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:: Wednesday, January 16, 2002 ::
21:21 Sto finendo di costruire l'impalcatura sulla quale si reggerà quel grosso palazzone che risponde al nome di "Pitch Fever", nella speranza che già alla prima riunione di condomino la gente non si comporti come il vicinato di fantozziana memoria che devastò la piccola casetta del ragionier Ugo, e quindi ho poco tempo per scrivere post intelligenti come vorrei, e se per una volta me la sono cavata con frasettine generiche, ho come la sensazione che il lettore tipo non mi perdonerebbe una seconda "uscita a vuoto", e di conseguenza mi autolimito. Comunque il palazzone viene su bene bene, per essere un lavoretto da hobby nei ritagli di tempo, e anche la maggioranza dei posti è stata assegnata a persone che dovrebbero garantire quel livello medio-alto di qualità che mi ero dato come obiettivo fin dall'inizio del progetto. Ci saranno anche due grandi novità come co-posters, ma sulle loro abilità garantisco io, e ciò ci permetterà di annoverare anche la C1 fra i campionati "sotto la lente dell'obiettivo", con il sogno di avere prima o poi anche un coposter in trasferta permanente che ci racconti un campionato dell'Arsenal. Se conoscete qualcuno che abita permanentemente all'estero nella città di una qualche grande squadra calcistica, mandatemi una mail ed io farò il possibile. Sto guardandomi alla televisione Lazio-Milan (1-1 al momento), tanto per concludere questo post da mercoledì di coppa dove l'unica alternativa possibile è "Il ragazzo di campagna" su Rete 4, con Renato Pozzetto.
:: Klaproth ::
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:: Tuesday, January 15, 2002 ::
00:20 Stasera sono particolarmente stanco e non ho voglia di scrivere le solite quattro cazzate buttate giù all'ultimo momento cercando qualche sito strano sulla rete su cui poi arzigogolare per un sufficiente numero di parole da far sembrare che abbia scritto qualcosa ed invece non c'è nulla, seguendo la teoria che se all'inizio del discorso sostengo un opinione e porto a sua difesa un numero abbastanza elevato di esempi che la suffragano, poi abilmente attraverso un controesempio sostengo la tesi opposta, e la difendo con una frase molto simbolica, meglio se una citazione o un motto ecclesiastico, la gente che legge entrambe ha l'impressione di avere partecipato ad un ricco banchetto ideologico e torna a casa con il cervello pieno mentre in realtà non ha consumato nulla se non idee rifritte. C'è addirittura un racconto di P.K. Dick ("In The Mold of Yancy" , e lo trovate nel terzo volume de "Le presenze invisibili" edito dalla Mondadori, e chissà che prima di morire non riesca a leggermi il quarto...) che descrive un intero pianeta la cui volontà è stata a poco a poco soggiogata in questa maniera da una ristretta oligarchia di persone che comanda una massa di inermi privi di volontà. Sociologia che ritorna in ogni singolo attimo della mia vita, dal momento che inevitabilmente gestendo un weblog si hanno molti contatti con persone che conosco poco e che mi conoscono poco, e per fraintendere una risposta ed iniziare una guerra è un attimo. Una specie di leggenda urbana vuole che la Seconda Guerra Mondiale sia cominciata per una storia di pali del telefono non pagati dalla Polonia alla Germania; se fosse vero, dovremmo ammettere che sono bastati pochi pezzi di legno a causare la morte di milioni di persone, il che non mi sembra di buon auspicio vista la recente situazione mondiale ed il debito irripagabile che molte nazioni hanno contratto nei confronti di poche. Sinceramente spero che la notte, oltre ad un buon sonno, mi porti consiglio.
