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Polittico di Cima da Conegliano

GIACOMO AMATI

"LA DEMOCRAZIA DEL PARTITO SI MISURA DALLA PARTECIPAZIONE CHE SI GARANTISCE AGLI ISCRITTI"

La Gazzetta del Mezzogiorno
9 Gennaio 2005

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Dr. Domenico Lascaro, dirigente scolasticoMIGLIONICO. Ha suscitato un certo scalpore l’intervento del diessino Domenico Lascaro, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Miglionico, membro della segreteria della locale sezione, in occasione del recente congresso sezionale dei Ds, in ordine alla richiesta di una maggiore democrazia nella gestione del partito. Della questione ne parliamo con l’interessato per capire meglio il senso della sua critica. “Voglio precisare, dichiara Lascaro, che la carenza di democrazia riguarda un pò tutti i partiti che, a causa anche della mancanza di ideali forti, denotano una condizione di crisi. In particolare, nella fase di preparazione del congresso avevo invocato metodi più democratici per l’elezione del gruppo dirigente, ma non sono stato ascoltato. Purtroppo, nella gestione del partito, a decidere sono in pochi e si è in presenza di una democrazia formale” Cosa è possibile fare per uscire dalla crisi? “E’ necessario favorire al massimo la partecipazione reale degli iscritti, coinvolgendoli più direttamente nelle decisioni di un certo rilievo. Per esempio, puntualizza Lascaro, per designare i candidati alla gestione delle pubbliche amministrazioni converrebbe utilizzare il metodo delle primarie”. Come giustifica la sua militanza nei Ds? “Il nostro partito, dice Lascaro, è quello che guarda con più attenzione al mondo del lavoro e dei valori universali dell’uomo, all’uguaglianza ed all’emancipazione dei popoli”. Manca solo la democrazia, allora? “Non per colpa del partito, ma degli uomini che, per conservare qualche briciola di potere, rischiano di disperdere un patrimonio di idee e di valori. Per recuperare il tesoro delle nostre idee occorre cambiare rotta ed assegnare al partito un nuovo e significativo ruolo che dovrà esplicarsi in tre funzioni essenziali: dovranno essere quelle dell’impegno politico, culturale e sociale. Tre funzioni finalizzate alla formazione di personalità autenticamente libere e critiche, non asservite a qualsiasi potere, anche se rappresentato dallo stesso partito”.

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