IL
GIARDINO DEL BUSCHETTO
città, come luogo deputato alle attività artistiche e culturali.
Pisa è una cittadina con meno di 100.000 abitanti,
sede di una prestigiosa Università degli Studi, della Scuola Normale Superiore,
della Scuola di Perfezionamento di S. Anna, ma purtroppo, non ha luoghi
deputati ad ossigenare la mente e il corpo di coloro che lo abitano.
Si presenta facile e agevole a percorrere in tutti i
sensi e le direzioni, eppure è soffocata da un numero spropositato di
autoveicoli.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: i
danni alla salute fisica e psichica dei suoi cittadini, alle sue attività
economiche, al suo patrimonio artistico e monumentale.
Il Giardino Scotto e le Piagge costituiscono
praticamente gli unici polmoni di ossigeno, le uniche realtà di spazio verde
urbano, ma con gravi limiti dovuti all’assenza nel loro uso di un progetto di
gestione che cerchi di fare di queste aree momenti concreti di attività,
d’incontro e di aggregazione.
Pisa vive anche il paradosso di avere delle
strutture universitarie importanti ed efficienti ma completamente separate
dalla vita dei cittadini.
L’assenza totale di luoghi destinati al lavoro
culturale sono la prova evidente di
tale contraddizione.
In questa realtà nascono e muoiono così, o
sopravvivono a fatica, gruppi, associazioni, singoli individui che cercano di
costruire lavoro culturale nei più svariati campi ma che non hanno trovato,
fino ad oggi, alcuna fattiva collaborazione con le Amministrazioni Locali.
Nella nostra città, il numero dei vecchi e nuovi
disoccupati cresce progressivamente senza prospettive, se non quelle di lavori
precari nel settore terziario.
Questo determina emarginazione, disperazione,
microcriminalità: un potenziale esplosivo senza alternative.
Inoltre, l’indifferenza generale verso
l’integrazione degli immigrati, verso il confronto tra culture, religioni,
etnie diverse (con le quali Pisa ha un debito millenario) produce una desolante
confusione, produce qualunquismo, produce razzismo.
Peccato, perché Pisa sarebbe una città con un
altissimo potenziale di vivibilità, con il suo patrimonio di bellezza e cultura
di grande interesse internazionale, ma questo patrimonio è inutilizzato,
degradato, sommerso.
Inaccessibile ad un turismo occasionale e asfittico,
economicamente fallimentare.
Nulla che ricolleghi tale ricchezza di risorse ad un
progetto complessivo di recupero urbanistico, che preveda, per esempio, la
riscoperta della cerchia muraria, dei suoi bastioni, dei sotterranei
misteriosi, l’apertura dei palazzi storici, dei monumenti meno conosciuti,
degli edifici sacri, etc.
Nulla che cerchi di individuare percorsi turistici alternativi, capaci di dare respiro alla vita e all’economia di tutta la città e non solo dell’area intorno alla Piazza dei Miracoli.
Pisa presenta una vasta superficie abbandonata compresa tra via
Bonanno, piazza di Terzanaia e via Nicola Pisano, e che viene generalmente
denominata "la Cittadella" . Quest’area, nel suo complessivo degrado,
ha ospitato qualche Festa dell'Unità, qualche giostra viaggiante, qualche
tentativo espositivo.
Vista l'assenza di progetti immediatamente operativi* per una utilizzazione
pubblica di questo spazio demaniale, abbiamo elaborato uno studio e ipotizzato
un piano di recupero che offra un nuovo polmone di verde (un vero e proprio
parco mediterraneo dentro la città), e un luogo utilizzabile per attività
culturali.
(((E' stata anche costituita la struttura operativa che dovrà garantire
sia la gestione tecnico-amministrativa che il funzionamento vero e proprio
dell'intero complesso polifunzionale. Questa struttura è l'Associazione
Culturale "IL GIARDINO DEL BUSCHETTO", un'associazione senza fini di
lucro, il cui compito sarà quello di curare e mantenere viva la vasta area a
verde e, contemporaneamente, promuovere le attività culturali che si
articoleranno all'interno di essa. L’associazione si preoccuperà inoltre di
individuare le fonti di finanziamento di tali attività.))) Attività che
saranno:
1) il teatro, la musica, il
cinema e gli audiovisivi;
2) la nutrizione e il ristoro;
3) il corpo e la danza;
4) la cura del verde e le attività ricreative;
5) l'Università degli anziani;
6) l'arte, il restauro e la formazione professionale;
7) gli scambi con le culture diverse, l'osservatorio sulla città, la
biblioteca, la nastroteca e la videoteca.
