Artemide

Artèmide era una delle grandi divinità greche, figlia di Zeus e di Latona, sorella di Apollo e identificata dai Romani con Diana. Raffigurata solitamente come fanciulla cacciatrice, armata di arco e di frecce, è simbolo della potenza della Luna che si manifesta soprattutto nel ciclo della fecondità femminile, animale e anche vegetale. Vergine, può far nascere e far morire. Protegge i parti, ma manda anche le doglie e i pericoli mortali del parto. Misteriosa e poliforme potenza della fecondità (Artemide polimastide o multimammaria di Efeso), è signora degli animali selvatici (Pótnia therôn), degli orsi in particolare (Brauronia), e anche degli animali mostruosi (Tauropolos), della vegetazione delle foreste che percorre come abile cacciatrice (Agrotera) con un seguito di ninfe; è protettrice pure dei cavalli e del bestiame (Amarinthia in Eubea), della retta crescita degli alberi come dei fanciulli (Orthia a Sparta). Per la molteplicità dei suoi attributi divenne la dea più popolare della Grecia e fu adorata in tutte le parti del mondo ellenico, sia nel mar Egeo (a Delo, fin dall'inizio del VII sec. a.C.), sia in Asia, dove assunse caratteri orientali, sia in Occidente (Marsiglia, Siracusa). Il ricordo di lei si è protratto fino all'età moderna in forme folcloristiche di invocazione di carattere magico delle fanciulle da marito.