:: Klaproth ::
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:: Sunday, January 13, 2002 ::
03:32 Ci sono momenti nella vita che rimani bloccato davanti ad un piccolo capolavoro, perchè il tuo cervello non riesce a sopportare una sequenza di stimoli così vicina e contemporaneamente così intrisa di significato, e siccome sembra che questa fobia per primo la provasse Stendhal, che rischiò il collasso davanti agli Uffizi a Firenze, hanno finito per chiamarla Sindrome di Stendhal. Ora, vivendo in un paese dove la maggioranza delle persone probabilmente la sperimenta davanti al televisore ogni domenica guardando "Buona Domenica", io mi ero sempre ritenuto immune da questo tipo di debolezza, confortato dal fatto che a parte un'occasione non mi era mai capitato di essere soverchiato dall'opera d'arte che avevo di fronte. Oggi invece ci sono andato vicino con l'ultimo video di Elisa. Elisa è una cantante che se invece di essere nata a Monfalcone avesse visto i natali negli U.S.A. ce la imporrebbero tutte le mattine a scuola al posto della campanella, e che come tutti i friulani ha la testa dura, e continua a portare avanti un piccolo discorso di musica anglicizzante in un paese dove purtroppo se non sei bello o Gigi D'alessio sei fregato. Vinto inspiegabilmente lo scorso Sanremo, a distanza di quasi un anno la signorina si ripresenta con un album splendido, e dimostra un gusto non indifferente nella scelta dei collaboratori. Prima Howie B. come produttore, ora per il video del primo singolo "Heaven Out Of Hell" ha scelto Alessandro D'Alatri come regista (che ne ha approfittato per fare trailer per il suo prossimo film con Stefania Rocca e Fabio Volo) e la coppia Fusar Poli-Margaglio come co-interpreti nella veste di pattinatori su ghiaccio, che è quello che fanno nella vita e sembra che lo facciano bene, dal momento che sono i campioni mondiali in carica e che hanno vinto un gigaglione di premi vari. Guardatevi il video, e poi mi sapete dire.
:: Klaproth ::
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:: Friday, January 11, 2002 ::
22:25 Le coincidenze continuano a comandare, nella mia vita come in quella di tutti gi altri, ma quella che mi sono accorto esistere stasera è veramente, ma veramente curiosa. Oggi sono 4 mesi dall'attacco alle torri gemelle, che alla fine abbiamo scoperto ha causato circa 3500 morti che non c'entravano nulla e che quel giorno erano solo al lavoro, a colazione, a spasso per uno dei luoghi di maggiore interesse turistico di una città come New York che solo recentemente aveva ricominciato a vivere. La coltellata è stata terribile, e tanto più terribile perchè rapida e diretta al cuore, non ha permesso scambi diplomatici o proclami e minacce, ma ha subito voluto sengue. In quest'ottica comprendo la decisione da parte della censura americana di proibire la visione del film "La stanza del figlio" ai ragazzi (?) sotto i 17 anni. Il (bellissimo, ormai possiamo dirlo, vero?) film di Moretti ci ricorda una delle cose più terribili della nostra esistenza, ovvero che la morte può tenderci la mano in ogni momento della nostra vita concludendo in un colpo solo tutte le partite che abbiamo incominciato, e che a maggior ragione quanto più giovani siamo, tanto più grosso è il rimpianto per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. E se poi invece che una tragica fatalità è il preciso piano di qualcuno le cui strutture di ragionamento sfuggono alla nostra comprensione, la difficoltà ad accettare tutto questo aumenta esponenzialmente. Pur in completo disaccordo con questa formula di "censura protettiva", comprendo l'atto di profondo rispetto verso tutte quelle persone che dall' 11 settembre devono considerare la perdita di un loro caro come una variazione imprevista nei loro programmi futuri. O almeno spero che questa sia la motivazione dietro la scelta, e fossi Michele Serra ci avrei pensato molto prima di scrivere cazzate come:
Nel cinema americano si muore in massa, a raffica, e si muore atrocemente, specie in quei popolarissimi e divertentissimi filmoni catastrofisti che solo l'attentato alle Twin Towers ha (momentaneamente) oscurato. Ma un film in cui qualcuno muore "veramente", muore come capita di morire fuori dai cinema, nonostante il cinema, disobbedendo al cinema, beh, un film così è inevitabilmente sospettabile di poter impressionare i minorenni. Forse sarebbe bastato che Moretti avesse scelto di raccontare l'immersione fatale del ragazzo filmandola, mostrandola, inquadrando in primo piano gli occhi strabuzzati, l'asfissia disperata, infine il cadavere inerte che risale tra le bolle (e qualche squalo, magari). Allora sì che avrebbe fatto "cinema per famiglie". perchè la morte non è qualcuno con cui si può scherzare così a piede leggero. Sono anche passati 24 mesi dalla morte di Fabrizio De Andrè. So perfettamente che altre persone ci sono arrivate prima, e per questo le ringrazio, perchè posso Foscolianamente dire che finchè il ricordo di Fabrizio sarà vivo nella memoria di uno di noi, lui sarà vivo con noi, e più siamo a ricordare la sua lezione e meglio è.
Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni. - Fabrizio De Andrè
:: Klaproth ::
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00:04 Dalla conclusione un po' criptica ed un po' amara del post di ieri sera mi è rimasta addosso oggi una cappa di malinconia, che tenterò di fugare parlando un po' di una storia che forse molti non sanno. Qui oggi abbiamo discusso di ricchezza, ieri avevo ricordato un calciatore, Andrea Fortunato, che se ne è andato un po' di annetti fa perchè in nome dello spettacolo pochi si accorsero che non giocava male perchè si sentiva arrivato, ma perchè sapeva di avere la leucemia, e che gli sarebbe rimasto poco tempo per continuare a correre sui prati. Quando morì, al suo funerale l'allora capitano della Juventus Gianluca Vialli disse che il paradiso non è niente di più di quello che desideriamo con il cuore, e che augurava ad Andrea di essere su un campo da pallone infinito a correre avanti ed indietro con un pallone. Prese una barcata di critiche che lo accusavano di essere un tipo superficiale, quando in realtà è stato probabilmente il più lucido di fronte ad una tragedia senza limiti. Ma la persona di cui volevo parlare nel mio post è un'altra, e risponde al nome di Gigi Meroni. Personaggio un po' strano, che non ho mai visto ma che immagino come se non si fosse mai fermato di correre e dribblare, e dipingere, e amare Cristiana, vestendosi o travestendosi a seconda degli umori passeggeri, che però non erano stravaganze, ma un bisogno di uscire dal sistema pallonaro mediocrissimo, come si usava coi calciatori buoni solo a prendere a pedate un pallone. Gli si accendevano in testa certe idee e doveva comunicarle; aveva voglia di viversi addosso senza sprecare nulla della libertà incredibile di essere improvvisamente ricco e fortunato e felice e indemoniato e allegro e, subito dopo, povero e sfortunato e infelice e disperato. Come nelle liti con la sua ragazza, o quando lo prendeva il tedio comune a tutti gli artisti veri, perché Gigi Meroni è stato un artista, un grande artista. Proprio perché calciatore lo fu di più, nel segreto del suo cuore che era abitato da un'indole zingaresca che si quietava come quella di un bimbo alle piccole gioie, non amò molto la gente del calcio che lo circondava, forse non capì perfettamente o non fu capito da tecnici, dirigenti, allenatori, molti dei quali lo ritennero un po' troppo strampalato perché in estate a Viareggio conduceva per mano un grande tacchino vestito come una nobildonna, perché gli andava di acconciarsi diverso dai compagni e per prima cosa non scorciava i suoi capelli nerissimi e non abbassava mai gli occhi per primo, sembrava volerti guardare in fondo all'animaccia. La persona che guidava la macchina che lo uccise, trent'anni fa, era l'allora diciannovenne Tilli Romero, oggi presidente del Torino e vatti a fidare di uno così, che forse ha voluto vendicarsi perchè il pilota dell'aereo che riportando indietro il Grande Torino incocciò contro la collina di Superga provocando la fine di un'epoca, e non solo calcistica, si chiamava Meroni anche lui. La storia di Gigi Meroni la leggete nel link, e poi non è che stasera io abbia voglia di sprecare troppe parole, ho un groppo in gola strano dall'inizio della giornata e mi sa che me lo porto a letto, quindi vado subito al sodo. C'è una canzone bellissima degli Yo Yo Mundi che si intitola "Chi si ricorda di Gigi Meroni?", e tutto questo post è solo perchè l'ho ascoltata e mi ha ricordato qualcosa. E non ho parlato di solo calcio.
- Non immaginavo quanto può essere meravigliosa una semplice passeggiata - Andrea Fortunato.
