga e variegata presenza di conventi soprattutto dell’Ordine francescano e carmelitano.

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CALCIANO

GEOGRAFIA

Il paese è situato a 425 metri sul livello del mare tra i boschi di Santa Domenica, Cognato e Serre, a poca distanza dal fiume Basento, nel punto in cui si allarga per formare un ampio letto ed ove è dislocato lo scalo ferroviario, a 3 km dal paese.
Lo svincolo per la statale 407 Basentana collega il paese con i due capoluoghi provinciali della regione.
Altre vie permettono l’accesso al Parco di Gallipoli-Cognato e delle Dolomiti lucane.
Calciano è un piccolo comune che conta 938 abitanti. Con i suoi 4800 ettari di agro, di cui una buona parte coperti da boschi e pascoli, si colloca nell’area del Medio Basento e della collina materana. Accentuato è il fenomeno migratorio.

STORIA

Calciano è menzionato in diversi documenti dell’XI secolo. L’antico paese sorgeva poco più in basso dell’attuale abitato, là dove oggi sono ancora visibili i ruderi della chiesa intitolata a “Santa Maria della Rocca” e i resti di fortificazioni, forse di un castello.
Durante il medioevo e l’età moderna Calciano fu feudo dei Sanseverino, conti di Tricarico e principi di Bisignano, successivamente dei Revertera, duchi della Salandra. Non è nota l’epoca del trasferimento del paese sull’attuale sito, la cui chiesa, intitolata a San Giovanni Battista, risale al XVI secolo. Nell’Ottocento era unita ai comuni di Garaguso ed Oliveto Lucano, anch’essi feudi di casa Salandra, distaccandosene nel 1878 ed acquistando autonomia comunale. Nel 1913 si separarono anche gli altri due comuni.
Testimonianze della storia più antica, dell’arte e della cultura sono le opere d’arte provenienti dalla chiesa di Santa Maria della Rocca ed oggi custodite nelle chiesa madre. Tra esse ricordiano affreschi del XV secolo, un prezioso polittico su tavola datato 1503, raffigurante la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e San Nicola di Bari, attribuito a Bartolomeo da Pistoia e una pregevole statua lignea della Madonna, datata al ‘300.

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