Questo spazio intende raccogliere e condividere le impressioni, le riflessioni e le testimonianze di chi si è avvicinato all'insegnamento di Krishnamurti. Scrivete le vostre: saranno pubblicate! Fu nel 1977 che incominciai la mia ricerca (possiamo chiamarla così? Bah!...) e fra i primi libri che iniziai a leggere ci fu "La prima ed ultima libertà" di Krishnamurti. Ho detto bene, cominciai, poiché, dopo le prime pagine, per me come scritte in arabo, lo chiusi con il commento:"Non esiste è tutto pazzesco!". Dopo circa un anno, ripresi quel libro, nel frattempo avevo letto molto, quasi di tutto, di più. Ora, però leggendolo, era tutto così semplice, naturale, non poteva essere altrimenti! La mia, diciamo, ricerca continuava. Dopo anni, di nuovo, ripresi un libro Krishnamurti: "Che cosa vi farà cambiare". Fu come se lo leggessi per la prima volta. Nuovi, forti turbamenti, resistenze all’opera, intuizioni e... lavoro in più. E’ come se desse, sempre, motivo di Guardare più a fondo ed ancora più a fondo. Basterà una vita perché sia "compiuto" Qualcos'Altro? Maria Teresa Ho avuto diverse esperienze
"esoteriche", in particolare ho approfondito l'insegnamento
di Gurdjieff ed Ouspensky, studiandolo e cercando di metterlo in
pratica per circa tre anni. Mi sono interessato di pranoterapia, energie
sottili e Reiki e per un certo periodo ho anche fatto il terapeuta (adesso
credo che quella sia stata la parte più "pericolosa" del mio
personale cammino). Ho studiato Alchimia Spirituale, Ermetismo,
Gnosticismo, Cristianesimo Esoterico ed altro ancora. Giuseppe Mi sono persa tante volte ed altrettante ho creduto di ritrovarmi leggendo decine di libri, sperando pagina dopo pagina di trovare un frammento di verità, un'intuizione illuminante che potesse placare la mia arsura esistenziale...finché non mi sono imbattuta, lungo tortuose vie, in Krishnamurti. Ne ho sentito parlare appassionatamente, incuriosita leggo 'La domanda impossibile' e...inizia un intenso incontro-scontro che per certi versi ancora continua. Le resistenze accumulate attraverso le precedenti esperienze reagiscono a contatto con la realtà finalmente svelata da Krishnamurti senza compromessi di sorta. Vivo la crisi più totale: quel salto nel vuoto, che sembra aprirsi davanti a me, mi terrorizza. Poi, pian piano, osservando mi rendo conto che quello che una mente educata e programmata secondo i parametri del conosciuto percepisce come vuoto, in realtà è LIBERTA' DAL CONOSCIUTO! Giovanna Nell'82 in carcere in Grecia, lessi il suo libro: "Talks and dialogues" (il mio inglese zoppica, spero di averlo scritto correttamente). Mi aprì letteralmente una finestra nella mente. Tornata a Roma dopo due anni cercai disperatamente in tutte le librerie qualcosa di suo. Disperatamente. Nessuno lo conosceva, nessuno ne aveva mai sentito parlare. All'epoca non sapevo che lui era ancora in vita e che, naturalmente, pur essendo già noto in Europa, in Italia non era ancora conosciuto. Grazie al vs sito (e ad internet) non solo l'ho ritrovato ma.... Ho comprato subito tre dei libri di raccolta della sua testimonianza editi da astrolabio. Prima uno "Sull'amore e la solitudine"; letto il primo in poco più di una settimana compro il secondo "Sulla paura". Ed ora a metà dicembre ho iniziato il terzo "Sul rapporto". Che dire? Sto cambiando. Vedo. Sento. Ancora sono piccoli sprazzi di verità; piccoli sprazzi di consapevolezza; piccoli sprazzi di realtà. Non mi forzo. La cosa meravigliosa che scopro è la gioia e l'energia che dona l'attenzione. La riscoperta dell'attenzione. Ho praticato yoga, ho letto di alchimia, di cristianesimo esoterico, il