Il
Cantiere
letterario
Questa sezione del cantiere ospita una scelta di testi di autori rappresentativi dei miei gusti (che badate si riservano di cambiare una volta al secondo) e soprattutto di quelle che sono state fra le ultime scoperte in cui mi sono imbattuta (Lawrence Ferlinghetti ed Ezra Pound che ho cominciato a leggere nel 2006 e 2007). Sebbene la selezione possa essere infinita, mi premeva creare un piccolo angolo di lettura che stimolasse le vostre riflessioni e magari farvi venire delle idee di scrittura. Il riferimento alla mia amatissima letteratura greca, seppure limitato e ristretto (fare una scelta del resto anche qui è impossibile) vuole più che altro richiamare l'attenzione ai miei primi fondamentali modelli, di cui non smetterò mai di essere debitrice. Ho letto per la prima volta le traduzioni di S. Quasimodo dei lirici greci a tredici anni e ne sono stata stregata. Non so chi o cosa ha suscitato in me questi strani spiriti ma di fatto sono ancora a ragionare su una lingua antica che in bellezza non ha pari (perdonate l'imparzialità) e ha prodotto una delle letterature più belle del mondo. Oltre a questo fondamentale "esercizio dello spirito", ho sempre tenuto sotto gli occhi i contemporanei, anche se in tale campo la mia formazione è del tutto autodidatta. Amo la poesia americana per una specie di innocenza pagana che ritrovo nei testi, quasi un'ingenuità della parola che sembra impaziente di voler raccontare e trasmettere immaginazione, senza restare nascosta nella pania delle limature stilistiche. E' una parola selvatica ed estremamente viva. Qualcosa che per certi versi mi riporta alla spontaneità espressiva dei Greci, a un modo viscerale di sentire e scrivere. Non considerare la scrittura una tecnica per raccontare, strumento di dizione addomesticato dallo stile, piuttosto vivere la scrittura e lasciarsi plasmare, portarla dentro di sé e fare che diventi arte e allo stesso tempo non far nulla perché lo sia. Può essere considerata anche questa una lezione superata, adesso. Ma dal mio punto di vista rimane pur sempre un'avanguardia, (un termine che peraltro non ne definisce né esaurisce i caratteri) tra le più stimolanti. Quella che ha saputo immergersi di nuovo nello stato primitivo della lingua e dei suoi significati. Scrivere carnalmente. Come lupi affamati che gridano alla notte, affamati di poesia e di occhi che la sappiano contemplarla. Ecco ciò che cerco in un testo ed ecco cosa vorrei cogliere in quello che scrivo. Un fotogramma dove la vita non viene descritta ma, per l'appunto, vive. Bisogna ripartire da qui e anche dalle storie di questa gente che si cibava di sodalizi magnifici e amicizie preziose. Questo spirito appunto volevo evocare per cercare di catturarlo. O anche vedere solo se si lasciava avvicinare.
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Le
mie parole ....
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Sei
leggero amore mio, la tua fronte è lieve per i miei sogni, e mi
visiti con la grazia che tira fuori dalle ombre.
Mi confonde la forma pura del nostro oblio, tremo ai bagliori della
sorte. Sei puro, amore mio, come il piacere che porti sul petto. (continua)
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Farfalla
o fenice, si brucia.
Voglio
nuove ali. Ancora.
Musa,
Musa mia, terribile e meravigliosa,
cadimi
tra le labbra,
sussurrami
un fiero destino contro la ruota del tempo.
Il
giorno che sotto gli alberi mi sono smarrita
e
ho fatto del mio sangue una libagione alla terra.
C'era
sfida e abbandono dentro gli occhi
Ho
deciso di partire
Ed
ero un corpo solo consacrato alla parola.
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Il
bacio ;
Anima
tremante,
caduta sulla terra in un delirio d’amore.
In
cerca di somiglianza, vestita di corporea immaginazione, solitaria
lungo le strade del
mondo.
(continua)
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Lirica
greca
Ibico
di Reggio
Alcmane
di Sparta
Cotogni
e melograni a primavera
Dormono le cime dei monti
rinfrescati
da vive acque di fiume,
e gli abissi
dove
è un giardino intatto delle Muse,
e i promontori e le forre
e
i getti della vite
e le stirpi degli
animali
cresciuti nell'ombra dei tralci
che la terra nera nutre,
sono nel loro fiore: ma a
me Eros
e le fiere montane
in nessuna stagione dà
riposo,
e la progenie delle api
si
spicca da Afrodite e m'aggredisce
e i
mostri nei gorghi profondi
come
la tramontana della Tracia
del mare di viola;
incendiata
di lampi, arido e folle,
dormono
le stirpi
tenebroso
e impassibile, e possente
degli uccelli dalle
lunghe ali.
sorveglia la mia mente alla radice.
(trad.
Salvatore Quasimodo)
Saffo
L'amore
mi squassò l'anima
come il vento del monte si scaglia sulle
querce
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Com'è
il giacinto che i pastori sui monti
schiacciano sotto i piedi,
e
resta a terra il fiore
purpureo
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Raccontano
che un giorno Leda
rinvenne un uovo immerso tra i
giacinti
--------------------------------"Oreste"
,
Euripide
,
408
a.C.