*In realtà abbiamo potuto constatare che esiste da anni un progetto
complessivo per il recupero e la valorizzazione delle Mura storiche di Pisa e
delle zone circostanti, purtroppo mai seriamente preso in considerazione
dagli Enti e le autorità competenti; come anche esiste un piano di lavoro del
Dipartimento Universitario di Scienze Botaniche per l'area della Cittadella: a
questi progetti ci siamo positivamente ricollegati e adeguati per studiare ed
elaborare la nostra proposta.
~
LA CITTADELLA
Fino alla fine degli anni cinquanta, si potevano scorgere, in
quell'area, le rovine post-belliche di un complesso di costruzioni adibite da
secoli ad accasermamento militare. Anche le mura medioevali, l'edificio stesso
della Cittadella, i bastioni di levante e di ponente, la torre di S. Agnese e i
numerosi edifici all'interno di questo quadrilatero, ne facevano parte. Non
esisteva, ovviamente, lo svincolo stradale alla base nord del ponte sull'Arno.
Bene, in quest'area di proprietà demaniale, da anni inutilizzata, sono state
individuate le numerose zone operative per la fattibilità dell'intero progetto.
E cioè: 1) il parco, 2) il borghetto, 3) le logge, 4) i teatri.
1. IL PARCO
Riassetto totale dell'intera superficie (circa 70.000 metri quadri),
che prevede: opere di demolizione delle strutture inutilizzabili (come ponti
sospesi, muretti, asfaltature, ecc.); movimento della terra (escavazioni e
tumulazioni); piantumazione a bosco mediterraneo (pini, lecci, platani, ecc.) e
macchia (ginepro, alloro, ecc.); realizzazione di zone lacustri ad acqua
irreggimentata; percorsi e sentieri con illuminazione pubblica e panchine;
inseminazione generale del terreno a prato raso; sistemi automatici di
innaffiatura.
2. IL BORGHETTO
E' stato individuato, in quell'area, un luogo assolutamente
particolare, nascosto, dimenticato da almeno mezzo secolo: un piccolo
agglomerato di edifici inidonei ad uso abitativo, a due piani, di proprietà
comunale, abitati abusivamente da famiglie di "sfollati". Gente cioè
che, dagli eventi bellici, è stata "provvisoriamente" alloggiata in
quelle mura e che ancora vi abita. Gli edifici in questione erano parte
integrante del complesso militare preesistente con compiti di stallaggio,
magazzini e fureria. Gli edifici sono 6 e hanno le seguenti
dimensioni e caratteristiche: edificio A, un capannone a due
piani da 756 mq; edificio B, un capannone a due piani da 296 mq; edificio
C, costruzione di origine medioevale a due piani da 252 mq; edificio Q,
villetta a due piani da 264 mq; edificio E, costruzione a un piano da
161 mq; edificio F, casetta monolocale da 24 mq. L'ingresso al
borghetto, anch'esso particolarmente caratteristico, è ubicato in via Nicola
Pisano e vi si accede attraverso un bell'arco in mattoni a sesto
ribassato. Troneggia, sopra queste casupole, la superba mole della
torre di S. Agnese, una volumetria utile di almeno 400 mq suddivisi in quattro
piani, che chiameremo edificio O. In tali edifici, debitamente risanati
e restaurati,
troveranno spazio le attività culturali, ricreative e formative
previste dal progetto. E cioè: edificio A: gruppi teatrali, attività
musicali, corpo e danza, cura del verde; edificio B: arte e restauro,
formazione professionale, Università degli anziani; edificio C: sede
della associazione, direzione generale, uffici amministrativi; edificio D:
attività audiovisive, biblioteca, nastroteca, videoteca; edificio E:
nutrizione e ristoro, attività ricreative; edificio F: ingresso,
segreteria,
informazioni; edificio O: scambi con culture diverse, mostre
permanenti, osservatorio sulla città.