credo gnostico, di buddhismo, di sentiero Lakota, di islamismo, di sufismo, di tradizione egizia... ecc. (confesso però la mia ignoranza su molti dei temi sopracitati non avendo avuto il tempo per approfondire; è passato appena un anno da quando mi è tornata naturalmente e fortissima questa spinta alla Ricerca). Krishnamurti mi ha dato e mi sta dando RISPOSTE VERE. Ed è vero che la VERA rivoluzione è quella che lui ci insegna ed auspica per noi. Ed è VERO il condizionamento, la schiavitù, il conflitto che c'è in ogni singola reazione del pensiero che ricorda il passato. E' VERA la nostra completa, totale, assoluta schiavitù. E' VERO l'isolamento tramite i nostri rapporti sbagliati. E' VERO che ciò che denominiamo con tanta fierezza e baldanza "amore", non ha assolutamente NULLA a che vedere o fare con l'Amore. Vorrei raccontare ma ho poco tempo ed ho scritto troppo... quindi, rinnovo i complimenti al sito, e vi saluto. Claudia Da 1 anno leggo alcuni dei suoi libri: per me è stata una rivelazione. All'inizio avevo l'impressione di non capire nulla, era come un rompicapo, poi man mano che continuavo ne ero sempre più affascinata. Provavo a leggere altri libri ma immancabilmente li richiudevo senza riuscire a leggerli . Poi però tornavo a comprarli. Ero (e sono) affascinata dai suoi discorsi e più andavo avanti più capivo, era come se avessi cercato per tutta la vita qualche cosa che lì avevo trovato. Avevo la sensazione di essere arrivata, come se tutto ciò che lui diceva fosse una conferma di quello che avevo sempre cercato. Ho appena iniziato il cammino e mi sembra molto difficile mettere in pratica ciò che leggo ma di una cosa sono certa: desidero incamminarmi nella terra senza sentieri. Ho scoperto per caso il vostro sito grazie per esserci. Vanez Sono ormai tre anni che conosco Krishnamurti e dopo aver letto molti dei suoi libri ancora oggi continuo ad essere attratta da quest'uomo come il primo giorno che mi sono imbattuta nei suoi "discorsi". Cerco invano di spostare l'attenzione su altre letture ma le sue parole echeggiano nella mia mente e mi spronano alla consapevolezza di ciò che è in me e fuori di me. Grazie a lui oggi sento di vivere i rapporti con gli altri con più pienezza ed attenzione. Grazie a lui ogni giorno scopro qualcosa di nuovo e vivo più intensamente le ricchezze di cui la vita ci fa dono. Grazie per il vostro sito, è bello sapere di persone impegnate all'ascolto di Krishnamurti. Francesca Ho letto il mio primo libro di K nel marzo del 2000: "Libertà dal conosciuto", menzionato a piè di pagina nel libro che stavo leggendo, "La ferita dei non amati". E' scattata subito in me una grossa intuizione in quanto molte delle risposte che dal 1980 inseguivo mi venivano offerte su di un piatto (d'oro). La grande intuizione mi ha permesso di impegnarmi sempre maggiormente e credere nel grosso lavoro che stavo facendo non solo sui libri ma sopratutto sui videodiscorsi. Ho fatto mia l'esperienza di Saanen all'incontro di Luglio 2001, dopo di che è incominciata la sorprendente discesa verso la consapevolezza soggettiva del mio ESSERE. Questa liberazione mi ha permesso, a partire dal mese di Aprile u.s., di organizzare una prima serie di 4 incontri a Lugano, 2 a Luino, 2 a Locarno e tuttora è in divenire una seconda serie (sempre a Lugano) di 6 incontri . Sempre in Aprile u.s. ho partecipato all'incontro a S. Andrea (Umbria) organizzato da Santi alla "Casa della Pace"; poi a Luglio di nuovo all'incontro di Saanen per poi, ad Agosto, recarmi in tour a Fano, Cosenza, Napoli e Civitavecchia per fare conoscenza personale di coloro che si occupano di