LE VOSTRE POESIE
Questa rubrica ospita poesie non scritte da me, chiunque volesse vedere qui le sue opere può mandarmi i suoi versi via e-mail. I migliori saranno pubblicati.
Le poesie che trovate qui sotto sono di tre giovani e promettenti autori, Luana Fonseca, Marcello Maiano e Novembar . Mi hanno subito colpito i loro stili, così diversi ma ugualmente efficaci nel suscitare emozioni ed è un vero piacere per me poterli ospitare in questo spazio. Buona lettura!
Poesie di Luana Fonseca
"Scrittori si nasce? Me lo sono sempre chiesta sino al momento in cui ho sentito l'urgenza improrogabile di incidere sulla carta il flusso delle mie emozioni.
Scrivo sedotta dalla voce di una sirena che mi guida verso l'isola degli scrittori.
Non cerco niente, trovo, con facilità assoluta, il significante più idoneo per i miei pensieri.
Dimentico nell'attimo dell'espressione che tutto ciò che si riversa sul foglio bianco ha un carattere effimero, come le sensazioni da cui scaturisce.
Allora perché scrivo?
Perché ho spazi da riempire e il rumore assordante del battito del cuore da registrare.
Per abbattere ogni ostacolo tra la mente e ciò che provo in fondo.
Per conservare l'impronta dei miei desideri anche quando li avrò realizzati tutti, e per sciogliere nell'euforia della "seduzione letteraria", gli ultimi cubetti
d'incertezza."
Stanotte ho coccinelle nella testa che sbeffeggiano.
Dovrei cedere alla tentazione della brioche calda, del lenzuolo con l'orlo merlettato
Rinchiudermi
Non resistere più
Negli anfratti del cielo mi addormenterei
Tra castelli di fumo e cristalli luminescenze
Nodi recisi
Le indecisioni
Urgono soluzioni
Un villaggio assopito sulle trasparenze
sorrisi mescolati a vivande e drappeggi.
La mia poesia è un canto che nasce dove muore.
Aria che si consuma respirando.
L'isola degli scrittori comincia ad affollarsi
Dove mi nasconderò?
Troppe parole stringono il mio cuore in una morsa e non posso
Pretendere l'assoluto
Rendermi schiava e tornare libera
Perdermi tra le oscillazioni dei pensieri
E rincorrermi
Sono nuda e silente
Sirena stonata
Viva catturata
tra salsedine e tramonti
Note guizzanti
All'alba dell'estate troverò.
Ho dimenticato il tuo nome
E ora cerco un pretesto banale per assecondarti
Per attaccare bottone
Tra le mille pretese e gli schiaffi
Del palcoscenico
Mi slaccio dalle convenzioni
Urto sfacciatamente contro
Ogni tua preclusione
Sei un singhiozzo farcito di buoni propositi
Di generose intenzioni
Ripudio questa melanconica attesa dell'amplesso finale
Ripudio la costanza con cui asserisci
E ipotizzi
E m'incastri puntualmente
Tra le braccia delle tue priorità assolute.
Pavoni, sfingi e farfalle
Ecco cosa siamo
Ecco cosa siamo
Catapultati a metà tra il blu e le tenebre
Tra le rabbie stratosferiche di generiche indifferenze
Inutili girini di miasma e glutine
Perifrasi ormonali che nascondono plessi, sudari.
Venerea
Accatasti relazioni
E fiumi di sperma
Sensazioni libere
dall'intromissione occulta della pudicizia
e del terrore
oltraggio al pudore.
I miei ricci
Veri
Posticci
Sono cubi
Solidi
Parallelepipedi e quadrati
Arabeschi fatati
asteroidi
Salati
Ribelli
Dolci
Arrotolati
La mia maschera di avvenenza.
Marina
Bevve l'aurora
Sorrise
Attaccò un quadro simbolico alla parete
Ed il muro dell'incredulità
Cadde per sempre.
Aurora
Brindò a Marina
Schiacciò l'alba sotto i piedi della diffidenza
Sogghignò
Collerica
Si spogliò e gettò i vestiti sullo specchio
Grande
In salotto.
Sulla nuvola
Sto.
Poesie di Marcello Maiano
Daybreak Burn
Astrale catino,
madre di perla
è quel del mattino.
Lumeggia,
riverso.
Crogiolo di sogni
rigetti,
come stelle alla luce.
Unknown odyssey
Se solo potessi.
Avendo per mani
cetra strumento
d'argenteo carpace,
trovar melodia
dolcisonante,
che riesca a'rrivare.
Dove parole
stentan a parlare.
Dove a Calypso,
mai più è dato amare.
The dark side of the light
Si,
d'accordo.
Mi sbagliavo.
Guardando in un solstizio
come a un deterrente.
Quand'ero ancor fanciullo,
temevo che luce
trattasse malamente
i miei stupidi pensieri.
Or ch'è 'l giorno che m'accende
e di notte più si parla,
ritratto repentino
l'aforisma del bambino.
Rage against the weak
Qual potrebbe,
d'un ostracizzato
spaventapasseri invecchiato,
riflessione esser?
Per ore simbolo
a guardia stabile,
sentinella di servizio
tra campi dei monti
al sole di buio,
solo e tempesta.
Gradevole alla vista,
rosato tramonto
accompagna
il pasto di stoffa.
La vendetta lacerante
su quell'unica vedetta,
di corvi affamati,
piomba.
Triste destino,
porta risposta
e chiude poesia.
Nightglow
Un sorriso
quale
gialla ciglia di luna è,
lento si quieta
tra perlacee
lenzuola di nubi.
Le ore volgono
ad una pallida insonnia.
Strano giorno
l'indomani riporta,
la gioia
che
ingiusta la notte,
ha offeso il tuo cuore.
Are you still?
Di rado
tutto riluce
d'un insolito
puro bagliore. bagliore.
Giacché,
per chissà qual movente,
capto ad errore
la millenaria tua traiettoria
orbitare.
Stellata marea,
stagnante compagna
di passionale ipogeo,
cedi ora
salina freschezza,
all'aride trame
del mio visorchidea.
Poesie di Novembar
Aroma orientale
Fluttua verso l'alto,
in onde,
filtrando la luce,
ti induce alla calma.
Aleggia nell'aria,
si fa trasportare da essa,
portando il suo aroma,
la sua esalazione,
che porta all'illusione,
col sapore della transizione,
di un momento di riflessione.
Lapide
Un lieve strato di neve,
manto amaranto al tramonto,
cela la lapide.
Il silenzio giace
traforato da una voce,
come cuspide, feroce:
il sibilo del vento
forbisce i metallici grafemi
dell'epitaffio che, come graffio
nelle carni, profetizzano
il nostro futuro vano.
Sogno
Via di fuga, fugace illusione,
frutto d'un pensiero sornione,
d'una fuggevole estraniazione,
diserta il quotidiano
per frugare nel vano dell'irreale.
Ribalta la realtà,
realizzandosi in intrecci intrinseci,
microcosmi psichici.
Per alcuni surreale distorsione
di un reale spasmo del passato,
per altri magia di un mondo fatato.
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