:: Klaproth ::
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:: Wednesday, January 09, 2002 ::
23:07 Stasera ho immaginato di essere un astronauta e di guardare il mondo da lontano. I sei morti a Gerusalemme perchè non erano in guerra, l'aereo precipitato in Pakistan perchè erano in guerra, Berlusconi che occupa il ministero degli esteri e forse era meglio la guerra. Stiamo esagerando, non so in cosa ma stiamo esagerando. Ho letto un articolo su Linus da parte di un economista di nome Giulietto Chiesa che sostiene che sono almeno trent'anni che stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità, e peggio di noi gli americani. Ma d'altra parte, diceva, se crollasse l'economia americana subito dopo crollerebbe quella dei paesi asiatici dove vengono prodotte la maggioranza delle cose che gli americani acquistano o consumano, e poi toccherebbe a noi, ridotti di nuovo a combattere per un pezzo di pane. Il problema viene ingigantito dal fatto che nessuno possiede un metodo per venirne fuori, e che di conseguenza la situazione sembra senza speranza, non fosse per quell'ottimismo che da sempre contraddistingue la razza umana e che ci fa ritenere che questa sia solo un'altra crisi, dalla quale usciremo magari facendo più fatica delle altre volte, ma ne usciremo. Ho anche scoperto un po' di cose sul PIL e sulle enormi bugie che lo contraddistinguono, ed ho letto una bella citazione da Kennedy che mi fa ben sperare sui politici del futuro. Poi sono sceso su argomenti 'nu poco cchiù frivoli, ed ho scoperto che Linus non pubblicherà più Zits. Ma se voi seguite il linkino che ho messo e sapete l'inglese, e basta saperlo a livello base base base, potrete divertirvi senza pagare una lira, altro che dover pagare per ridere. Ci fosse stato qualcosa del genere ai tempi di "The Far Side" mi sarei risparmiato un casino di figuracce con i giornalai della stazione di mezza Italia. E già che ci siete date un'occhiatina anche al Piranha Club. O ai Mutts, che però piacciono alla mia fidanzata e non a me. Stasera ho immaginato di essere un astronauta e di guardare il mondo da lontano. Ed ho finalmente capito che, da distanze siderali, a Dio dobbiamo davvero sembrare tutti uguali.
P.S. Ciao Cinzia, adesso finalmente vedrai giocare Piola da vicino. E già che ci sei salutami Andrea, che spero stia seguendo il pallone promessogli da Gianluca. Il paradiso non è niente di più di quello che noi vorremmo per sempre.
:: Klaproth ::
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00:27 La quiete dopo la tempesta. Non arrivano, e questo dovrebbe essere un bene, i messaggini in casella mail che mi augurano buone feste e felice anno nuovo, né quelli di qualche squallidissima associazione benefica che dopo la vicenda ormai protocollata dalla CIA come dossier Arild Ovesen possiede il mio indirizzo mail. Incredibile a dirsi, pure gli spammers sembrano essersi addormentati, e mi ritrovo alla sera con poca roba da leggere (per modo di dire, che se volessi seguire tutto quello che scrivono gli asphaltiti sui loro weblogs ci vorrebbero giorni da 26 ore) e non so cosa fare. Così cazzeggio, mi perdo per il web in uno spidering senza senso e senza fine, controllo i fantacampionati a cui partecipo su scudettoweb e scopro che una squadra che credevo morta è seconda in classifica e non gioca nemmeno così male, mentre quella a cui sto dedicando più tempo ed attenzioni e sulla quale rifletto si sta macerando in un anonimato da zona retrocessione. E mi vengono in mente due pensieri: - dovrei dare più spesso retta al mio istinto invece che cercare di ragionare su quello che dico e quello che faccio, che intanto ormai l'ho capita che a pensare non sono capace e le decisioni che mi vengono subito sono le migliori... - vedo che fine fanno le mie due figlie e capisco le paure di un genitore che non sa mai se deve controllare ogni cosa che il figlio fa o se deve dargli delle informazioni di base e poi lo lascia andare un po' alla cazzo e come va va, che non ho tempo né voglia di pensare se quello che dico è cosa buona e giusta e metto via tutti i consigli che intanto a sbagliare sono già bravo da me. E dalla seconda mi ritorna in mente Tony che ad una mamma con bimbo cinquenne che gli tirava la sabbia sulla spiaggia si alza, si avvicina e le dice "Signora, fa prima ad ammazzarlo e a farne un altro che a rimettere a posto questo... format c: capisce?". La donna non capiva ed è proprio questa la ragione del perchè il bimbo era venuto su così. Ed anche io sono un po' scazzato ed un po' empio efferato ed ignobile. Domani sera andrà meglio.
Ed invidio a qualcuna la possibilità di coccolare una cosa così, che la mia me l'ha fatta allontanare la legge incarnatasi in uno stronzo.