diffondere l'insegnamento di K. Infine sono stato presente all'incontro svoltosi a S. Andrea nei giorni 4, 5, e 6 Ottobre u.s., e posso assicurare che questo ultimo incontro mi ha dato veramente molta gioia per come si è svolto. E' mio augurio che il prossimo in programma per Dicembre p.v. sia altrettanto e ancor più proficuo. Beniamino Spesso mi reco in libreria, durante la pausa di lavoro. E' un luogo tranquillo, dove le persone sembrano educate e dove, spesso, regna il silenzio. Per caso (ma il caso non esiste) mi avvicinai ad uno scaffale che conteneva libri dell'edizione Ubaldini bene ordinati secondo l'autore. Leggo Krishnamurti e rimango affascinato da questo cognome. Mi capita tra le mani "Libertà dal conosciuto"; ed inizio a riflettere sul titolo. La libertà, quindi, è un valore da estrinsecare dalla realtà, intendendo per libertà tutto ciò che conosciamo. Ma conosciamo la realtà oppure il "noumeno" rimarrà tale ai nostri "poveri" cinque sensi? Nel mio cervello si scatenano pensieri che si sovrastano, s'intersecano formando nuovi pensieri. Insomma, quel libro aveva fatto nascere degli spunti per ulteriori consapevolezze. Ora ho tutti i suoi libri e non posso staccarmi dal suo pensiero: "La verità è una terra senza sentieri" perchè ciò che cerchiamo è già in noi e con lo spirito di un missionario possiamo estrarre ciò che Dio ha riposto, senza intermediari ma sottoponendo noi stessi al miglioramento spirituale. E poi davvero miglioreremo il mondo. Grazie Maestro! Alessandro L'ho scoperto in una libreria, nel 1982, con il libro "Di fronte alla vita". Leggendo le frasi sulla copertina, mi si era illuminato il volto, così almeno aveva detto una mia amica che in quel momento era con me. In verità, io ero in un momento di RICERCA e nel dolore e avevo approfondito testi di filosofia, di psicologia e di religione. Ho letto quel libro e poi tutti gli altri di Krishnamurti. Tra tutte le cose belle della mia vita, al primo posto c'è il CAMMINO da lui indicato,senza il quale tutte le pietruzze del mosaico della mia vita sarebbero fuori posto! Senza Krishnamurti non sarei mai potuta arrivare a delle intuizioni così profonde, così sottili, così vere. Con la strada della CONOSCENZA DELLA REALTA', dell' ATTENZIONE e quindi della CONSAPEVOLEZZA si giunge alla LIBERTA' e a liberare il canale di comunicazione verso l'altro; l'azione che ne consegue è l'AMORE. Marilena Ho conosciuto Krishnamurti per caso e nel leggerlo ho sentito subito di trovarmi davanti a me stesso poiché il lavoro che avevo fatto mi aveva liberato da ogni frammentazione della mente e l'identificazione con il conosciuto. Così senza conoscerlo ogni sua parola la conoscevo già poiché l'essermi svuotato di ogni cosa che il mondo impone fin dalla nascita non può che far incontrare se stessi in tutto quello che vediamo. Non é facile però capire Krishnamurti ecco perché pochi lo conoscono e anche se lo conoscessero i più né hanno paura perché é difficile svuotare una tazza piena di illusioni che rendono però sicura e comoda una mente che non vuol privarsi del suo arredamento. Credo che ci vorrà moltissimo tempo prima che l'umanité possa svuotarsi di tutte le divisioni che si é creata nella mente e fuori della mente. Krishnamurti ne era consapevole poiché quando parlava in pubblico sapeva di essere solo a parlare ma continuava a farlo perché sapeva anche che il suo parlare non era inutile come non é inutile il sole che sorge, la pioggia che cade, il volo di un uccello, le onde del mare, poiché la sua vita non era artificiale e ripetitiva ma era pienamente se stessa svuotata di ogni conflitto. Con cuore, Bruno |