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Elettra:
"Mio
caro, come mi hai fatto contenta addormentandoti! Vuoi che ti tocchi
e che dia sollievo al tuo corpo?".
Oreste:
"Sostienimi,
sì, sostienimi e
asciuga dalla mia povera bocca e dai miei occhi la bava
schiumosa".
Elettra:
"Ecco:
è un servizio piacevole, e non rifiuto di curare con la mia mano di
sorella le tue membra fraterne".
Oreste:
"Accosta
il tuo fianco al mio, scostami dal viso la chioma ispida: non ci vedo
bene".
Elettra:
"Povera
testa di riccioli tutta sporca, come ti sei inselvatichita per essere
stata a lungo senza lavarti !".
Oreste:
"Stendimi
di nuovo sul letto: quando la malattia mi dà tregua da un attacco di
follia sono sfinito e mi sento le membra deboli".
......
Elettra:
"Ascoltami
adesso, fratello mio, finché le Erinni
ti lasciano ragionare".
Traduzione
di Enrico Medda, ed. Bur
Ho
curato una tesi sulla figura delle Erinni
nella tragedia greca sotto la guida del prof. Enrico Medda.
La tesi è parzialmente consultabile nell'archivio elettronico dell'Università di Pisa (ETD).
Il viaggio attraverso il Danubio di Claudio Magris e l'idea di Europa: Epilogo a Baja - Cimiteri sulla strada
"Il rovescio del conosciuto, il suo dorso, sono per me quelle strade penultime, quasi altrettanto ignorate, in effetti, che le sepolte fondamenta della nostra casa e il nostro invisibile scheletro. I passi mi lasciarono a un angolo. Aspirai notte, in una vacanza serenissima della mente. La visione, per nulla complicata in verità, pareva semplificata dalla mia stanchezza. La strada era di case basse e sebbene il loro primo significato fosse povertà, il secondo certamente era felicità. Era quanto di più povero e di più bello si possa immaginare. Non una casa risaltava nella via; il fico si ergeva scuro sul cantone; i portoncini - più alti delle linee allungate dei muri - sembravano tagliati nella stessa sostanza infinita della notte. Il marciapiede era scosceso sulla strada, la strada era fango elementare, fango d'America non ancora conquistato. In fondo, il vicolo, già pampa, precipitava verso il Maldonado. Sulla terra melmosa e caotica, un muro rosato pareva non albergare luce di luna, ma effondere un'intima luce. Non può esservi maniera di dar nome alla tenerezza, migliore di quel rosa." ( Jorge Luis Borges, "Altre inquisizioni")
New! D. H. Lawrence, Il serpente piumato
L'America
e la poesia
"C'era
una piattaforma che mio fratello minore aveva costruito: assi da
panca e una sorta di coffa. La casa è nascosta dai grandi rami. Ogni
tanto un carro o una carrozza si sente dalla carrozzabile, oltre la
siepe. A intervalli di mezz'ora, passa sferragliando un tram. Non
deve mancare l'ultima corsa e il treno per Wyncote sulla linea
centrale. "C'è un altro tram fra mezz'ora" dico,
preparandomi a scivolare giù dalla piattaforma.
"No, Driade"
dice. Mi tira indietro. Dondoliamo col vento. Non c'è vento.
Dondoliamo con le stelle. Non sono lontane.
Scivoliamo, cadiamo,
voliamo attraverso i rami, saltiamo insieme per terra. "No"
dico, strappandomi dalle sue braccia. "No", tirandomi
indietro dai suoi baci."
..........
..........
"
Eravamo
rannicchiati insieme in una poltrona quando mio padre ci trovò. Io
ero "partita". Non c'ero. Mi sciolsi. Mi alzai; Ezra era in
piedi vicino a me. Sembra che abbia vacillato,
tremato."
..........
..........
" Mi
leggeva William Morris in un frutteto sotto meli in fiore. Sì,
dovevano essere in fiore."
Da
"Fine
al tormento", Hilda Doolittle (H.D) a Ezra
Pound
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"Le
duemila memorie. L'argine del torrente straripido, cioè onda alla
Hokusai sopra il limite, rompendosi, tu facevi la sventata sul
ciglio. La ferrovia scenografica a Willow-Grove, dieci anni di
bellezza....e gli Dei
possono
invidiarcela"
Ezra
Pound ad H.D.
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"l'odore
della menta, per esempio,
"erba
alta
mezzo metro,
Ladro
il gatto di notte;
disteso
sull'orlo della rupe
a Nemi aspettava sul declivo al di sopra del
lago affondato .....né
è ancora atasal
nella tasca delle colline
né
ci sono anime, nec personae
in
attesa di decisioni dal vecchio capanno costruito sui
né
qui in ipostasi, questa terra è di
ciottoli,
Dione
Zaratustra,
ora desueto
e
sotto il pianeta di lei
a
Giove e a Hermes dov'è ora il castellaro
a
Helia il prato lungo con i pioppi
nessuna traccia se non nell'aria
a
Kupris
nella pietra non c'è orma e le mura grigie di nessun'età
la
montagna e l'orto chiuso di peri in fiore
sotto
gli ulivi
qui
in riposo"
saeculorum Athenae"
......
