Trimestrale d'informazione dell'Associazione culturale

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La Pagoda

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Località Quercia Grossa,33 -Pieve a Socana 52016 Castelfocognano (Arezzo)

 

 

Anno V n° 2 ( Aprile - Maggio - Giugno )

Di Caos e di Ordine 

di Gemma Donati (dedicato ad Antonia)

All’apparenza sembra il caos, la fine di tutto, il ritorno alla zuppa cosmica prima della creazione del mondo e forse lo è: da noi in Occidente le chiese cristiane sono sempre più vuote, i conventi una volta per centinaia di monaci oggi ospitano non più di quattro o cinque - a volte tre - religiosi e spesso sono trasformati per quello che ormai viene definito "turismo spirituale". Persino nella mistica Umbria.. Ho davanti a me un giornale perugino che porta una lunga lista di questi alberghi "francescani" lodando la bontà del cibo fornito dai frati come attrazione fondamentale.

È normale quando si incontra qualcuno per la prima volta sentirsi porre la domanda: "E tu di che religione sei?" No comment.

Però, sempre per quella famosa e ineluttabile Legge dell’Interdipendenza, se una religione è in trasformazione anche le altre devono in qualche modo mutare. Sono appena tornata dall’India: i giornali indiani parlavano estensivamente del fatto che le agenzie turistiche occidentali - non ricordo bene di quale Occidente - hanno cominciato a vendere pacchetti turistici "tutto-compreso", che in questo "tutto" includono anche un matrimonio all’indù. La cosa sembra funzionare.

Occidentali che oggi vogliono un matrimonio "un poco diverso dal solito" possono sposarsi in India con tutto il parafernalia connesso: lei naturalmente in sahari, lui con una pesante collana di fiori di arancio al collo, il tempio con fuoco acceso, i tre giri intorno al fuoco, i polsi degli sposi legati da un unico filo rosso, il bramino che li benedice in sanscrito che nessuno capisce come nessuno capiva il nostro latino, fronte e capelli tinti di rosso, nubi d’incenso, bajans, riso sparso e offerte.

Vale questo rito per chi indù non è? Per chi, ben lontano dalla severa castità degli sposi che ancora in India non si guardano nemmeno negli occhi fino al tutto compiuto, convive ormai da anni e non appartiene a casta alcuna?

Appunto, il caos. Il crollo se non proprio di tutto, certamente della serietà dei riti, della distinzione tra Sacro e profano, tra iniziazione e spettacolo.

E però ... sono ottimista, non ostante tutto. Come sempre. È mia profonda convinzione che prima ci fu il caos e solo dopo venne l’ordine, che quando Dio creò la luce la creò dalle tenebre e che se vogliamo ricreare dentro di noi l’atto originario della creazione - qualsiasi essa sia - dal caos e dalle tenebre dobbiamo di nuovo partire.

Vedo molte cose oltre al vuoto dei conventi cattolici e al crollo dei riti indù. Perché questo è un ritorno all’origine, all’origini di tutto.

Non ostante quello che è stato definito un "supermercato spirituale", non ostante l’evidente superficialità dei nostri tempi, la lampante pseudo-religiosità e il "misticismo fai da te", per non parlare dell’ "instant Illuminazione" e forse proprio grazie a tutte quelle cose, qualcosa di immensamente grande e luminoso si fa’ strada nell’umanità.

Lo Spirito del nostro tempo non è più sperimentato nei termini convenzionali cui molti di noi - compresa io stessa - siamo stati educati e siamo cresciuti. Non ci è più trasmesso e comunicato, se non addirittura imposto da dottrine e sentimenti tradizionali. L’esperienza dello Spirito oggi si fa’ strada come qualcosa che infrange le regole dottrinali in una ricerca holistica del tutto, più che di una particolare perfezione.

Gli sposi occidentali che si sono uniti in un tempio indù forse non lo sanno nemmeno loro, non se ne sono resi conto come forse non se ne rendono conto i religiosi e le religiose che hanno abbandonato i molti monasteri cattolici, ma essi fanno parte di un movimento molto più vasto di loro, dei loro atti, delle loro scelte magari sconsiderate, magari alla moda, magari incomprese ...

È l’ineluttabile movimento di un’umanità che è stanca di regole imposte, di riti non più sentiti e forse nemmeno compresi da tempo, di gerarchie superate, di frasi fatte e di concetti ribolliti, di tradizioni ripetitive incapaci di comunicare ormai entusiasmo e freschezza.

La gente ha disperatamente bisogno di stimoli nuovi e se li va a cercare magari nell’antica India! Anche questo dopo tutto è un evidente tentativo di rinnovamento.

Ricordo quando anni fa’, facendo il Cammino di Santiago capitai in un antico convento della Castiglia, ormai trasformato dai frati in albergo a Quattro Stelle. In quella che era stata la Sala del Capitolo era stato ricavato un ristorante gran lusso, chiamato Ristorante del Vescovo.

Nel centro torreggiava un enorme self-service a piramide, colmo di ogni ben di Dio, sovrastato in alto dalla cosa più preziosa del convento: una Bibbia miniata del XIII secolo. Al muro scintillava il bastone pastorale del Vescovo anch’esso appartenente a secoli antichi, dritto su una fila di Moe Chandon.

Personalmente non mi sento di condannare né gli sposi occidentali che hanno scelto un rito indù senza essere indù, né i frati castigliani che hanno fatto discendere il Sacro sul tavolo degli antipasti.

Aspetto con ottimismo e incrollabile fiducia nelle capacità evolutive del genere umano di vedere l’ordine sorgere dal caos, la luce dalle tenebre. Di vedere nascere dalla decostruzione della nostra religione e di tutte le altre, una spiritualità forse ancora sconosciuta e inimmaginabile, basata su un’esperienza radicalmente diversa ma illuminante del Divino.

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Località Quercia Grossa, 33 Pieve a Socana 
52016 Castel Focognano ( AR )