I giardini del tempo
Chi è chi...
"fondamentalmente tendo a definirmi un'apolide salvo cambiare idea un attimo dopo"

Questa pagina prende il nome da un'opera finita di elaborare nell'estate 2007, nata dal desiderio di sperimentare, di
creare una prosa nuova ma senza una precisa volontà di ricerca.
Si tratta di un'evocazione per immagini dove le memorie si contaminano
fino a trascolorare una nell'altra. E sono proprio le note cromatiche a
scandire qui i momenti della mia iniziazione alla scrittura e alla
vita. Rifletto sull'origine delle parole, dando forma a un
trattato della lingua completamente fuori dai canoni, dove l'elemento
biografico è il nesso motivante l'intero racconto. I giardini del tempo
sono i luoghi del ricordo, uno spazio di memoria in cui il senso del
tempo muta continuamente fino a perdere consistenza. Sono le radici
delle sensazioni che per me significano anche le origini del
mio percorso letterario.
Qualche notizia su di me / About me
Mi chiamo Claudia Ciardi
nativa di Pisa, la città della famosa Torre pendente. Per chi non
lo conosce si narra da queste parti un interessante aneddoto a
proposito del costruttore che ritenne utile non mettere il suo
nome quando
i lavori si erano conclusi. Un crollo avrebbe finito per seppellire
anche la sua fama, e d'altra
parte lui l'aveva detto che non era tanto il caso di alzare una torre
di marmo su un terreno alluvionale. Quindi niente nome. Non si sa mai.
Io amo in maniera viscerale la mia città dove praticamente
finora ho speso tutta la mia vita. Penso che questa città, sebbene in chiave molto diversa
dal periodo di grazia che ha vissuto nel medioevo, produca ancora
una grande importante cultura e sia da questo punto di vista una
"terra" in fermento. Credo
che Pisa abbia influito molto nella costruzione della
mia personalità e sia alla base della mia la
scrittura. Di sicuro molta
parte della mia sensibilità viene da questo luogo. Non è troppo difficile incontrarmi qua a bordo della
mia bicicletta rossa, un ferrovecchio che sfoggia senza ritegno la sua
ruggine insieme al patriottico adesivo della torre, troneggiante sul telaio. Mi
accompagna fedelmente negli spostamenti quotidiani ed è il mezzo
dei miei incontri, scontri, imprevisti, e di tutto quello che in me si
trasforma
per via alchemica in creatività. I redattori di Catrame, gli
amici, gli amori, sono tutti figli di questo fiume e dell'aria strana
di questo posto che quando scende lo scirocco ti stringe alla gola e
sembra volerti rubare il respiro. E' un vento che sa d'oriente e
si mescola alle vie e alle case, risale i secoli, è gravido
delle voci del tempo, e s'incarna nello spazio come un amante che ti
entra nella pelle. Allora capisco che quello che ho da scrivere doveva
cominciare da qui. Tutto doveva accadere qui.