LEGGI AMBIENTALI

 
PRIMI ANNI NOVANTA

-L. 142/1990 e t.u. 267/2000 sul ruolo svolto dalle autonomie locali. Tali leggi, insieme alla riforma Bassanini e al d.lgs. 112/1998, tracciano il quadro delle competenze ambientali in campo locale:

1.                 la regione esercita il potere legislativo, di programmazione e di coordinamento delle funzioni amministrative;

2.                 la provincia si occupa delle “compatibilità ambientali” delle città medio-grandi, della difesa del suolo e della prevenzione delle calamità, della pianificazione urbanistica e territoriale (diventa l’ente ambientale);

3.                 i comuni attuano provvedimenti specifici;

-L. 394/1991 (legge quadro sulle aree protette) sulla gestione di specifiche aree naturali (parchi nazionali, riserve statali, riserve regionali e altre aree protette istituite con provvedimento regionale) da parte di Enti parco e di appositi organi;

-L. 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica;

-L. 97/1994 (“legge sulla montagna”) sulla salvaguardia e la valorizzazione delle zone montane e potenziamento del ruolo delle comunità montane. È stato anche istituito il fondo nazionale per la montagna, costituito con fondi comunitari e nazionali;

-L. 61/1994, istituzione dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (Anpa), con compiti di informazione a mezzo di incontri a vari livelli e pubblicazioni a carattere divulgativo.

A CAVALLO TRA I DUE SECOLI

-         D.lgs. 351/1999,di attuazione della dir. 1996/62/Cee, sull'inquinamento atmosferico: i comuni delle grandi realtà urbane sono obbligati a rilevare la qualità dell'aria e a prendere misure concrete per la riduzione delle emissioni. Ai sensi del d.lgs. 112/1998, regioni ed enti locali vengono coinvolti per le competenze a essi spettanti;

-         L. 65/1994, ratifica della convenzione di Kyoto;

-         L. 447/1995 e d.lgs. 112/1998 sull'inquinamento acustico: vengono coinvolti, per la loro competenza, regioni ed enti locali;

-         D.lgs. 152/1999, modificato e integrato dal d.lgs. 258/2000 sulla gestione delle risorse idriche: viene introdotta una nuova regolamentazione che stabilisce gli obbiettivi della tutela della qualità e dell'equilibrio quantitativo dell'acqua da realizzare, sempre in base al d.lgs. 112/1998, con la partecipazione di regioni ed enti locali. In questa direzione si era già mossa la L. 36/1994 ("legge Galli");

-         D.lgs. 22/1997 sulla gestione dei rifiuti, in attuazione della dir. 1991/156/Cee e della priorità alla prevenzione, quindi al recupero al riciclaggio e infine allo smaltimento; vengono inoltre istituiti il catasto dei rifiuti presso l'Anpa e l'osservatorio nazionale dei rifiuti;

-         L. 426/1998 che introduce il concetto di <<sistema territoriale>>, inteso come struttura ambientale complesso formata da parti ed elementi concorrenti a formare un tutto unico maggiore delle singole parti. Questa legge ha anche concesso al ministero dell'ambiente risorse finanziarie grazie alle quali sono state realizzate varie iniziative: tra queste ricordiamo quella sulla sostenibilità locale attuate dalle agende 21 locali;

-         D.lgs. 490/1999, testo unico sui beni culturali e ambientali: sostituisce la L. 1089/1939, la L. 1497/1939, e la L. 435/1985. Restano i piani territoriali paesistici a valenza paesistica e ambientale;

-         L. 349/1986, in attuazione della dir. 1985/ 337/Cee, introduce la Valutazione d'impatto ambientale (Via). Per le difficoltà incontrate si è però reso necessario un nuovo intervento comunitario introdotto dalla dir. 1997/11/Cee. In Italia siamo tuttora in attesa di una legge quadro chiarificatrice e risolutoria. Nel frattempo a livello europeo si parla di Valutazione ambientale strategica (Vas) che fa risalire il momento della valutazione sull’ambiente alla fase preliminare della programmazione del settore. La Vas è stata recentemente introdotta dalla dir. 2001/42/Cee;

-         L. 109/1994 (“legge Merloni”) sulle riforme dei lavori pubblici: questa legge affronta i problemi della compatibilità ambientale delle opere pubbliche attraverso 3 fasi progettuali e introduce lo “studio di fattibilità ambientale” dell’opera da realizzare;

-         D.lgs. 112/1998, che istituisce lo sportello unico per le attività produttive: su applicazione alle procedure ambientali (Via attivazione progetti per la montagna).

PROBLEMATICHE APERTE SUL NUOVO MILLENNIO

La Relazione sullo stato dell’ambiente dell’anno 2001 segnala che sono ancora in corso di attuazione:

-         L. 183/1989 sulla difesa del suolo, per difficoltà e ritardi nella costituzione delle autorità di bacino e delle loro strutture tecniche;

-         L. 979/1982 sulla difesa del mare e delle coste, a causa delle numerose attività inquinanti che hanno luogo nei mari;

-         L. 394/1991, legge quadro sulle aree protette, per ritardi nell’adeguamento delle aree protette alle indicazioni in essa contenute, dovuti a inefficienze regionali e interessi contrari ancora persistenti (attività venatoria).

LE NORMATIVE PIÙ RECENTI

-         Art. 117 Costituzione: secondo comma lettera “s”, terzo comma.

-         L. 24/12/2003: conversione in legge con modificazioni del decreto legge 14/11/2003 numero 314 recanti disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi.

-         D.lgs. 16/1/2004: nuovo codice dei beni culturali e paesaggistici.
 

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