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VIAGGIO A PECHINO

 

Pechino modernaLa capitale della Repubblica Popolare Cinese (Beijing) è senza dubbio la maggior meta turistica e commerciale della Cina ma, una volta giuntovi, il viaggiatore occidentale rimane perplesso: la città non ha un centro vero e proprio, un centro "vecchio", un nucleo primitivo, se si eccettua la Città Proibita e Piazza Tiananmen. Grossi viali squadrati di recente costruzione stringono l'esuberante città in una morsa urbanistica moderna fatta di residenze popolari recenti ma che appaiono già fatiscenti.

Il traffico è lento ma caotico. Grazie al cielo si sono zittiti i colpi di clacson onnipresenti fino al 1982. Le maggiori arterie convogliano il traffico in tre corsie: sul marciapiede i pedoni, a fianco la pista ciclabile e al centro il traffico motorizzato, costituito principalmente da camion, autobus, taxi e poche macchine di rappresentanza.

Pechino è una delle tre municipalità direttamente dipendenti dal Governo Centrale (le altre due sono Tianjin e Shanghai). E’ praticamente un'isola amministrativa nella provincia dell'Hebei, con la quale confina a nord, ovest e sud, mentre a est condivide la frontiera amministrativa con la municipalità di Tianjin. Sui suoi 17.000 kmq vivono 9 milioni di abitanti (circa la metà in territorio urbano, l'altra nelle località rurali limitrofe).

Pechino modernaPer quanto riguarda il clima, Pechino è situata nell’appendice nord-occidentale della Grande Pianura settentrionale cinese, che le conferisce un clima continentale (punte di -15 gradi a gennaio e +38 in agosto) anche se la sua latitudine è quella di Napoli. Luglio e agosto costituiscono la stagione piovosa (40% delle precipitazioni annue). A nord una catena di bassi monti la divide dalla piana della Manciuria e contribuisce a frenare le tempeste di sabbia provenienti dal Deserto del Gobi; su questi monti corre la Grande Muraglia.

Pechino attraverso i secoli

Il luogo dove sorge Pechino ha ospitato l'uomo delle caverne 500.000 anni fa, ma sul sito della città odierna i più antichi manufatti ritrovati risalgono solo a 1000 anni a. C. La zona ha visto insediamenti umani di una certa importanza solo dal 500 a. C., quando vi si sviluppò un centro commerciale per lo scambio delle merci fra tribù dello Shandong e popolazioni mongole. Ospitò Ji, la capitale del regno Yan durante il periodo degli Stati Combattenti (476-221 a.C.) e fu poi teatro di continui combattimenti durante l'invasione dei mongoli khitani e degli Jurchin della Manciuria.

Nel 1215 fu incendiata da Gengis Khan e suo nipote Khubilai Khan la scelse come capitale nel 1279 e la chiamò Dadu, la Grande Capitale, nota a chi non ne faceva parte col nome di Khan-baluq, o la città del Khan. Khubilai Khan vi stabilì il suo centro di potere anche per rompere definitivamente con la tradizione sinizzatrice che accentrava i movimenti unitari intorno a Changan (oggi Xian nello Shaanxi), a Nanchino (Nanjing nello Jiangsu) e a Luoyang (Henan).

Alla caduta di Dadu a opera del generale Xuda, fedele ai Ming, la città viene ribattezzata Beiping, la Pace Settentrionale.

La Pechino monumentale di oggi nacque nel 1403, quando Yong-le (III imperatore Ming) vi portò la capitale dinastica che fu per 35 anni a Nanchino, chiamandola Beijing, la Capitale Settentríonale. Fece costruire dapprima la Città Proibita (il Palazzo Imperiale, 1407-1420), che cinse di alte mura; poi, intorno a questa, la Città Imperiale, dove risiedeva la corte, e oltre le mura della seconda città una terza città per la popolazione. In epoca Qing (1644 -1911) i Cinesi vennero scacciati dalla città (allora esterna) per motivi di sicurezza; al loro posto vi si stabilirono i Manciù invasori, che la chiamarono Città Tartara (o Città Interna), isolandola, con una terza cinta di mura, dalla Città Esterna, dove vivevano i Cinesi costretti a portare il "codino" pena la decapitazione.

