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Venerdì 31/1/2003

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IOPPOLO

Ieri delegazione di Rifondazione comunista ha incontrato il viceprefetto Panzera
La storia infinita delle cartelle pazze

VIBO VALENTIA – Altro che telenovela! A Joppolo la storia dei tributi “impazziti” farebbe impallidire qualsiasi trama. Una storia infinita, che va avanti dal '96 scandita da un valzer di cartelle e notifiche di mora, di allegri importi per l'Ici conteggiati anche su abitazioni inesistenti, di contatori per l'acqua – ora leggibili ora no – che risultano intestati a più persone. Una vicenda diventata ormai un chiodo fisso per Rifondazione comunista che da anni cerca di sollevare il problema e di sensibilizzare gli organi dello Stato su quanto accade a Joppolo. Finora però, le lettere inviate dal segretario locale di Rifondazione, nonché ex sindaco, Sisto Vecchio, da quello provinciale Matteo Malerba e da quello regionale Dino Comodari, non hanno smosso più di tanto le acque. Ieri, la problematica è stata affrontata ancora una volta in Prefettura. All'incontro, presieduto dal viceprefetto Vittorio Panzera, ha preso parte la delegazione di Prc, nonché il sindaco della cittadina Libero Vecchio, con il segretario comunale e un tecnico comunale. Anche in questo caso si è cercato di definire la questione o quanto meno «mettere finalmente dei precisi paletti» ma gli esponenti di Rifondazione non sono apparsi molto convinti. Da troppi anni la storia va avanti «e a pagarne le spese – rimarca Sisto Vecchio – sono perlopiù gli anziani, le persone più deboli». Davanti a Comodari e Malerba l'ex sindaco tira fuori i cedolini di bollette pagate, esibisce le more che a queste sono seguite e si chiede: «Ma i soldi per i tributi pagati, considerato che ancora il Comune dice di non conoscere l'importo, che fine hanno fatto?». Una domanda che si pongono anche Malerba e Comodari anche perché di solleciti ne sono stati fatti parecchi (oltre 18 mila). «Molta gente (ne abbiamo le prove) ha pagato bolletta e mora. Non mettiamo in dubbio che ci possa essere stato un errore – commenta ancora Sisto Vecchio – ma è il perdurare che ci preoccupa. Qui è diventato un metodo e le ultime bollette, tanto per fare un esempio, non riportano neppure il numero del contatore». E allora per tagliare una buona volta per tutte la testa al toro il copioso fascicolo, comprese le segnalazioni alla Gdf e alla Procura, è stato portato all'attenzione del parlamentare di Prc Niki Vendola, mentre al consigliere regionale Damiano Guagliardi (neo vice presidente della Commissione regionale antimafia) è stato chiesto di disporre un'audizione con gli attuali amministratori di Joppolo. «È ora di finirla – sottolinea Comodari – non s'è mai visto, ma a Joppolo sì, che una legge si applichi in modo retroattivo. L'aumento del 5 per cento sugli immobili e del 25 sui terreni è stato stabilito nel '97. Qui però si è applicato anche per il '95 ed il '96». E strano è pure lo “sconto” di oltre il 50 per cento che si operato negli anni e dietro proteste sull'iniziale importo appioppato a un contribuente (oltre 4 milioni) che risultava proprietario di 11 appartamenti, nonostante di abitazioni ne avesse solo 2. «Questo è solo uno dei tanti casi da noi denunciati – conclude Sisto Vecchio – . Un esempio di quanto avviene nella libera repubblica di Joppolo e in una provincia, dove lo stato di diritto non esiste proprio». (m.c.)

(venerdì 31 gennaio 2003)

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