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PIETRO FRANCINI: UNA VITA UTILE Il 3 settembre è morto Pietro Francini, all’età di 95 anni. Una vita lunga, intensa e utile. Una vita per gli atri, per il riscatto di chi lavora, per la libertà di tutti. Di famiglia contadina del lodigiano, diventa operaio, si trasferisce a Milano. Nel 1922 s’iscrive al Pci. Nel 23 alla Fiom e diventa, giovanissimo, delegato sindacale. Sotto il fascismo collabora all’organizzazione clandestina dei comunisti. Nel 1943 partecipa alla riuscita degli scioperi, ed è quindi arrestato per alcuni mesi dai fascisti. Durante la Resistenza è responsabile del Comitato insurrezionale della zona di Abbiategrasso e opera nelle Brigate Garibaldi di Magenta. Dopo la Liberazione torna all’impegno politico e sindacale. Diventa responsabile dell’ufficio provinciale di organizzazione della Fiom e dal 1974 ritorna all’attività di partito. Vivace, acuto, simpatico, amava vivere. Amava anche la musica, il jazz in particolare. E suonava la tromba. Fino all’ultimo è stato un esempio e un punto di riferimento per tutti. Il funerale si è tenuto il 5 settembre. Davanti alla sua casa in via Baroni, alla presenza di molti che lo conobbero, Roberto Vitali della federazione provinciale dei Democratici di sinistra, ha ricordato senza retorica e con commozione l’intensa e appassionata vita di Pietro. La conca è vicina con affetto alla sua compagna Isolina e alle figlie Eva e Alba. |
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del 22-6-96)
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