3. LE LOGGE
All'interno dell'area, tra le mura medioevali e piazza di Terzanaia,
esiste una struttura architettonica di circa 1800 mq, caratterizzata da
numerose arcate a tutto sesto, distribuite su un perimetro dalla forma
romboidale. Tale struttura muraria, probabilmente ciò che resta di un antico
arsenale, è oggi priva di copertura. Nel nostro progetto, questo edificio,
debitamente coperto e chiuso perimetralmente a vetri, trovandosi circondato da
un grande parco, potrebbe ritrovare una sua funzione pubblica diventando una
sorta di "giardino d'inverno", una vera e propria agorà nella quale
incontrarsi, dove organizzare mostre d'arte, accogliere esposizioni,
manifestazioni letterarie (presentazione di autori, scrittori, saggisti,
presentazione di nuovi libri, etc.); e poi concerti di musica da camera,
letture di poesia, conferenze, dibattiti e quant'altro possono produrre le
attività dell'apprendimento, del confronto, dello studio e della pratica del
lavoro culturale.
4. I TEATRI
Sempre all'interno dell'area esistono due strutture che potrebbero, a
nostro avviso, essere riadattate ad un uso più confacente. La prima è la
cosiddetta "piscina" con i suoi annessi. La struttura, una volta
demolita e recuperata nella sua superficie (circa 2.000 mq) può diventare un
cinema-teatro da 3-400 posti.
La seconda area utilizzabile è quella all'interno del bastione nord
delle mura
medioevali, angolo campo sportivo Abetone. Tale struttura, debitamente
restaurata e attrezzata di elementi mobili, potrebbe diventare un teatrino da
90-100 posti, utilizzabile anche per video-proiezioni. Esiste già al centro
dell'area, e può essere integrato nel nostro progetto, un teatro all'aperto di
circa 1500 posti.
FONTI DI FINANZIAMENTO
Per realizzare questo progetto pensiamo, prima di tutto, ad una grande
campagna di sottoscrizione fra tutti i cittadini, in modo da coinvolgere il più
possibile i diretti interessati, i veri destinatari, cioè, del progetto stesso
(se 10.000 cittadini, il 10% degli abitanti - contribuisse all'iniziativa con
100.000 lire ciascuno, il ricavo sarebbe di un miliardo). Poi, con la collaborazione
degli Enti Locali, intendiamo accedere a tutti quei finanziamenti previsti dal
Consiglio d'Europa per le iniziative a carattere culturale (finanziamenti che
l' Italia richiede generalmente in percentuali minime, o che addirittura
rimanda indietro per non averli utilizzati !), come quelli previsti per il
recupero dei centri storici, dei monumenti di particolare interesse
architettonico e per la costruzione e il riadattamento di strutture da adibire
ad attività culturali. Poi ci sono i contributi e i finanziamenti per la
formazione professionale, quelli previsti dallo Stato per la edificazione e il
riadattamento di spazi per le attività teatrali, musicali e cinematografiche, i
finanziamenti previsti per le attività di programmazione teatrale e musicale, i
finanziamenti e contributi della Regione Toscana per le medesime attività e per
quelle di formazione professionale.
Prevediamo infine che l'accesso, l'uso e la fruizione da parte dei
cittadini di quanto sarà realizzato e allestito nel "GIARDINO DEL BUSCHETTO"
frutterà utili e guadagni, e pertanto occupazione e lavoro.
"IL GIARDINO DEL BUSCHETTO" (doveroso omaggio al costruttore
del Duomo di Pisa) vuole essere quindi un invito a tutti i Pisani che sognano
una città diversa, vitale e vivibile. Un invito a partecipare collettivamente a
un progetto specifico e realistico basato sui seguenti principi:
- l'aria della cultura è vitale come l'aria liberata dall'inquinamento;
- gli spazi per fare cultura sono vitali come gli spazi verdi;
- sia gli spazi per il lavoro culturale che quelli piantumati a verde,
utilizzati nel recupero delle aree cittadine degradate, sono ugualmente vitali
per la ripresa economica, per il lavoro, per combattere l'emarginazione dei
giovani, degli anziani, dei bambini, dei portatori di handicap;
- il confronto fra le diverse culture, religioni, etnìe, basato sui
principi della tolleranza e della discussione libera e aperta, è assolutamente
necessario per la stessa rinascita della città.
Questo confronto collettivo può trovare il suo spazio naturale soltanto
nella formazione di strutture in cui tutti i cittadini possano incontrarsi,
lavorare insieme, vivere nel rispetto delle persone, degli animali e delle
cose.