...........
"Le
Muse sono figlie della memoria
"Formica solitaria d'un formicaio distrutto
Clio, Tersicore
dalle
rovine d'Europa, ego scriptor"
e Granville era innamorato
della bellezza
Ezra
Pound, estratti
dal canto LXXVI
........
pietra dopo pietra la bellezza
diroccata
........
così lieve l'incalzare, così ordinati i
neri petali di ferro
noi che abbiamo passato il Lete"
Ezra Pound,
estratti
dal canto LXXIV
Da “Starting from Saint Francisco” , Partendo da S. Francisco, 1961
(Fai click sul collegamento per il testo orignale e completo / Original version)
Porta
segreta grande segreto
che è Madre
Porta
segreta grande segreto
che è Padre
Porta
segreta grande segreto
della nostra vita
sepolta
Porta
segreta dietro alla quale l’uomo porta
le sue orme lungo le
strade
Porta
segreta di mani d’argilla che bussano
Porta
segreta senza maniglie
la cui vita è fatta
del bussare
[…..]
Porta
segreta coi capelli per cardini
Porta
segreta con labbra per serrature
Porta
segreta con scheletri per chiavi
Porta
segreta autobiografia dell’umanità
Porta
segreta dizionario dell’universo
Porta
segreta palinsesto di me stesso
Porta
segreta di cui sono fatto
con
i miei arti di legno
[….]
Porta
segreta uomo cieco con un piattino di
latta
in un angolo di pietra
sordo muto
Porta
segreta fischio perduto di un treno
nel
libro della notte
Porta
segreta sulle ruote della notte che seguo alla
cieca
come un rinoceronte che
si ubriaca attraverso le città
[….]
Porta
segreta vagone volante della storia
Porta
segreta di musi d’animali risa d’animali sogni
d’animali
e porta segreta
Uomo di Cro-Magnon
tra le
macchine
e porta segreta del suo
ancora disperso
Inconscio
Collettivo
Porta
segreta oscura foresta d’America
bussa bussa in Nord
Dakota
Porta
segreta che vola sopra l’America
e picchia su San
Francisco
e sparisce nel
Pacifico
all’eterna
deriva verso sud
verso la Terra del
Fuego
con un toc toc sotto al
mare
alla porta perduta
delle miniere di carbone di Lota
[…..]
Porta
segreta angelo di mare Albatross gettato a
riva
che schizza lo sperma
marino dell’amore in trenta lingue
e la nave dell’amore
della vita
affondata dal calamaro
velenoso dell’odio
Porta
segreta viscido uccello dalle doppie ali di serpente
piumato
incollato alla luna
incendiata per sempre ubriaco nel tempo
che batte le ali libero
nell’eternità
Porta
segreta della futura vita mistica
nelle nebulose di
Magellano
e porta segreta del mio
smarrito
ego
visionario
[….]
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In
Bondage - In
Schiavitù - Claude
McKay (poeta originario della Giamaica emigrato
negli Stati Uniti; Harlem e il Greenwich Village
degli anni Dieci divennero i luoghi della sua maturazione
letteraria).
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Sands
at seventy - Sabbie
a settant'anni /
Continuità
e Yonnondio by W. Whitman
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"E'
forse questo che si cerca
nella vita, nient'altro che questo, la più gran pena possibile per
diventare se stessi prima di morire.
Sono passati degli anni
da quella partenza e poi ancora
anni......Ho scritto spesso a Detroit e poi altrove a tutti gli
indirizzi che mi ricordavo e dove potevano conoscerla, seguirla
Molly. Non ho mai ricevuto risposta.
Il casotto è chiuso adesso.
E' tutto quello che ho potuto sapere. Buona, ammirevole Molly, vorrei
se può ancora leggermi, da un posto che non conosco, che lei sapesse
che non sono cambiato per lei, che l'amo ancora e sempre, a modo mio,
che lei può venire qui quando vuole a dividere il mio pane e il mio
destino furtivo. Se lei non è più bella, ebbene tanto peggio! Ci
arrangeremo! Ho conservato tanto della sua bellezza in me, così
viva, così calda che ne ho ancora per tutti e due e per almeno
vent'anni ancora, il tempo di arrivare alla fine. Per lasciarla mi ci
è voluta proprio della follia, della specie più brutta e fredda.
Comunque, ho difeso la mia anima fino ad oggi e se la morte, domani,
venisse a prendermi, non sarei, ne sono certo, mai tanto freddo,
cialtrone, volgare come gli altri, per quel tanto di gentilezza e di
sogno che Molly mi ha regalato nel corso di qualche mese d'America".
Louis-Ferdinand Céline, "Viaggio al termine della notte"
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Autori
presenti nel Cantiere
:
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Giusi D'Urso - Michele Chinnì - Alberto Accorsi - Stefano Marziali - Idolo Hoxhvogli -