Eros
Éros era il Dio dell'Amore, presso i Greci. Considerato nelle più antiche teogonie una delle divinità fondamentali, dalle quali, dal Caos primitivo, trasse origine il Cosmo, e quale forza creatrice rimasta nelle cosmogonie filosofiche, a partire dal VI sec. a.C. assunse il carattere precipuo di dio della passione amorosa e come tale ispirò poeti e artisti. Ritenuto in seguito figlio di Ermete e di Artemide Ctonia, o di Ermete e di Afrodite, il più giovane degli dei, intermediario fra essi e gli uomini, nel Convitodi Platone appare sotto l'aspetto di un demone, figlio di ingegno (Póros) e di Povertà (Penía), povero e tormentato da un lato, ma abile e risoluto dall'altro, rappresentante la condizione dell'uomo che tende al Bene e alla Bellezza di cui sente di essere privo. Oggetto di culto particolare a Tespie, ove si celebravano ogni quattro anni le feste erotidie, assunse a poco a poco nel tempo l'aspetto divenuto tradizionale del fanciullo, provvisto o no di ali, che infiamma i cuori con la sua torcia o li ferisce con le sue frecce. Sotto tali sembianze egli appare in numerose leggende: famosa quella di cui è protagonista insieme con Psiche.