:: Klaproth ::
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:: Monday, January 07, 2002 ::
22:47 Ricomincio da stasera a postare con regolarità, inserendo questa attività in una serie complessissima di appuntamenti mirati a normalizzare la mia vita per la prima volta in venticinque anni, ed annuncio così l'apertura ufficiale del sito, anche perchè ormai gran parte delle cose che volevo mettere su (a parte il link Pitch Fever, ma è quasi finito...) sono online e quindi potete fruire, per quanto possibile, dei miei deliri. Regolarizzare la mia vita, dicevo, che in pratica significherà rinunciare a tutte le seguenti cose: - Partite infrasettimanali a Risiko, Half-Life, Unreal Tournament e cose simili fino alle quattro del mattino con quasi sempre un amico che, dovendosi alzare presto per lavorare la mattina dopo, si era seduto alle nove e mezzo annunciando "Una partitina veloce e poi me ne vado, eh?!?" e che sta bestemmiando contro tutti gli altri, siano studenti o disoccupati, che invece potranno risvegliarsi a mezzogiorno giusto in tempo per il pranzo; - Maratone notturne di films in DVD, VCR, o anche semplicemente in programmazione sulle reti (ma quelli me li salvo perchè da poco ho anche il videoregistratore), Tenendo conto che la programmazione delle reti televisive è nettamente migliore dalle 2 alle 8 del mattino che non dalle 8 di sera alle 2 di notte, credo che tutto questo sia un'astuta manovra per creare una generazione di vampiri; - Panini al chioschetto dell'abusivo alle 4 del mattino dopo essere stati al discopub ad una festa Erasmus (che è un modo più elegante per descrivere un bordello... ormai le mamme patavine si allarmano di meno se sanno che il figliolo diciannovenne va in un night piuttosto che ad una festa Erasmus) il mercoledì sera (tradizionale serata universitaria qui a Padova). Ognuno di quei panini erano 6.000 lire e un mese di vita del mio fegato in meno, ma la sensazione di pienezza che ti davano era incomparabile; specie se poi eri ubriaco e per vomitarli facevi un bellissimo effetto "tappo di champagne" dal tuo esofago. Ora incomincia la vera vita, ma senza queste cose varrà veramente la pena di viverla?
- The times, they are a-changing - Bob Dylan.
:: Klaproth ::
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:: Wednesday, January 02, 2002 ::
11:51 Ci sarebbero tante cose da scrivere, in questo post. Innanzitutto che vengo da una settimana di vacanza a casa dei miei genitori che si è rivelata più sfinente di una settimana di studio e lavoro a Pd, perchè ho girato come una trottola per riuscire a salutare in un colpo solo tutti gli amici che vedo una volta sola all'anno e non ce l'ho fatta, forse per quei tre-quattro giri di meno. Le meta tags che restano della settimana sono : stazione sbagliata, torta sacher (grazie Sandro), partita a calcetto (perso 11-13), bingo, pranzi e cene pantagruelici, capodanno in una sala dove l'età media era 56 anni (a voler essere buoni) ma lì c'è a chi è andata peggio, almeno a voler giudicare dai servizi del telegiornale che mostravano code immense di persone che attendevano la mezzanotte davanti ad uno sportello Bancomat per essere i primi a poter prelevare in Euro. La crisi delle famiglie incomincia da lì, credo. E poi ho avuto anche il primo impatto con l'euro anche io, in un accogliente ma freddo autogrill sulla Milano-Venezia dove alle 16.45 mi sono trovato alla cassa con due bottigliette di Gatorade gusto anguria e menta fresca (credo che certi accoppiamenti li testino su animali geneticamente modificati prima di metterli in commercio, però disseta...) ed una banconota da Lit.50k. Ed ho ricevuto il mio resto in una carriolata di monetine (21,43 euro) ed un sorriso ebete della commessa (povera crista, magari era in servizio da ore...) che mi spiegava di non avere più banconote perchè per tutta la mattinata ha servito clienti che prendevano un caffè e pagavano con 100k per "avere un po' di Euro da spendere", complimenti anche a loro. Stiamo superando in idiozia il periodo elettorale antecedente l'ingresso in politica di Berlusconi quando la gara per i Darwin Awards era ristretta tra due gruppi: i milanisti che l'avrebbero votato perchè era il loro presidente e i tifosi delle altre squadre che non lo avrebbero votato perchè era il presidente di qualcun altro.
:: Klaproth ::
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