Sotto i Qing, Beijing si allargò, arricchendosi di templi, pagode e palazzi, ma, a partire dalla metà del XIX secolo, divenne teatro di violenze: la rivolta Taiping, lo strapotere della reggente Cixi, gli interventi anglo-francesi del 1860, la rivolta dei Boxer del 1900, l'invasione nipponica del 1937, le tensioni originate dal Kuomintang e dai Signori della Guerra, la presidenza di Yuan Shikai e infine la Liberazione della città nel 1949, con la conseguente proclamazione della Repubblica Popolare Cinese da parte di Mao Zedong in Piazza Tiananmen, davanti una folla di mezzo milione di persone.

Dopo la Liberazione l'urbanistica di Pechino venne ridisegnata. La zona della Città Proibita continuò a ospitare l'amministrazione nazionale; all'intemo delle mura cittadine restava il divieto per le alte costruzioni e tra il 1950 e il 1952 vennero abbattute le mura esterne per far spazio a una serie di viali a quattro corsie, che avrebbero permesso la circonvallazione della città.

Piazza Tiananmen venne estesa a 40 ettari e intorno furono costruiti mastodontici ma pur eleganti palazzi comunitari, mentre la città andava riempiendosi di industrie tessili, siderurgiche, petrolchimiche e meccaniche. Nel 1969 iniziarono gli scavi di 270 km di gallerie per ospitare una funzionale rete metropolitana, che serve anche da rifugio antiatomico, mentre in periferia, oltre i palazzoni costruiti in stile sovietico, sorsero comuni agricole per provvedere a nutrire la popolazione che continuava ad aumentare. Oggi le comuni non esistono più, la terra è stata ridistribuita ai contadini. Sulle tavole pechinesi giungono maggiori varietà di prodotti agricoli, ma i prezzi salgono giornalmente nei mercati.

Pechino oggi

Pechino modernaNel 1982 il Comitato Centrale del PCC adottò un nuovo piano urbanistico, che prevedeva l'allargamento delle maggiori arterie e la costruzione di quartieri popolari in periferia, con l'edificazione di 12,5 milioni di mq di abitazioni.

Sotto i sette piani non è previsto l'ascensore; nelle case più alte, gli ascensori si fermano solo ai piani dispari (in Cina il pianterreno è detto "primo piano"). Oggi si sta studiando un sistema che possa permettere ai locatari di possedere la propria casa, e ciò per coinvolgere la popolazione cittadina nel programma di manutenzione dei quartieri abitativi. Un primo esperimento è stato effettuato con la vendita a commercianti, da poco arricchitisi, degli alloggi progettati e costruiti per gli atleti che partecipavano ai Giochi Asiatici del 1990, ma per il momento, come regola generale, l'abitazione dipende ancora dall'unità di lavoro.

Una massiccia campagna di rimboschimento è in atto e prevede l'attrezzatura a parco del 50% della zona urbana per questioni ambientabstiche e climatologiche, oltre che per frenare le sabbie del deserto del Gobi che vi giungono quando soffia il vento da nord-ovest.

Tra il 1981 e il 1983 sono nate a Pechino 51 nuove istituzioni per l'insegnamento superiore e scuole per 100 mila studenti; 189 istituti di ricerca hanno accolto 13.600 ricercatori. Sono stati aperti 107 mercati liberi, dove contadini e artigiani vendono a prezzo di mercato i loro prodotti nel tentativo di frenare l'incalzante disoccupazione e di promuovere la libera iniziativa.

Il testo di queste pagine è tratto dalla guida di Sylvio Fresco, Cina: Tibet e Hong Kong, Milano, ©Shendene e associati, 1997, pubblicato da Moizzi in collaborazione con Associazione Italia-Cina


Per i soci che volessero visitare più approfonditamente visitare Pechino, l'Associazione Italia-Cina mette a disposizione il proprio Ufficio Viaggi consigliando itinerari e visite studiati sugli interessi culturali personali o di piccoli gruppi.

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